Flashback 2020

5 > 8 November 2020
h 11 > 20
Pala Alpitour > Turin > Italy

Special project>Flashback è opera viva

Serena Fineschi “Viva questo mondo di merda”

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2020

presenta

Serena Fineschi
Viva questo mondo di merda (2020) 

Inaugurazione in diretta Facebook > Giovedì 9 luglio, ore 19.00
9 luglio – 30 agosto 2020
Piazza Bottesini, Torino

Dopo Altro giro, altra corsa di Iginio De Luca, si inaugura giovedì 9 luglio in diretta alle ore 19.00 sul canale Facebook di Flashback, l’arte è tutta contemporanea – @flashbackfair – Viva questo mondo di merda di Serena Fineschi, il terzo manifesto della sesta edizione di Opera Viva Barriera di Milano, progetto ideato da Alessandro Bulgini e curato da Christian Caliandro. Il tema scelto quest’anno – Ludens – è ispirato al racconto di fantascienza La variante dell’Unicorno di Roger Zelazny e all’opera di Johan Huizinga. Il gioco dunque come fondamento della vita umana e della creatività, come approccio fondamentale per la ricostruzione continua del mondo e come base per l’arte e la cultura; il gioco come attività sacra.

L’immagine realizzata dall’artista è la fotografia di una piccola porzione della sua stessa pelle, su cui è stata appositamente per questa occasione tatuata una frase (tratta da un lavoro del 2011) che è al tempo stesso una dichiarazione di intenti e un inno d’amore. Come afferma Fineschi: “Inutile contestare che il dolore autoinflitto, quel piacere oscuro, cinico e distorto sia l’origine delle nostre sofferenze, che sputiamo e vomitiamo in faccia al mondo. Il corpo parla, e l’opera non è un corpo estraneo al corpo dell’artista. Il corpo chiede, chiede di continuo”. 

Proprio quel corpo individuale e collettivo dunque che è stato sottoposto di recente, durante le settimane del lockdown, a una dura prova, ritorna prepotentemente al centro dell’attenzione (è infatti il tema principale della riflessione di alcuni dei più significativi pensatori contemporanei, da Michel Foucault a Donna Haraway a Paul B. Preciado), e diventa il territorio e il mezzo del messaggio artistico: “Amiamo il corpo malato. Amiamo le cicatrici e i morsi lasciati sulla pelle dalle ferite. Amiamo il corpo anziano, segnato dal tempo, raggrinzito dal sole, pieno di ricordi. Amiamo il corpo lento. Amiamo l’imperfezione e lo squilibrio (…). Amiamo il vero corpo, fragile e vulnerabile, e non il corpo ideale e tirannico della norma. Amiamo il corpo poetico, perché il linguaggio è solo uno degli organi astratti del corpo vivo” (Paul B. Preciado, Inno al corpo, «Internazionale», 20 giugno 2020). 

La frase tatuata sulla pelle di Serena, ed esposta sul manifesto 6×3, è in realtà tenera e commovente: significa che, nonostante siamo perfettamente consapevoli dei problemi e delle crisi che attraversano il mondo contemporaneo, nonostante le società occidentali stiano mostrando tutte le loro crepe (che il virus ha ampliato e reso ancora più visibili), nonostante tutto questo e proprio per questo non rinunciamo a dichiarare a gran voce il nostro amore per la vita – e tutta l’incoscienza, la sfrenatezza e la passione per l’imprevisto che ci vogliono per affrontarla. Per sentirsi ed essere davvero vivi, oggi. 

