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FLASHBACK: la fiera più contemporanea di arte antica e moderna

“L’opera d’arte si pone nella sua estraneità, come qualcosa senza tempo e per questo eterna. L’opera d’arte deve riuscire a fissare l’attimo atemporale, rompendo il normale corso delle cose”.[1]

Flashback | L’Arte è tutta contemporanea è la manifestazione dedicata all’Arte Antica e Moderna, che giunge, nel 2017, alla sua quinta edizione.

Il nome della manifestazione racchiude contenuti e intenzioni. Da un lato il nome: FLASHBACK, la retrospezione, tramite la quale la manifestazione trasporta il passato nel presente, dall’altro il progetto espositivo: L’ARTE E’ TUTTA CONTEMPORANEA che s’ispira alla ricerca concettuale di Gino De Dominicis sul tema dell’immortalità e che sottolinea e stigmatizza la “contemporaneità” dell’esperienza di fruizione dell’opera.

Tutti i partecipanti a Flashback (gallerie d’arte, storici, critici e curatori, artisti visivi e non, filosofi, giornalisti, collezionisti ed economisti) concorrono a comporre un variegato dizionario verbale e visivo, dall’antichità alla modernità, una nuova narrazione continua e sistematica dove le opere, e più in generale il pensiero dell’uomo, si presentano al pubblico come strumenti di conoscenza, atti a ridefinire attivamente noi stessi, a riconfigurare la nostra identità, a costruire la memoria di chi siamo stati e soprattutto di chi potremo essere. Non una ricerca archeologica nel nostro passato ma la consapevolezza di quanto questo sia parte integrante del nostro spazio di esistenza [2].

IN SENSO INVERSO

Il tema centrale della quinta edizione di Flashback prende spunto dal romanzo di Philip K. Dick “In senso inverso”, romanzo in cui il tempo ha iniziato a scorrere in senso contrario. Il senso inverso è dunque anti-orario, contro-corrente e rappresenta la diversa prospettiva, il punto di vista soggettivo, la possibilità di guardare in modo differente quanto ci circonda trovando nuovi elementi, nuove chiavi di lettura per rileggere e interpretare la contemporaneità.

[1] Cit. G. del Guercio su Gino De Dominicis [2] Cit. Christian Caliandro.

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MV: Ma non crede lei che l’arte contemporanea, fondata sul principio della soggettivita’, sia radicalmente diversa da quella antica?
GDD: L’arte in realta’ e’ tutta contemporanea. Altrimenti sarebbe come se lei vedesse arrivare un’automobile del 1920 e decidesse di attraversare tranquillamente la strada pensando di non poter essere investita, perche’ quell’automobile e’ di un’altra epoca. Mentre non e’ cosi’. Per le opere d’arte e’ lo stesso. Sono sempre in diretta.
MV: Percio’ secondo lei non c’e’ differenza tra una madonna di Brunelleschi e un ritratto di Picabia?
GDD: C’e’ differenza. Ma sono entrambi contemporanei, viventi. L’opera d’arte e’ un oggetto vivente.

Intervista di Marina Valensise a Gino De Dominicis Il Foglio 20 marzo 1997