special project
flashback è opera viva

open call Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto, ed. 2019

È all’insegna “dell’errare” che si sviluppa il progetto di arte urbana Opera Viva Barriera di Milano,
il Manifesto, ed. 2019, un progetto che vuole inserirsi ancora più in profondità nel substrato sociale urbano
per incentivare il dialogo, la scoperta, gli incontri.

Gli artisti che hanno partecipato all’open call 2019,
riceveranno comunicazione sull’esito della propria candidatura il 1 luglio.

Uno spazio pubblicitario di sei metri per tre nella rotatoria di piazza Bottesini in Barriera di Milano a Torino, vicino al mercato rionale e storico di piazza Foroni; sei mesi in cui questo spazio è a disposizione dell’arte e della creatività; una call, aperta fino al 16 giugno 2019, per invitare gli artisti nazionali e internazionali a interagire con questo rettangolo e con il suo contesto di riferimento.

Il manifesto di sei metri per tre a Torino in piazza Bottesini è uno spazio dedicato al quartiere Barriera di Milano, quartiere con una storia densa di industria e immigrazione, e alla sua comunità presente, ricca di differenza culturale.

Il progetto ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto da Associazione Flashback, è giunto quest’anno alla sua V edizione e scandisce le tappe di avvicinamento alla manifestazione di arte antica e moderna flashback (dal 31 ottobre al 3 novembre al Pala Alpitour): un appuntamento trasversale atteso da tanti, abitanti del quartiere e appassionati d’arte, in una fruizione vissuta sia dal vivo che tramite la rete.

Opera Viva in Barriera di Milano si propone così di costruire – con opere diverse mese per mese – una dimensione altra, diversa rispetto a quella della quotidianità, e di riunire tutte queste dimensioni in una visione coerente e in un dialogo attivo con il quartiere nella convinzione profonda che le nostre città abbiano bisogno di spazi mentali più che di luoghi fisici da destinare all’arte e alla cultura e che siano innanzitutto infrastrutture di relazioni umane, molto spesso sommerse e invisibili, da curare e sviluppare. L’opera viva è infatti la parte sotto il pelo dell’acqua sommersa ma necessaria al galleggiamento perché “col proprio volume genera attivamente e continuamente spinte verso l’alto in proporzione all’acqua che sposta galleggiando e navigando.” 

Opera Viva in Barriera di Milano nasce con la dichiarata finalità di portare l’arte fuori dai luoghi tradizionali, di mettere l’opera in relazione diretta e senza filtri con le persone e di donare al quartiere un luogo di “accoglienza creativa”. Opera Viva è dunque il ritmo stesso e il processo dell’esistenza – l’arte che non è più un prodotto, ma che risulta lievemente e profondamente implicata con il rumore bianco della realtà, con tutte le sue imperfezioni e tare, e non più ipoteticamente e ipocritamente fuori da esso.

GLI ERRANTI

Per il secondo anno consecutivo, Opera Viva Barriera di Milano vuole creare un legame ancora più stretto tra artista e spettatore (che sia questo automobilista, passante, curioso o residente) lanciando una call che chiuderà il 16 giugno 2019. Gli artisti sono chiamati a proporre una loro opera ispirata all’argomento dell’edizione 2019 che prende spunto da un romanzo fantascientifico datato 1986 della coppia di scrittori sovietici Arkadij e Boris Strugackij. Il titolo originale Le onde che estinguono il vento fu tradotto prima in inglese come The Time Wanderers poi in italiano come I passi del tempo. Per flashback questi Vagabondi nel e del tempo sono Gli Erranti / The Wanderers.

Il romanzo narra di un genere umano che finalmente vive in pace con sé stesso e non ha nulla da rimproverare ai suoi vicini nell’universo. È la pace, forse l’inizio di un nuovo millennio per l’intera umanità. Ma per Max Kammerer, direttore del sistema di sicurezza mondiale, cominciano I problemi. All’interno del sistema opera l’Ufficio Eventi Insoliti, e uno dei suoi migliori agenti, Toivo Glumov che si è convinto che l’uomo sia vittima dei leggendari Vagabondi del Tempo, una razza misteriosa che ha il vezzo di impicciarsi della storia (passata e futura) di altre razze. 