Serena Fineschi è nata a Siena. Vive e lavora a Siena e a Bruxelles.
Si è formata all’Istituto Statale d’Arte “Duccio di Buoninsegna” di Siena, proseguendo gli studi in progettazione grafica a Siena, Firenze, Milano e in Storia dell’arte contemporanea presso l’Università degli Studi di Siena. Il suo lavoro è stato presentato in numerose sedi pubbliche e private in Italia e all’estero tra cui il Musées Royaux de Beaux-Arts de Belgique, Old Masters Museum, a Bruxelles, l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, il BozarCentre for Fine Arts di Bruxelles, la collezione Frédéric de Goldschmidt, la Fondation Thalie a Bruxelles, Officina asbl a Bruxelles, Belgio; il Museo di Arte Moderna e Contemporanea Raffaele de Grada di San Gimignano, il Complesso Museale SMS Santa Maria della Scala di Siena, il Centro d’Arte Contemporanea Palazzo delle Papesse a Siena, le Corderie dell’Arsenale a Venezia (in occasione della Biennale di Architettura), la Biennale Manifesta12 a Palermo, Casa Masaccio Arte Contemporanea a San Giovanni Valdarno, la Fondazione Palazzo Magnani/Palazzo da Mosto a Reggio Emilia, l’Ospedaletto Contemporaneo, Complesso dell’Ospedaletto a Venezia, Palazzo Monti a Brescia, in Italia. È tra i fondatori di GRAND HOTEL, un luogo in movimento che ospita, raccoglie, accoglie e colleziona forme di passaggio provenienti dalle menti e dagli studi degli artisti che compie viaggi in spazi istituzionali e indipendenti dal 2014. Nel 2016 ha ideato CAVEAU, una cassaforte incassata tra le mura medioevali della città di Siena che ospita idee. È tra gli ideatori di MODO asbl, associazione culturale per la promozione del contemporaneo fondata nel 2018, con sede a Bruxelles.

Opera Viva Barriera di Milano “il Manifesto” ed. 2020
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
3° Artista: 
Serena Fineschi, Viva questo mondo di merda (2020) 
Dal 9 luglio al 30 agosto 2020


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Opera Viva, Il Manifesto > Open call

Iginio De Luca, Altro giro, altra corsa, 9 giugno – 12 luglio 2020


Aperti i termini – fino al 15 luglio – per partecipare alla terza edizione del bando per artisti visivi del progetto OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, IL MANIFESTO.
L’argomento scelto per questa sesta edizione è, come per la fiera Flashback, Ludens. Un’edizione interessata alla dimensione ludica dell’uomo, alla quale, in ogni cultura, è stata riconosciuta una valenza sacra.

IL PROGETTO
Opera Viva Barriera di Milano “Il Manifesto”, è un progetto di arte urbana che aggiunge significato al concetto di arte pubblica in virtù dell’utilizzo del preesistente nel concepire l’opera d’arte; nel caso specifico uno spazio comunale per le pubbliche affissioni (cimasa 50530) di 6x3m a Torino in Piazza Bottesini (Barriera di Milano, quartiere torinese multietnico) è interpretato da artisti nazionali e internazionali per sei / dieci mesi l’anno. 

Nel 2013 nasce il progetto Flashback è Opera Viva con il quale l’artista Alessandro Bulgini dichiara la manifestazione Flashback, l’arte è tutta contemporanea, e tutti i capolavori presentati Opera Viva. Nel 2014 Flashback è Opera Viva lascia gli spazi dell’arte per inoltrarsi anche fisicamente in periferia con Opera Viva Barriera di Milano “il Manifesto” con la curatela di Christian Caliandrosegnando il countdown alla manifestazione di novembre.

Il progetto si sviluppa attorno a un’idea precisa della relazione tra arte e spazio pubblico e della funzione di un’opera all’interno di un contesto e di una comunità urbana. Attraverso questa operazione che dura tra i 6 e i 10 mesi, la fiera collega zone diverse della città di Torino e zone temporali differenti (l’antico, il moderno, il contemporaneo nel suo farsi), nella convinzione che l’arte debba uscire dagli spazi istituzionali, scendere per strada, inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, integrarsi felicemente nella dimensione dell’esistenza quotidiana.

Il Manifesto 
Un manifesto di 6x3m nella rotonda di Piazza Bottesini pulsa nel cuore di Barriera di Milano, uno dei quartieri torinesi più interessanti e ricchi di storie, di identità e di futuro grazie a numerosi artisti, diversi tra di loro per formazione e stile, ma accomunati da un approccio originale e innovativo alla pratica artistica. 

La mostra 
Durante i cinque giorni della fiera le immagini dei manifesti, insieme a tutti i frammenti di vita raccolti, vengono riuniti in un’unica mostra per raccontare questa finestra aperta sul mondo e per il mondo. 

