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flashback 2018

4 novembre 2018

Sono stati tantissimi, più di 16.000, i visitatori che sono approdati su Le rive di un altro mare di flashback 2018. La mixité della VI edizione, ispirata al romanzo di fantascienza di Chad Oliver, ha attirato un pubblico vasto ed eterogeneo per tipologia ed età, tra di loro molti i collezionisti italiani e stranieri, numerosi appartenenti a gruppi di patrons di istituzioni internazionali.

Il pubblico intervistato ha esternato un entusiasmo al di sopra delle aspettative sottolineando come l’allestimento si sia dimostrato un’importante cifra distintiva di flashback, ottimale per la fruizione delle opere e di come l’atmosfera sia unica rispetto a tutte le altre fiere italiane e straniere. Come ha sottolineato Catterina Seia, vicepresidente della Fondazione Fitzcarraldo, entrare a flashback significa “Passeggiare in riva al mare, una profonda sensazione di pace, armonia e bellezza”. I visitatori oltre che dalle opere in mostra sono stati conquistati dall’entusiasmo dei galleristi, disponibili a raccontare le storie, a volte inconsuete, che vivono dietro a ogni opera.

Gli espositori, all’unanimità, hanno sottolineato di apprezzare la manifestazione; la gallerista Allegra Ravizza (Lugano e Honolulu), soddisfatta anche dal punto di vista delle vendite, sostiene ad esempio che l’appuntamento con flashback è fondamentale per “educare al  bello” e che “l’atmosfera fa da filtro e il pubblico è particolarmente colto ed attento”. Il Mercante delle Venezie, giovanissimo gallerista per la prima volta in fiera, ha apprezzato “la caratteristica elevata dell’offerta e il pubblico di qualità” e conferma di aver avuto contatti con ottimi collezionisti.

Nello stand Benappi-Pozzallo (Torino) nella mattinata di domenica sono apparse nuove opere in sostituzione di quelle vendute, soprattutto per quanto riguarda l’arte antica.

La Galleria dello Scudo (Verona), specializzata in arte moderna, sostiene che la forza di flashback sta nell’aver dato nuova freschezza al periodo del primo ‘900, un ambito che in altre fiere viene poco considerato.

Gian Enzo Sperone (Sent e New York) ribadisce che “le fiere del futuro devono passare da questa porta: mostrare le gallerie che fanno cultura” mentre da Open Art (Prato), dopo aver espresso approvazione per l’altissima qualità presentata da tutti i galleristi, raccontano di aver incontrato “molti direttori di altre fiere in visita che potrebbero sicuramente prendere alcuni spunti da questa fiera contenuta nei numeri ma non nella qualità, anzi

Molto apprezzati i laboratori didattici organizzati da Maria Chiara Guerra con tantissimi bambini presenti, una parte di loro di Barriera di Milano quartiere sul quale flashback sta lavorando e i talk che ogni giorno hanno arricchito la fiera di contenuti, tra di loro il nuovo ciclo lanciato in anteprima le flashback art class che hanno inaugurato un nuovo progetto di flashback dedicato allo storytelling dell’arte storicizzata.