Così Gli Erranti si spostano irregolarmente senza meta né programma; girovagano, gironzolano inefficienti evitando di fissare preventivamente l’itinerario; il senso sta nella scoperta, negli errori di percorso, negli incontri e nelle emozioni che vivono. È così che il vagabondaggio aiuta ad affinare i sensi e il vagabondare – dal latino l’andare errando – ha il doppio significato del muoversi senza meta ma anche del deviare dal vero, sbagliare per conoscere. I crononauti del romanzo sono vagabondi del tempo, camminatori entusiasti, viandanti erranti, raminghi osservatori e cercatori, nomadi per scelta, curiosi della storia dell’arte di ogni tempo, sempre pronti per una nuova esperienza avventurosa ed entusiasmante: il risultato è un magma fluido e onirico di paesaggi, di emozioni, raccolti come nel diario di un pellegrino, come scavo, scoperta, preghiera e ascesi, un diario personale fatto di incontro con le opere, di relazione, di sentimenti, di noia e di curiosità.

per qualsiasi informazione: operaviva@flashback.to.it 

Rebecca Moccia “FUOCO IN TASCA”

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2019

presenta

Rebecca Moccia
FUOCO IN TASCA

Inaugurazione 2 maggio ore 19

Piazza Bottesini, Torino

Gli Erranti sono il tema della V ed. progetto di arte urbana Opera Viva “il manifesto”, ideato da Alessandro Bulgini e curato, per il quarto anno consecutivo, da Christian Caliandro.

E’ Rebecca Moccia l’artista che apre il progetto e si intitola Fuoco in tasca. Per l’autrice i fuochi d’artificio sono una metafora dell’opera e dell’artista – di un certo tipo di artista, di come l’artista dovrebbe essere – sulla scorta del Jack Kerouac di Sulla strada: “le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d’artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno «Oooooh!»”.

Il fuoco d’artificio simboleggia la portatilità (il piccolo nel grande e il grande nel piccolo), l’intangibilità, l’esperienza. L’opera d’arte che ha in mente Rebecca Moccia possiede un effettivo interesse nei confronti del mondo e delle persone, un calore, un’intimità, una vicinanza, un’empatia, una compassione. È un’opera in grado di vivere e di stare al mondo, in grado di muoversi con delicatezza ed emozione, in grado di coltivare una dimensione umana senza la quale nulla esiste, nulla può fiorire.

Così, questo disegno al tempo stesso umile e ambizioso, idealista e semplice, è fiero dei pochi, essenziali elementi che lo compongono (linee, punti, gesti); espone serenamente la sua fragilità  e la leggibilità; non ha paura dell’errare, di fallimenti, scarti, arresti, deviazioni, digressioni, cadute improvvise e apparentemente immotivate (che anzi, costituiscono la sostanza del suo percorso e della sua pratica); la sua estrema, piccola/grande utilità risiede proprio nella sua somma inutilità.

Flashback alla VII edizione con Gli Erranti è la testimonianza di quanto sia importante conservare curiosità e agilità mentale senza la costante paura di errare, di fallire, di cadere ma con la capacità di spostarsi avanti e indietro nella storia e nel mondo senza pregiudizi perché il presente autentico consiste nel collasso delle dimensioni e delle differenze temporali e culturali nella convinzione che sia sempre la relazione attiva a determinare e a descrivere il tempo che viviamo.

Con il Patrocinio di:
CITTÀ DI TORINO

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Promosso da Flashback, l’arte è tutta contemporanea
I artista: Rebecca Moccia, inaugurazione 2 maggio h 19
2 / 26 maggio 2019

Ufficio Stampa Emanuela Bernascone
335 256829
info@emanuelabernascone.com
www.emanuelabernascone.com

opera viva barriera di milano 2018

un progetto di Alessandro Bulgini
a cura di Christian Caliandro

Lucia Veronesi, Laboratorio Saccardi, Irene Pittatore, Virginia Zanetti,
Francesca Sandroni, Alessandro Bulgin
i

Nel 2013 nasce il progetto flashback è Opera Viva con il quale l’artista Alessandro Bulgini dichiara la manifestazione e tutti i capolavori presenti Opera Viva. Nel 2014 il progetto si inoltra anche in periferia con la curatela di Christian Caliandro.

