flashback 2018

le rive di un altro mare

L’attività di flashback può configurarsi come un’azione di antropologia culturale fantascientifica. Da un lato flashback agisce come un antropologo studiando differenze e somiglianze culturali tra i vari popoli dai primordi della civiltà ai giorni nostri. Dall’altro utilizza le capacità immaginifiche della fantascienza in quanto riflessione sull’uomo, sulle sue paure e le sue aspirazioni.

E’ Chad Oliver, antropologo e scrittore di fantascienza, l’autore dal quale attingiamo. Le rive di un altro mare è un inno alla necessità di comprensione tra civiltà, un inno alla mixité.

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MV: Ma non crede lei che l’arte contemporanea, fondata sul principio della soggettivita’, sia radicalmente diversa da quella antica?
GDD: L’arte in realta’ e’ tutta contemporanea. Altrimenti sarebbe come se lei vedesse arrivare un’automobile del 1920 e decidesse di attraversare tranquillamente la strada pensando di non poter essere investita, perche’ quell’automobile e’ di un’altra epoca. Mentre non e’ cosi’. Per le opere d’arte e’ lo stesso. Sono sempre in diretta.
MV: Percio’ secondo lei non c’e’ differenza tra una madonna di Brunelleschi e un ritratto di Picabia?
GDD: C’e’ differenza. Ma sono entrambi contemporanei, viventi. L’opera d’arte e’ un oggetto vivente.

Intervista di Marina Valensise a Gino De Dominicis Il Foglio 20 marzo 1997