Il talk 
Un appuntamento di confronto sull’edizione realizzata nell’Art Lounge di Flashback. La riflessione si svilupperà analizzando la funzione dell’opera all’interno di un contesto e di una comunità partendo dall’esperienza torinese. 

I lab 
Flashback lab è un progetto didattico nato con la volontà di ampliare e raccontare le riflessioni sui temi della fruizione dell’arte come esperienza culturale di consapevolezza e cittadinanza. Le classi coinvolte saranno protagoniste di un’esperienza in quattro appuntamenti in quattro appuntamenti che parte dal racconto e dalla visita ai manifesti realizzati dagli artisti.

>> per ulteriori informazioni: operaviva@flashback.to.it

Iginio De Luca “Altro giro altra corsa”

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2020

Presenta

Iginio De Luca
Altro giro altra corsa (2020) 

9 giugno – 12 luglio 2020
Piazza Bottesini, Torino

Martedì 9 giugno si inaugura in diretta alle ore 19.00 sul canale Facebook di Flashback – @flashbackfair – il secondo manifesto della quinta edizione di Opera Viva Barriera di Milano, progetto ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto da Flashback, la fiera che ha per motto “l’arte è tutta contemporanea” (Torino, Pala Alpitour 5-8 novembre 2020).
Il manifesto sarà visibile per tutti in Piazza Bottesini a Torino a partire dalla mattina di martedì 9 giugno. 

Quest’anno il tema che Flashback ha scelto – per il suo ottavo appuntamento – è Ludens, ispirato al racconto fantaumoristico “La variante dell’Unicorno” di Roger Zelazny e all’opera di Johan Huizinga. Il gioco dunque come fondamento della vita umana e della creatività, come approccio fondamentale per la ricostruzione continua del mondo e come base per l’arte e la cultura; il gioco come attività sacra.

In questi mesi di emergenza, di lockdown e di pausa forzata anche nella sequenza di queste immagini che tradizionalmente ormai segnano le tappe di avvicinamento alla fiera, molte cose sono cambiate attorno a noi e dentro di noi: le condizioni di vita, la consapevolezza di ciò che accade, i timori e le speranze che riguardano il presente e il futuro. 

Opera Viva Barriera di Milano riparte dunque da questa immagine realizzata da Iginio De Luca per il progetto: un piccolo camper abbandonato da anni, un vecchio modello Mercedes parcheggiato a Roma, vicino alle Terme di Caracalla. Il camper è un’esplosione e un’accumulazione di oggetti, di colori, di linguaggi (kitsch, vernacolari), tra bandiere, gagliardetti, ventagli esotici, modellini e giocattoli. Souvenir patriottici, religiosi e sportivi. Sono, come afferma l’artista stesso, “emblemi di un accumulo nostalgico indiscriminato che addobbano maldestramente a festa un veicolo destinato al viaggio ma che da tempo non viaggia più. Una sosta forzata, consapevole o incosciente, che affida alla memoria dinamica la mappatura di una geografia turistica nazionale, affettiva, che colleziona e trattiene i suoni e le immagini dei suoi spostamenti.”

Si tratta di un’opera che in questo momento risulta, se possibile, ancora più attuale di quando è stata proposta: il titolo Altro giro altra corsa evoca infatti il luna park, una posta in gioco e una scommessa, la ripartenza dopo ogni sconfitta intravista come un miraggio. L’illusione costante e necessaria che sottende il gioco, ogni gioco. Ogni attitudine ludica. 

Questo baraccone buffo e al tempo stesso triste è la metafora efficace di una situazione collettiva: un monumento visionario al cadere e al rialzarsi, un sogno perduto che è lì, parcheggiato, in attesa forse di un nuovo, possibile futuro. Di rimettersi in viaggio – contro ogni previsione, contro ogni pensiero razionale.
Di un altro giro, di un’altra corsa.        