Un manifesto di sei metri per tre nella rotonda di Piazza Bottesini a Torino nel cuore di Barriera di Milano; sei artisti che, mese dopo mese, presentano le loro opere; sei opere che si traducono in un manifesto simil-pubblicitario il quale nega il linguaggio della pubblicità nel momento stesso in cui lo usa e che trasforma gli spettatori – residenti, visitatori, automobilisti, passanti, curiosi – in esploratori di un’altra dimensione, di una zona che a sua volta funziona secondo le regole e i valori di un mondo sconosciuto; sei manifesti (insieme a tutti i frammenti di vita raccolti nei seimesi precedenti) riuniti in un’unica mostra per raccontare ancora una volta questa finestra apertasul mondo e per il mondo: questo è il progetto.

É attraverso questa operazione lunga sei mesi, che flashback collega zone diverse della città di Torino e zone temporali differenti (l’antico, il moderno, il contemporaneo nel suo farsi): nella convinzione che l’arte debba uscire dagli spazi istituzionali, scendere per strada, inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, integrarsi felicemente nella dimensione dell’esistenza quotidiana.

Nell’edizione 2018 di Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto ha seguito il tema della VI edizione di flashback ispirandosi al romanzo di fantascienza Le rive di un altro mare dello scrittore antropologo Chad Oliver. Il fil rouge è, come per la fiera, la ‘diversità’: diversità culturale, diversità identitaria, diversità interpretativa. Diversità come ricchezza dunque e non come ostacolo, come ampiezza di sguardo e non come barriera, come allargamento dell’orizzonte e non come sua chiusura. Diversità come materia prima.

Alessandro Bulgini “Accesso Libero al Mare”

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2018

presenta

Alessandro Bulgini
 ACCESSO LIBERO AL MARE (2018) 

Inaugurazione 17 ottobre ore 18,30

Piazza Bottesini, Torino

Con il sesto e ultimo manifesto si completa l’edizione 2018 di Opera Viva Barriera di Milano, progetto ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e dedicato quest’anno – come Flashback che lo sostiene – al tema della diversità, della mixité sociale, culturale e temporale.

“L’immagine di Bulgini inquadra un angolo urbano di Barriera di Milano, e una serie di ante di armadio piuttosto malridotte, appoggiate al muro di mattoni: su tre di queste, una scena marina d’antan, con velieri, onde e marinai sulla costa, seduti a chiacchierare e a raccontarsi storie. A tagliare orizzontalmente il manifesto, un nastro rosso (posizionato sulla linea di demarcazione dell’opera viva che caratterizza la ricerca dell’artista, e che dà il titolo all’intero progetto) indica l’accesso libero al mare come diritto fondamentale e inalienabile. Che senso ha segnalarlo proprio in Barriera di Milano a Torino, in un luogo molto molto lontano (fisicamente e spiritualmente) dal mare e dai mari italiani? In questo risiede la diversità che dà il senso a tutta la sequenza di opere e manifesti che ci hanno accompagnato da maggio fin qui. In questo caso, il mare e l’accesso libero a esso diventano una possibilità estrema, la capacità di capovolgere il punto di vista e di ricreare una realtà laddove esistono solo indicazioni, semi, potenzialità, immaginazioni: che è poi il significato dell’arte di ogni epoca. Così un’anta, una semplice anta può diventare in un istante una finestra aperta su un altro mondo, su un’altra dimensione.” C. Caliandro

Bulgini ci regala una porta di accesso al mare e dal mare, un mare liberato, un passaggio verso l’altrove. L’Opera Viva, la linea di galleggiamento delle barche, il nastro rosso, è la demarcazione, il confine che ci divide da ciò che vive in un altro luogo e in altro tempo. Il passaggio verso la libertà implica il superamento della barriera per conquistare il nostro accesso al mare.

