ANTOINE MIROU

Paesaggio boscoso dopo un acquazzone, 1610 ca.
Olio su tavola, cm 331×49

 

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Pittore fiammingo rappresentate della così detta “scuola di Frankenthal”, cittadina della Germania occidentale in cui ripararono, a seguito delle lotte tra Cattolici e Protestanti, numerose frange di popolazione belga che non intendevano riconvertisti al cattolicesimo in seguito alla conquista spagnola del Belgio.
Da fonti lo segnalano in città a partire dal 1563 fino al 1621. I suoi paesaggi sono ascrivibili al periodo che va dal 1602 al 1661, se si accetta la data del Paesaggio della Galleria Nazionale di Parma. La composizione e il colore di dipinti come la Tentazione di Cristo (1607, Alte Pinakothek di Monaco di Baviera) o il Paesaggio con cacciatore (1640, Kunsthalle di Mannheim) attestano l’influsso di Gillis van Coninxloo, fondamentale punto di riferimento per i paesaggisti di gusto pre-barocco.
L’influsso di Brueghel dei Velluti, inoltre, si manifesta nell’impegno ad imitarne lo stile minuzioso e la policromia raffinata, cangiante, interessata agli effetti atmosferici della luce a contatto con le superfici naturali.
I dati attualmente disponibili suggeriscono che l’artista abbia trattato solo alcuni temi nella sua opera: paesaggi boscosi caratterizzati da alberi densi che riempiono l’intera superficie del dipinto, nonché scene di vivaci strade del villaggio immerse in un paesaggio roccioso.
La nostra composizione, di sapore sofisticato, è ricca di accenti luministici e atmosferici, con grande attenzione per la resa della luce tra le nuvole, a suggerire la fine di un temporale e l’imminente riapparsa del sole e il lieve accenno ad un arcobaleno, che si può intuire in controluce al centro: quasi più uno spettro materico che una forma nettamente distinguibile. Di gusto assolutamente “Frankenthal” la composizione architettonica al centro, un immaginario agglomerato di case, torri, ponticelli e coltivazioni, il tutto al centro di un lago.
L’evidente dicotomia tra attività umana ed incanto della Natura si esprime appieno nelle piccole scene venatorie che popolano l’animato bosco, idealmente aperto come quinta teatrale sulla scena centrale. Si noti il tocco raffinato del grigiore atmosferico, volto a suggerire l’intensa, fredda, umidità ancora presente nell’aria e nel terreno, pregno di acqua.
Oltre il piano della scena principale, si possono scorgere anche una donna che lava il bucato ed un carro trainato da alcuni cavalli bianchi.
Tale concezione dello spazio e del paesaggio è frutto di speculazione teorica -mentale- , che ama definire anche un soggetto così apparentemente legato alla dimensione realistica attraverso l’immaginazione, la fantasia e la ricomposizione di elementi in un insieme ideale ed onirico: il paesaggio fiammingo per antonomasia.

Range di prezzo:
10.000 – 50.000 €