open call Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto, ed. 2019

07 Maggio 2019

È all’insegna “dell’errare” che si sviluppa il progetto di arte urbana Opera Viva Barriera di Milano,
il Manifesto, ed. 2019, un progetto che vuole inserirsi ancora più in profondità nel substrato sociale urbano
per incentivare il dialogo, la scoperta, gli incontri.

Gli artisti che hanno partecipato all’open call 2019,
riceveranno comunicazione sull’esito della propria candidatura il 1 luglio.

Uno spazio pubblicitario di sei metri per tre nella rotatoria di piazza Bottesini in Barriera di Milano a Torino, vicino al mercato rionale e storico di piazza Foroni; sei mesi in cui questo spazio è a disposizione dell’arte e della creatività; una call, aperta fino al 16 giugno 2019, per invitare gli artisti nazionali e internazionali a interagire con questo rettangolo e con il suo contesto di riferimento.

Il manifesto di sei metri per tre a Torino in piazza Bottesini è uno spazio dedicato al quartiere Barriera di Milano, quartiere con una storia densa di industria e immigrazione, e alla sua comunità presente, ricca di differenza culturale.

Il progetto ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto da Associazione Flashback, è giunto quest’anno alla sua V edizione e scandisce le tappe di avvicinamento alla manifestazione di arte antica e moderna flashback (dal 31 ottobre al 3 novembre al Pala Alpitour): un appuntamento trasversale atteso da tanti, abitanti del quartiere e appassionati d’arte, in una fruizione vissuta sia dal vivo che tramite la rete.

Opera Viva in Barriera di Milano si propone così di costruire – con opere diverse mese per mese – una dimensione altra, diversa rispetto a quella della quotidianità, e di riunire tutte queste dimensioni in una visione coerente e in un dialogo attivo con il quartiere nella convinzione profonda che le nostre città abbiano bisogno di spazi mentali più che di luoghi fisici da destinare all’arte e alla cultura e che siano innanzitutto infrastrutture di relazioni umane, molto spesso sommerse e invisibili, da curare e sviluppare. L’opera viva è infatti la parte sotto il pelo dell’acqua sommersa ma necessaria al galleggiamento perché “col proprio volume genera attivamente e continuamente spinte verso l’alto in proporzione all’acqua che sposta galleggiando e navigando.” 

Opera Viva in Barriera di Milano nasce con la dichiarata finalità di portare l’arte fuori dai luoghi tradizionali, di mettere l’opera in relazione diretta e senza filtri con le persone e di donare al quartiere un luogo di “accoglienza creativa”. Opera Viva è dunque il ritmo stesso e il processo dell’esistenza – l’arte che non è più un prodotto, ma che risulta lievemente e profondamente implicata con il rumore bianco della realtà, con tutte le sue imperfezioni e tare, e non più ipoteticamente e ipocritamente fuori da esso.

GLI ERRANTI

Per il secondo anno consecutivo, Opera Viva Barriera di Milano vuole creare un legame ancora più stretto tra artista e spettatore (che sia questo automobilista, passante, curioso o residente) lanciando una call che chiuderà il 16 giugno 2019. Gli artisti sono chiamati a proporre una loro opera ispirata all’argomento dell’edizione 2019 che prende spunto da un romanzo fantascientifico datato 1986 della coppia di scrittori sovietici Arkadij e Boris Strugackij. Il titolo originale Le onde che estinguono il vento fu tradotto prima in inglese come The Time Wanderers poi in italiano come I passi del tempo. Per flashback questi Vagabondi nel e del tempo sono Gli Erranti / The Wanderers.

Il romanzo narra di un genere umano che finalmente vive in pace con sé stesso e non ha nulla da rimproverare ai suoi vicini nell’universo. È la pace, forse l’inizio di un nuovo millennio per l’intera umanità. Ma per Max Kammerer, direttore del sistema di sicurezza mondiale, cominciano I problemi. All’interno del sistema opera l’Ufficio Eventi Insoliti, e uno dei suoi migliori agenti, Toivo Glumov che si è convinto che l’uomo sia vittima dei leggendari Vagabondi del Tempo, una razza misteriosa che ha il vezzo di impicciarsi della storia (passata e futura) di altre razze. 

Così Gli Erranti si spostano irregolarmente senza meta né programma; girovagano, gironzolano inefficienti evitando di fissare preventivamente l’itinerario; il senso sta nella scoperta, negli errori di percorso, negli incontri e nelle emozioni che vivono. È così che il vagabondaggio aiuta ad affinare i sensi e il vagabondare – dal latino l’andare errando – ha il doppio significato del muoversi senza meta ma anche del deviare dal vero, sbagliare per conoscere. I crononauti del romanzo sono vagabondi del tempo, camminatori entusiasti, viandanti erranti, raminghi osservatori e cercatori, nomadi per scelta, curiosi della storia dell’arte di ogni tempo, sempre pronti per una nuova esperienza avventurosa ed entusiasmante: il risultato è un magma fluido e onirico di paesaggi, di emozioni, raccolti come nel diario di un pellegrino, come scavo, scoperta, preghiera e ascesi, un diario personale fatto di incontro con le opere, di relazione, di sentimenti, di noia e di curiosità.

per qualsiasi informazione: operaviva@flashback.to.it