L’opera è viva dunque nella sua parte meno accessibile, una parte che va indagata volontariamente lanciando lo sguardo oltre l’orizzonte. E’ lì che vive l’opera e che la vita si dispiega, lì dove si mescolano le carte, sulle rive di un altro mare, dove i marinai raccontano e le storie si confondono, dove il tempo e le differenze sono sospese ma l’accesso al mare sa di libertà.

 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Rotatoria di piazza Bottesini – Torino
6° artista – Alessandro Bulgini – 17 ottobre – 11 novembre 2018
Inaugurazione 17 ottobre ore 18,30

Flashback, l’arte è tutta contemporanea
1 / 4 novembre 2018 h. 11/20
Pala Alpitour, Torino

Ufficio Stampa Emanuela Bernascone
m. +39 335 256829
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Flashback special project 2018

special project . flashback è opera viva

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2018
un progetto di Alessandro Bulgini
a cura di Christian Caliandro

artisti
Lucia Veronesi, Laboratorio Saccardi, Irene Pittatore,
Virginia Zanetti, Francesca Sandroni, Alessandro Bulgini

giuria open call
Umberto Allemandi, Alessandro Bulgini, Christian Caliandro,
Pietro Gaglianò, Luigi Ratclif, Roxy in the Box

La mostra Opera Viva Barriera di Milano rappresenta l’esprimersi dell’altrove.
Al Pala Alpitour dal 1 al 4 novembre i sei manifesti, insieme a tutti i frammenti di vita raccolti nei sei mesi precedenti, sono riuniti in un’unica mostra per raccontare ancora una volta
questa finestra aperta sul mondo e per il mondo.
I sei manifesti di 6x3m,che nella rotonda di Piazza Bottesini nel cuore di Barriera di Milano, hanno accompagnato la vita dei passanti per un mese ciascuno, sono riuniti in questa unica occasione, breve e intensa, nella quale amplificano e moltiplicano l’uno con l’altro il loro racconto. Il fil rouge di Opera Viva Barriera di Milano 2018è, come per la fiera, la “diversità”: diversità culturale, diversità identitaria, diversità interpretativa prendendo spunto dal libro di Chad Oliver Le rive di un altro mare. Diversità come ricchezza dunque e non come ostacolo, come ampiezza di sguardo e non come barriera, come allargamento dell’orizzonte e non come sua chiusura. È cosi che di Lucia Veronesi c’è “The Safe zone”, la zona sicura, quella che sa costruire di volta in volta un ambiente familiare a partire dal cambiamento, dalla trasformazione; di Laboratorio Saccardi “Dioniso in città”, il Grande Altro (secondo la definizione di Slavoj Žižek) irriducibile, incommensurabile, come linguaggio alieno e a tratti incomprensibile, proveniente al tempo stesso dal passato più arcaico e dal futuro prossimo; di Irene Pittatore “Wire connection” che racconta come sia possibile convivere (vivere-insieme) e stare anche bene, insieme, superando le eventuali scomodità pratiche; di Virginia Zanetti “I Pilastri della Terra” dove viene invertito il punto di vista; di Francesca Sandroni l’ “extro-vertere” che genera la possibilità di una nuova natura e infine con Alessandro Bulgini l’ “accesso libero al mare”.Tutti artisti che hanno riflettuto sul tema aperto da Chad Oliver e che, tutti assieme, chiuderanno il cerchio del racconto
di questa nuova edizione di Opera Viva Barriera di Milano 2018.

Francesca Sandroni “-10° minuto”

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2018
presenta

Francesca Sandroni
-10° minuto

inaugurazione mercoledì 12 settembre ore 19
piazza bottesini, torino

Meno dieci gradi, il freddo non frena la volontà !!!
A 10 minuti dall’inizio il campo immacolato attende i giocatori.
L’incontro tra la cultura introspettiva nordica e l’ “extro-vertere” della parte più a sud del mondo genera la possibilità: “una nuova natura”.

