opera viva barriera di milano 2018

29 Gennaio 2019

un progetto di Alessandro Bulgini
a cura di Christian Caliandro

Lucia Veronesi, Laboratorio Saccardi, Irene Pittatore, Virginia Zanetti,
Francesca Sandroni, Alessandro Bulgin
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Nel 2013 nasce il progetto flashback è Opera Viva con il quale l’artista Alessandro Bulgini dichiara la manifestazione e tutti i capolavori presenti Opera Viva. Nel 2014 il progetto si inoltra anche in periferia con la curatela di Christian Caliandro.

Un manifesto di sei metri per tre nella rotonda di Piazza Bottesini a Torino nel cuore di Barriera di Milano; sei artisti che, mese dopo mese, presentano le loro opere; sei opere che si traducono in un manifesto simil-pubblicitario il quale nega il linguaggio della pubblicità nel momento stesso in cui lo usa e che trasforma gli spettatori – residenti, visitatori, automobilisti, passanti, curiosi – in esploratori di un’altra dimensione, di una zona che a sua volta funziona secondo le regole e i valori di un mondo sconosciuto; sei manifesti (insieme a tutti i frammenti di vita raccolti nei seimesi precedenti) riuniti in un’unica mostra per raccontare ancora una volta questa finestra apertasul mondo e per il mondo: questo è il progetto.

É attraverso questa operazione lunga sei mesi, che flashback collega zone diverse della città di Torino e zone temporali differenti (l’antico, il moderno, il contemporaneo nel suo farsi): nella convinzione che l’arte debba uscire dagli spazi istituzionali, scendere per strada, inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, integrarsi felicemente nella dimensione dell’esistenza quotidiana.

Nell’edizione 2018 di Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto ha seguito il tema della VI edizione di flashback ispirandosi al romanzo di fantascienza Le rive di un altro mare dello scrittore antropologo Chad Oliver. Il fil rouge è, come per la fiera, la ‘diversità’: diversità culturale, diversità identitaria, diversità interpretativa. Diversità come ricchezza dunque e non come ostacolo, come ampiezza di sguardo e non come barriera, come allargamento dell’orizzonte e non come sua chiusura. Diversità come materia prima.