Iginio De Luca è un poliedrico artista italiano: musicista, artista visivo, videomaker, performer. Negli ultimi anni la sua poetica si è concentrata soprattutto sulla produzione di video, di immagini fotografiche, ma anche di quelli che lui definisce blitz. Considerandoli a cavallo tra arte urbana e performance, l’artista compie azioni a volte sorvolando con aerei, altre proiettando immagini o scritte su edifici in rapidi raid notturni, altre ancora arrivando in luoghi con elementi di forte disturbo e impatto visivo, come cartelloni finto-elettorali. Ibridando etica ed estetica, tecnologia e azioni comportamentali, De Luca reclama l’interazione con l’ambiente e il pubblico, denunciando, tra ironia e impegno, la crisi di valori di questo nostro tempo. L’utilizzo di molteplici e differenti registri linguistici ha da sempre caratterizzato la sua progettualità e conseguentemente le scelte metodologiche ed operative, lasciando intendere che il denominatore comune è nella necessità di scardinare le certezze, di rompere i codici della formalizzazione espressiva, per tendere un tranello alla realtà, sorprendendola alle spalle. Decodificare la trama della ragnatela che l’artista tesse, costruendo funambolici equilibri tra segni di natura diversa, è il compito del pubblico, chiamato a una partecipazione attiva da un’interrogazione che non può essere elusa.
Pur lavorando su molti campi, nella poetica di Iginio de Luca si riconosce un’unità di concetto, che lo qualifica come artista tra i più originali dell’attuale scena italiana.

Opera Viva Barriera di Milano “il Manifesto” ed. 2020
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
2° Artista: 
Iginio De Luca, Altro giro altra corsa (2020) 
Dal 9 giugno al 12 luglio 2020


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Maïmouna Guerresi “Rubber Tire, First Lesson”


OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2020

Presenta

Maïmouna Guerresi
Rubber Tire, First Lesson (2014), polittico

12 marzo – 12 aprile 2020
Piazza Bottesini, Torino

“Questa volta non ci incontreremo sotto il manifesto, questa volta sarà un viaggio privato in un luogo pubblico” (A. Bulgini)

L’edizione 2020 di “Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto” comincia in un momento molto delicato per la comunità globale.
La vita di ciascuno di noi è costretta entro specifiche regole necessarie per la tutela di tutti. I percorsi nello spazio pubblico si fanno rarefatti, scanditi solo dalle prime necessità, la salute, il lavoro, il cibo; in questo contesto si pone per una frazione di secondo, per un fortuito incontro, l’opera d’arte. A essa viene delegata la speranza, la possibilità e il compito di rilasciare spunti dai quali poter attingere per proseguire nel proprio percorso esistenziale. 

E’ così che dal 12 marzo fino alla fine dell’anno, giorno dopo giorno, artisti di tutto il mondo si alterneranno nello spazio per le affissioni nella rotatoria di piazza Bottesini, lungo il percorso che collega le case popolari di Barriera di Milano e il vicino mercato di piazza Foroni, e accompagneranno le persone nella loro vita di tutti i giorni, nei loro percorsi obbligati, donando a tutti, senza discriminazioni.

Flashback decide di iniziare questa nuova narrazione del progetto (ideato da Alessandro Bulgini e curato da Christian Caliandro) con “Rubber Tire, First Lesson” (2014), dell’importante artista italo-senegalese, Maïmouna Guerresi e lo fa come gesto consapevole in questo momento di emergenza, nella convinzione che l’opera, mai come in questo momento, rappresenti un delicato atto poetico in grado di fiancheggiare e sostenere le persone nella loro quotidianità.

La fotografia di Maïmouna Guerresi “Rubber Tire, First Lesson” fa parte della serie M-eating (iniziata dall’autrice nel 2012), che presenta uomini, donne e bambini africani fotografati prima singolarmente e poi riuniti in una situazione conviviale; sul tavolo compare sempre, al posto del cibo, un oggetto che richiama la guerra, il conflitto, e che in questo contesto vede svanire il suo significato originario e ne acquisisce uno del tutto nuovo, più intimo e quotidiano. In questo caso, il pneumatico verniciato di bianco è uno scarto – un concetto ricorrente in Opera Viva Barriera di Milano, un tema che attraversa sotterraneamente tutte le edizioni e che ne costituisce una sorta di nucleo fondante – che diviene uno strano oggetto di studio per la lezione in corso.