Reykjavik 5 aprile

Il quinto manifesto dell’edizione 2018 di Opera Viva Barriera di Milano, progetto ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e dedicato al tema della “diversità” è l’ultima delle tre opere che hanno partecipato quest’anno alla open call e che sono state selezionate dalla giuria composta, oltre che da Bulgini e Caliandro, da Umberto Allemandi, Pietro Gaglianò, Luigi Ratclif e Roxy in the Box: -10° minuto di Francesca Sandroni.

Il desolato paesaggio islandese di Reykjavík si apre improvvisamente a una possibilità, rappresentata dal campo da calcio. L’arte crea un intero mondo da un semplice ‘interstizio’. La diversità, dunque, intesa come collasso e insieme incontro di dimensioni diverse e apparentemente inconciliabili: interno e esterno, Nord e Sud, attitudine settentrionale e spirito meridiano. Questa coesione e convivenza – impossibile a prima vista – è in grado di generare un set improbabile e surreale, una situazione aliena che proprio nella sua “differenza” suggerisce un altro modo di esperire e percepire la realtà.

Così come nel caso delle altre due vincitrici della call (Irene Pittatore e Virginia Zanetti), la diversità viene articolata decisamente come inversione del punto di vista: il ruolo e la funzione dell’arte consistono dunque sempre nello spingerci fuori dalla nostra comfort zone verso una zona scomoda e inedita, imprevista, un territorio che forse neanche volevamo raggiungere. Quindi nel reimparare a scegliere consapevolmente la terra incognita – nel ricominciare a esplorare.

Con il Patrocinio di:
REGIONE PIEMONTE
CITTÀ DI TORINO
CIRCOSCRIZIONE 6

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro

V artista: Francesca Sandroni, inaugurazione 10 settembre ore 19
12 settembre – 14 ottobre 2018

 Virginia Zanetti, I pilastri della terra (2018)

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2018
presenta

 Virginia Zanetti,
I pilastri della terra, 2018

 25 luglio – 8 settembre 2018
Piazza Bottesini, Torino

 

Il 25 luglio inaugura I pilastri della terra, di Virginia Zanetti, il quarto manifesto dell’edizione 2018 di Opera Viva Barriera di Milano. L’opera di Virginia è la seconda delle tre opere vincitrici della open call, selezionate dalla giuria composta da Umberto Allemandi, Pietro Gaglianò, Luigi Ratclif, Roxy in the Box e da Christian Caliandro e Alessandro Bulgini, rispettivamente curatore e ideatore del progetto.

Il progetto di Virginia Zanetti si sta sviluppando in varie parti del mondo; è un’azione collettiva che dona una nuova visione sulla possibilità di emancipazione delle persone. L’azione ribalta il punto di vista: l’individuo sorregge il mondo, insieme ad altri, sfumatura determinante tra l’assumere un ruolo attivo o passivo nella società. La rivoluzione umana di un singolo individuo può concorrere alla trasformazione ed al cambiamento del destino di una nazione ed infine a quello di tutta l’umanità.

Lo scopo è quello di capovolgere il punto di vista, condividendo l’esperienza con persone provenienti da differenti ambiti, creando una comunità eterogenea errante alla ricerca di una nuova etica o spiritualità.

Anche questo lavoro articola la diversità come inversione del punto di vista sulla realtà: i “pilastri” che sorreggono il mondo sono le persone che agiscono non più come individui ma come comunità (eterodossa, eterogenea, eretica), e che insieme – vivendo, pensando e operando insieme – diventano agenti di trasformazione.

pilastri della terra ci ricorda il ruolo e la funzione dell’arte contemporanea: spingerci fuori dalla nostra area ‘solita’ e confortevole, verso una zona scomoda e inedita, per affrontare e attraversare quel nocciolo duro e disagevole. L’arte è uno strumento adatto a premerefinalmente, per uscire, per dire. Per non fare finta di niente.

