flashback exhibition

flashback exhibition 2018

Francesco Valeri
Le rive di un altro mare
live painting

Francesco Valeri, Porto San Giorgio 1979 detto ‘Lu FRA’, è stato uno degli artisti chiamati a interpretare questa sesta edizione di flashback dedicata all’antropologia fantascientifica, all’incontro tra mondi, al contatto tra diversi. Il lavoro di Francesco Valeri ha come componente caratteristica il colore fortemente evocativo e il segno a metà strada tra naïf e caricatura, tra passato e futuro. Le sue figure hanno un tocco africano, il continente al quale è legato da sempre. La sua espressione artistica è di carattere popolare ed è rivolta al popolo, che a sua volta ne è il soggetto. La sua curiosità di conoscere l’altro lo porta in giro per il mondo; la pittura e la fotografia lo accompagnano.

L’immagine rappresenta un contesto senza tempo, sospeso e in bilico tra passato e futuro, tra nuovo e antico, due personaggi appartenenti a tradizioni e a identità diverse stabiliscono un contatto, un incontro fatto di strani strumenti: una lampadina infatti fuoriesce dall’orecchio dell’ “occidentale”, mentre la mazza-scettro dell’ “indigeno” gli solletica la guancia. In che mondo siamo? Il segno di Valeri ci dice che – tra Picasso e i graffiti – il ruolo e la funzione dell’arte è proprio quello di scavalcare e attraversare le dimensioni spazio temporali, di intersecare e collegare i livelli e di riattivare il ‘meccanismo del pensiero’. In questo universo saturo e colorato, ogni opzione diventa improvvisamente possibile se rimaniamo aperti e disponibili. Così ogni epoca è di fatto presente ed è di nuovo possibile oggi – come in altri momenti della nostra storia – connettere in profondità zone temporali differenti: l’antico, il moderno, il contemporaneo nel suo farsi.

Per flashback ha realizzato live Le rive di un altro mare: un wall painting di più di 60mq eseguito in diretta durante i giorni della fiera, che ha abbracciato la manifestazione catapultandola in una dimensione al di là del tempo.


Tony Matelli
The Wanderer, Hunter and Reverie
courtesy Gian Enzo Sperone

Tre figure a grandezza naturale, sono collocate su piedistalli modellati in alcuni casi come rocce, in altri come tronchi d’albero. Intorno alle sculture, le pareti sono decorate con carta da parati con motivi marini: un’immagine fotografica digitalizzata di onde che si sciolgono nell’orizzonte.

Tony Matelli cancella la realtà e apre un mondo immaginario situato in un posto molto, molto lontano, su le rive di un altro mare.

E così, come i naufraghi sopravvissuti su un’isola di sogni, siamo anche noi invitati a dedicarci alle nostre paure, ansie, sentimenti di abbandono, ma anche alla curiosità e al senso del mistero. Le tre figure, tutti autoritratti dell’artista americano, presentano caratteristiche quasi grottesche, forse a rappresentare il modo in cui quelle emozioni stanno affollando la mente dell’artista. In tutti i personaggi si respira un gioco fatto di impulsi contraddittori, gli stessi impulsi, le stesse paure e la stessa curiosità che scaturiscono dal viaggio alla scoperta dell’altro e dell’altrove.

In Wanderer (il vagabondo) l’artista impersona un esploratore che viaggia con un lungo bastone, accompagnato da tre scimmie, e anche se l’insieme sembra più adatto alla vita di città, forse è proprio il nuovo equipaggiamento quello che ci serve per immaginare un nuovo mondo. Reverie (il sognatore) rappresenta un personaggio apparentemente spensierato, vestito da allenamento con i calzini bianchi, suona una piccola chitarra. È come se tutti i dilemmi sollevati fossero svaniti in un momento di rilassamento. Ma l’albero dietro la figura e la corda che pende da un ramo dietro il collo della figura simboleggiano le paure sempre in agguato. In Hunter (il cacciatore) Matelli diventa un improbabile cacciatore, armato di una sola corda e con indumenti solo apparentemente inappropriati. È come se il tessuto mimetico, perfetto per nascondersi tra le foglie, fosse stato soppiantato da una fantastica uniforme perfetta per vagabondare nel territorio dei sogni. Il viso porta l’espressione sbalordita di chi ha appena sentito un odore misterioso, a metà strada tra repulsione e attrazione, tra la paura di scoprire una spiacevole sorpresa e il desiderio di incontrare qualcosa di nuovo.

Tutti personaggi, tutti naufraghi, tutti a rappresentare il contrasto e il confronto tra paura e curiosità, tra smarrimento e desiderio di conoscenza, tutte visioni e sentimenti nati dal viaggio alla scoperta dell’altro e dell’altrove.

Tony Matelli (1971 Chicago, Illinois) è uno scultore americano che appartiene alla scuola di scultura realista. Noto al grande pubblico per la scultura Sleepwalker ha esposto nei più grandi musei al mondo come il Palais de Tokyo di Parigi e l’Hermitage di San Pietroburgo e con importanti gallerie internazionali come Marlborough Gallery, Andréhn-Schiptjenko, Gary Tatintsian e Perrotin.