Una lezione quanto mai utile in questo momento storico, una lezione in grado di suggerirci la necessità di utilizzare quanto abbiamo già a disposizione, anche gli scarti, per ricreare il nostro presente perché il fondamento della cultura, grazie alla quale alimentiamo la nostra umanità è la libertà dello spirito e i Ludens (n.d.r. titolo dell’edizione 2020) siamo tutti noi individui pienamente liberi e coscienti di poter agire sul mondo ricreandolo, giorno dopo giorno, in qualsiasi condizione, attraverso la creatività.
Sullo sfondo si legge Bi-smi ‘llāh (“Nel nome di Dio”), parte iniziale dell’invocazione con la quale si inizia ogni attività quotidiana.

L’opera di Maïmouna Guerresi gioca su questa tensione tra l’aggregazione e l’isolamento che caratterizzano le figure dell’insegnante e delle alunne, tra convivialità e distrazione: insieme e separati, questi personaggi danno vita al gioco della realtà.

Maïmouna Guerresi artista Italo-Senegalese, nata in Italia. Al suo attivo ha numerose partecipazioni sia in importanti Musei stranieri come lo Stedelijk Museum Schiedam, lo Smithsonian African Art Museum di Washington, il KIASMA Museum of Contemporary Art of Helsinki, il MACAAL Museum di Marrakech, IMA Institute Du Monde Arabe e il Cultural Institute of Islam ICI di Parigi, il National Museum of Sharjah o il National Museum of Bamako; che in Festival e Biennali, come la Biennale di Venezia, Documenta, Les Rencontres de Bamako, la Dak’Art Biennial, Manifesta, 13th Cairo Biennale e l’International Festival of Photography del Bangladesh, Kyotographie, Kyoto, Giappone. I suoi lavori fanno inoltre parte di grandi collezioni pubbliche come quelle dello Smithsonian African Art Museum di Washington, del LACMA Museum di Los Angeles e del  M.I.A Minneapolis Institute of Art.

Opera Viva Barriera di Milano “il Manifesto” ed. 2020
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
1° Artista: 
Maïmouna Guerresi, Rubber Tire, First Lesson (2014), polittico
Dal 12 marzo al 12 aprile 2020

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Opera Viva Barriera di Milano 2019

Opera Viva Barriera di Milano, spazio per le affissioni in piazza Bottesini a Torino

Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro

Artisti: Rebecca Moccia > Emanuela Barilozzi Caruso > Nero/Alessandro Neretti > Laura Cionci > Alessandro Bulgini

Giuria open call: Fabrizio Bellomo (artista) > Alessandro Bulgini (artista) > Christian Caliandro (storico dell’arte e curatore) > Francesco Nucci (fondatore e presidente della fondazione Volume!, Roma) > Giangavino Pazzola (curatore indipendente e associate curator a Camera, Centro Italiano per la Fotografia, Torino) > Stefania Poddighe (Direttrice di Flashback) > Ginevra Pucci (Direttrice di Flashback) > Marco Rubiola (autore, scrittore e regista di campagne pubblicitarie)

Lo special project Opera Viva Barriera di Milano “Il Manifesto” è il progetto di arte urbana, ideato da Alessandro Bulgini e curato da Christian Caliandro, uno spazio per le affissioni 6x3m a Torino in Piazza Bottesini (Barriera di Milano, quartiere torinese multietnico) interpretato dagli artisti per sei mesi l’anno e, dal 31 ottobre al 3 novembre al Pala Alpitour, una mostra che porta la periferia al centro riunendo tutti i manifesti realizzati nei sei mesi precedenti. 

Il progetto nasce nella convinzione che l’arte debba uscire dagli spazi istituzionali, scendere per strada, inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, integrarsi felicemente nella dimensione dell’esistenza quotidiana e che le nostre città siano prima di tutto esistenze, relazioni umane – non infrastrutture materiali. Un progetto che nasce per connettere in profondità zone temporali differenti: l’antico, il moderno, il contemporaneo nel suo farsi.

La mostra Opera Viva Barriera di Milano, al Pala Alpitour dal 31 ottobre al 3 novembre, riunisce dunque in un unico appuntamento espositivo i cinque manifesti 6x3m che, nei mesi precedenti, hanno accompagnato la vita dei passanti di Barriera di Milano. Un’occasione, breve e intensa, in cui si amplificano e moltiplicano l’uno con l’altro, raccontando ancora una volta questa finestra aperta sul mondo e per il mondo. 