 

 Con il Patrocinio di:
REGIONE PIEMONTE
CITTÀ DI TORINO
CIRCOSCRIZIONE 6

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro

Rotatoria di piazza Bottesini – Torino
4° artista – Virginia Zanetti 25 luglio – 8 settembre 2018
Inaugurazione 25 luglio ore 19

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 Irene Pittatore, Wire Connection (2018)

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2018
presenta

 Irene Pittatore
Wire Connection, 2018

 27 giugno – 24 luglio 2018
Piazza Bottesini, Torino

 

 Due donne senza volto che intrecciano i loro capelli, neri e biondi: come faranno a muoversi, a esistere in quella posizione? Convivono: una condivisione generatrice di nuove forme, inedite, diverse, riflessi della vita che le ha prodotte ed elaborate.

 Wire Connection di Irene Pittatore è l’opera che a partire dal 27 giugno occuperà lo spazio per le affissioni di Piazza Bottesini per l’edizione 2018 di Opera Viva Barriera di Milano. Il lavoro di Irene Pittatore è la prima delle tre opere vincitrici della open calle selezionate dalla giuria composta daUmberto Allemandi, Alessandro Bulgini, Christian Caliandro, Pietro Gaglianò, Luigi Ratclif e Roxy in the Box.

Si tratta di una declinazione ancora diversa rispetto a quelle precedenti, realizzate da Lucia Veronesi e da Laboratorio Saccardi. In questo caso, infatti, l’autrice condensa la sua riflessione in un’immagine umile e quotidiana: le scale, le ringhiere e le finestre di un condominio; due donne che intrecciano i loro capelli, neri e biondi. Che cosa faranno? Dove andranno? Come faranno a muoversi, a esisterein quella posizione?

L’opera, con attitudine profonda e al tempo stesso ironica, ci pone alcune questioni di stringente attualità.
Ci invita, per esempio, a considerare come sia possibile convivere (vivere-insieme) e stare anche bene, insieme, superando le eventuali scomodità pratiche; persino, al limite, come il concetto stesso di “scomodità” cambi a seconda della prospettiva esistenziale e culturale che scegliamo di adottare, di volta in volta; e, infine -l’aspetto forse più importante- come questa disposizione d’animo portata all’intreccio, alla condivisione agisca sul livello della ‘configurazione’, generando forme nuove, inedite, che prima non esistevano – forme che poi, in fondo, altro non sono a loro volta che riflessi e riverberi delle forme-di-vita che le hanno elaborate e prodotte.

Delle due donne non vediamo e non vedremo mai i volti, ma possiamo immaginare il presente e il futuro: le identità singole diventano così collettive.

Anche in questa terza opera, dunque, la diversità è interpretata come ricchezza e non come ostacolo, come ampiezza di sguardo e non come barriera, come allargamento dell’orizzonte e non come sua chiusura.

In occasione dell’opening il 27 giugno alle 19 ci sarà una performance dell’artista che coinvolgerà il pubblico creando “nuovi intrecci”.

Con il Patrocinio di:
REGIONE PIEMONTE
CITTÀ DI TORINO
CIRCOSCRIZIONE 6

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro

Rotatoria di piazza Bottesini – Torino
3° artista – Irene Pittatore  –27 giugno – 24 luglio 2018
Inaugurazione 27 giugno ore 19

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 Laboratorio Saccardi, Dionisio in città (2018)

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2018
presenta

 Laboratorio Saccardi
Dionisio in città (2018)

 30 maggio – 25 giugno 2018
Piazza Bottesini, Torino

È di Laboratorio Saccardi (Vincenzo Profeta e Marco Leone Barone) il secondo manifesto per Opera Viva in Barriera di Milano, il progetto ideato da Alessandro Bulgini e curata da Christian Caliandro che scandisce il countdown a FLASHBACK. Sul cartellone sei metri per tre in Piazza Bottesini, a partire dal 30 maggio, l’opera Dionisio in città(2018) scaturisce dalla riflessione proposta quest’anno da Flashback intorno alla diversità: diversità culturale, diversità identitaria, diversità interpretativa prendendo spunto dal libro di Chad Oliver Le rive di un altro mare. Diversità come ricchezza dunque e non come ostacolo, come ampiezza di sguardo e non come barriera, come allargamento dell’orizzonte e non come sua chiusura.