Il fil rouge di Opera Viva Barriera di Milano 2019 è, come per la fiera, ispirato dal libro dei fratelli Strugackij Gli Erranti, all’insegna “dell’errare” esplorando tessuti culturali, conoscenze, tradizioni e volontà diverse attraverso l’arte e la sua applicazione nel quotidiano.

Alessandro Bulgini “Opera Viva – Guardiani”

Opera Viva – Guardiani. Sculture solari per naufrago (2019)

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2019

Presenta

ALESSANDRO BULGINI
Opera Viva – Guardiani. Sculture solari per naufrago

Inaugurazione 17 ottobre ore 18.30
Piazza Bottesini, Torino

Inaugura il 17 ottobre il quinto manifesto del progetto Opera Viva Barriera di Milano 2019, ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto da Flashback (Pala Alpitour, 31 ottobre > 3 novembre), che quest’anno si ispira al tema scelto per la fiera Gli Erranti

Il manifesto è opera di Alessandro Bulgini (Taranto, 1962) e si intitola Opera Viva – Guardiani.
Protagoniste della sua serie più recente di lavori sono, infatti, semplici bottiglie di plastica decorate con figure primordiali e tribali, che prendono vita sulla spiaggia grazie alla luce solare e che Bulgini stesso definisce “sculture solari per naufrago”.
Chi è dunque il naufrago nominato nel sottotitolo dell’opera?
L’artista, innanzitutto, “errante” per eccellenza del presente e di tutti gli altri tempi – che come Giorgio de Chirico attraversa le epoche e assembla frammenti e territori apparentemente incongrui: “in una sua tela, gli oggetti non si sono dati appuntamento”, scriveva Jean Cocteau nel 1928. Le bottiglie animate da queste presenze sciamaniche eppure domestiche sono scaglie del presente precipitate in una sorta di post-apocalisse festosa: è come se Chuck Noland, il protagonista di Cast Away (Robert Zemeckis 2000) interpretato da Tom Hanks, invece del pallone-amico Wilson si fosse fatto venire in mente di fabbricarsi un’intera schiera di spiriti protettori, sorta di lari – tutto sommato molto bonari – che sorvegliano il naufragio contemporaneo di questo vagabondo. 
Oppure i naufraghi siamo noi, che abbiamo l’occasione di affidarci a queste divinità familiari, alla portata di tutti, nella nostra personale e collettiva “allegria di naufragi”.
Quest’opera rappresenta così l’approdo ideale del percorso tracciato dai manifesti di questa edizione di questa edizione di Opera Viva Barriera di Milano, all’insegna degli “erranti”. 

Opera Viva Barriera di Milano 2019
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Promosso da Flashback, l’arte è tutta contemporanea
V artista: Alessandro Bulgini, inaugurazione 17 ottobre ore 18.30
17 ottobre > 11 novembre 2019
Rotatoria di piazza Bottesini, Torino

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Laura Cionci “Chiara Azione”

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2019

Presenta

LAURA CIONCI
Chiara Azione

Inaugurazione 26 settembre ore 18.30
Piazza Bottesini, Torino

Inaugura il 26 settembre il quarto manifesto del progetto Opera Viva Barriera di Milano 2019, ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto da Flashback (Pala Alpitour, 31 ottobre > 3 novembre), che quest’anno si ispira al tema scelto per la fiera Gli Erranti

Il manifesto è opera dell’artista e performer Laura Cionci e si intitola Chiara Azione (2019).

L’uso dei due colori complementari (rosso e verde) per le scritte e lo sfondo rende a prima vista difficoltosa la lettura di questa poesia-messaggio: ci avviciniamo, e pian piano il senso misterioso di questa invocazione ci si chiarisce. È una narrazione che noi spettatori dobbiamo conquistare, sono parole che non ci vengono incontro e non ci si offrono ma che dobbiamo afferrare di proposito, di nostra iniziativa: esse ci richiedono concentrazione, ci impongono appositamente di fuoriuscire per qualche momento dalla fretta e dalla foga che caratterizzano la vita quotidiana, e di fermarci a pensare.

Così, grazie a questo sforzo iniziale, scopriamo che i versi ci parlano di una richiesta accorata d’amore: un amore precario, incerto e fragile come la vita stessa, ma che proprio grazie a questa precarietà e a questa fragilità esiste sospeso tra due mondi, tra due stati della realtà – e sfida addirittura la permanenza, il tempo e lo spazio. È un amore che, una volta lasciato “libero”, è in grado di migliorare noi stessi e il mondo; l’amore è dunque la forza che cura, ma questa cura non può agire se non c’è anche la conoscenza del dolore e della sofferenza.

Dunque, l’amore descritto da Laura Cionci è un altro degli erranti di questa edizione di Opera Viva Barriera di Milano (forse il più oscuro e luminoso di tutti): vagabondo delle dimensioni e dei territori, dell’emozione e del sapere.

L’ultimo manifesto sarà realizzato da Alessandro Bulgini e presentato il 17 ottobre.

Opera Viva Barriera di Milano 2019
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Promosso da Flashback, l’arte è tutta contemporanea
IV artista: Laura Cionci, inaugurazione 26 settembre ore 18.30
26 settembre > 13 ottobre 2019
Rotatoria di piazza Bottesini, Torino

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Nero/Alessandro Neretti “All the Things that We Need”

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2019

Presenta

NERO/ALESSANDRO NERETTI
All the Things that We Need

Inaugurazione 5 settembre ore 18.30
Piazza Bottesini, Torino

Continua il “countdown” verso la fiera d’arte Flashback (Pala Alpitour, 31 ottobre > 3 novembre 2019) con gli appuntamenti di Flashback è Opera Viva, il progetto speciale concepito dall’artista visivo Alessandro Bulgini che, dopo aver dichiarato la fiera e tutti i capolavori presentati “Opera Viva”, ha lasciato gli spazi fieristici per inoltrarsi nel territorio. E proprio nel territorio, e nello specifico a Barriera di Milano, si sviluppa durante tutto l’anno come un’opera aperta in continuo divenire, un atlas di cultura visiva, creato da tutti e per tutti. 

Il terzo mega manifesto pubblico di Opera Viva Barriera di Milano – il secondo dei due selezionati attraverso una open call e premiati dalla giuria di Flashback – è All the Things that We Need (2015), opera di Nero/Alessandro Neretti che sarà presentato giovedì 5 settembre alle ore 18.30 in piazza Giovanni Bottesini.

L’immagine, che connette Barriera di Milano, periferia nord di Torino, con le periferie del Nord e del Sud del mondo, è uno dei risultati di una residenza svolta da Nero nel dicembre 2015 in occasione dei 6th International EgeArt Days a Izmir, in Turchia. 

Il luogo ritratto, le rovine del castello di Kadifekale, è un tipico margine contemporaneo, un posto liminale che si fa crocevia di storie e destini. 

Come afferma l’artista: “realizzai che attraversare da solo un territorio ove rifugiati siriani, e prima di loro i curdi, stavano cercando di sopravvivere tra il degrado di abitazioni fatiscenti, filo spinato e spazzatura, luoghi ove la disperazione sociale di alcuni si mescola alla voglia di emergere (a tutti i costi) di altri, per molti non sarebbe stata una grande idea ma un modo per cercare guai … per me, invece, continuava ad essere essenziale. Nutrirsi incuranti di quella precarietà, lontana da sontuosi teatri e personaggi celebri,all’ombra degli illuminati viali da passeggio dove una sorta di realtà patinata rilega le altre verità al di là della collina”.

In questo contrasto e confronto tra il mondo urbano emerso e quello sommerso, tra quello visibile e quello invisibile, in quest’area sospesa e in-between si situa l’opera di Nero.Come ormai da tradizione di Opera Viva Barriera di Milano, anche questo manifesto ci dice che i margini non sono confini da attraversare più o meno velocemente ma territori da abitare stabilmente e da conoscere in maniera approfondita, perché proprio lì il presente si rivela in modo nitido. 

Opera Viva Barriera di Milano 2019
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Promosso da Flashback, l’arte è tutta contemporanea
III artista: Nero/Alessandro Neretti, inaugurazione 5 settembre ore 18.30
5 > 22 settembre 2019
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