L’opera di Laboratorio Saccardi ci parla quindi della diversità come Grande Altro (secondo la definizione di Slavoj Žižek) irriducibile, incommensurabile, come linguaggio alieno e a tratti incomprensibile, proveniente al tempo stesso dal passato più arcaico e dal futuro prossimo. Un grande e orgoglioso viso africano ci osserva, con la fronte coperta da quello che sembra un antico elmo o un casco futuristico. Sullo sfondo, l’architettura del Teatro Politeama di Palermo con il suo strano gusto tra asburgico e assiro-babilonese; attorno, un’aria fosca e lampeggiante che sa di epica.

E subito affiorano alla mente i versi della Profezia (1965) di Pier Paolo Pasolini, contenuta in Alì dagli Occhi Azzurri, è la disamina lucida di un processo storico, sociale ed economico che coinvolge popoli diversi a confronto, civiltà differenti e agli antipodi: “Essi sempre umili / essi sempre deboli / essi sempre timidi / essi sempre infimi / essi sempre colpevoli / essi sempre sudditi / essi sempre piccoli, / essi che non vollero mai sapere, essi che ebbero occhi solo per implorare, / essi che vissero come assassini sotto terra, essi che vissero come banditi / in fondo al mare, essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo, / essi che si costruirono leggi fuori dalla legge, / essi che si adattarono a un mondo sotto il mondo…”.

Il futuro prefigurato da Pasolini è adesso, è ora: anzi, è già passato. La diversità accede improvvisamente al territorio di una mitografia non consolatoria, ma ostinata a leggere il presente italiano nelle sue pieghe più sommerse.

Laboratorio Saccardi è formato da Vincenzo Profeta (Palermo 1977) e Marco Barone (Palermo 1978), artisti capaci di esprimersi con “differenti linguaggi (dalla pittura, al video, alla fotografia, alla poesia visiva) nel segno di un dichiarato intento ludico e dissacratorio”. Il loro lavoro verte principalmente su due temi: l’irrisione dello star system dell’arte e l’irrisione dell’intellettuale. Tutto parte dalla conoscenza profonda della storia dell’arte da cui traggono inesauribili spunti per poi applicarli in tutti i loro lavori, senza risparmiare nessuno. Numerose le mostre personali sia in musei che in gallerie italiane e straniere tra le quali: 56 Henry, New York; z2o Sara Zanin, Roma; Van Gelder Gallery, Amsterdam; GAM di Palermo, ma soprattutto le opere pubbliche come il “Monumento a Franco e Ciccio”, progetto di inclusione sociale e raccolta fondi a Palermo, quartiere Sant’Anna al Capo e “Anima Mundi”, Chiesa di San Ranieri e dei Santi Quaranta Martiri Pisani del Borremans, quartiere Capo alla Guilla di Palermo. Tra le collettive ricordiamo la 9° Shangai Biennial, Museum of Contemporary Art of Shanghai, “Praestigium Contemporary Artists from Italy”  alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, “Italia Ora” a cura di Achille Bonito Oliva Museo Hendrik Christian Andersen, Roma, “Passaggi in Sicilia”, Museo d’arte contemporanea Palazzo Belmonte Riso, Palermo; “Passport#2”, Cantieri culturali della Zisa, Palermo. I lavori di Laboratorio Saccordi sono presenti infine in molte collezioni pubbliche e private come la Collezione “Farnesina giovani” del Ministero degli affari esteri di Roma, la Collezione permanente museo d’arte contemporanea della Sicilia Palazzo Belmonte Riso di Palermo, la Collezione permanente museo d’arte contemporanea della Galleria d’Arte Moderna di Palermo e la Collezione Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito.

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OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Rotatoria di piazza Bottesini – Torino

2° artista – Laboratorio Saccardi 30 maggio – 25 giugno 2018
Inaugurazione 30 maggio ore 18,30

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