CECCO DI PIETRO
(Pisa, 1330 ca. – prima del 1402)

San Ranieri da Pisa e Sant’Ambrogio (?)
Tempera su tavola, cm 93,2 x 34 (ciascuno)

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Provenienza:
Pisa, chiesa di San Francesco, altare di San Ranieri
Monaco di Baviera, galleria E. Meier
Florida, collezione privata

I due dipinti di Cecco di Pietro facevano originariamente parte del polittico di San Ranieri nella chiesa di San Francesco a Pisa ed erano stati eseguiti per la cappella posta sotto il patronato della potente famiglia pisana di banchieri e mercanti dei Sancasciani.
La prima notizia del polittico si ha da un documento conservato nell’Archivio di Stato di Pisa che ci tramanda le volontà testamentarie di Raniero Sancasciani il quale nel 1348 lascia quattrocento lire pisane per la realizzazione di una “tavola dipinta” e l’acquisto dei relativi arredi per un altare presso la chiesa di San Francesco a Pisa.
La scelta della destinazione di una somma così cospicua per la realizzazione del polittico nella chiesa di San Francesco riflette l’importanza della famiglia e della stessa chiesa, che era stata scelta dalle più importanti famiglie pisane del tempo come luogo di devozione e di sepoltura.
Il polittico si trovava sempre in San Francesco nel 1728 quando padre Mariottini lo registra nella terza cappella del transetto, contigua alla sacrestia, un tempo di patronato della famiglia Sciancati e Vernagalli ed è poi citato da Da Morrona nel 1787.
Le due tavole sono state recentemente pubblicate come autografe da Linda Pisani che ha per prima ricostruito la composizione del polittico di San Francesco. Il polittico originariamente era composto, al centro, dalla Madonna col Bambino, oggi conservata presso lo Statens Museum for Kunst di Copenaghen, e da due coppie di santi per ciascun lato. San Ranieri, patrono dell’altare, era collocato alla sinistra della Vergine, mentre sul lato destro era situato il santo Vescovo.  Ai lati estremi erano posti altri due santi, San Simone e San Pietro, oggi in collezione privata.
La Madonna col Bambino al centro del polittico porta la data A.D. MCC[C] LXXVIIII, ricordata dalle fonti, e ancora parzialmente la firma [CECCHU]S [P]ETRI.
La tavola che raffigura San Ranieri, santo patrono di Pisa, lo ritrae come un giovane, biondo con il volto coperto da una leggera barba, vestito di pelli da eremita sopra una tunica azzurra, realizzata in lapislazzulo, bordata in oro e con gli attributi del pellegrino: il bastone e la bisaccia a tracolla sulla quale spicca la croce patente. Sull’aureola riccamente punzonata, è leggibile la scritta SANTUS RANERIUS PISANUS. È importante notare che questa è tra le primissime opere raffiguranti San Ranieri, che iniziano a diffondersi a Pisa dall’inizio del XIV secolo.
L’altra tavola raffigura un santo Vescovo, di età più avanzata rispetto a Ranieri, ritratto con una folta barba ricciuta ed uno sguardo solenne. La tunica bianca che indossa è coperta dal piviale rosso, bordato in oro e riccamente decorato con motivi damascati realizzati in lapislazzulo, materiale usato anche per la colorazione dell’interno del manto stesso e del libro con le Scritture che sorregge con la mano sinistra. Con la destra impugna invece il pastorale vescovile, il cui bastone era realizzato in foglia d’argento. Nella parziale punzonatura dell’aureola la prima ed unica lettera leggibile del nome, dopo la parola SANTUS, risulta essere una A che ci induce a pensare che il personaggio raffigurato possa essere Sant’Ambrogio vescovo.

Bibliografia:
Archivio Diocesano, Pisa, Cancelleria 1, 1.1, Executiones testamentorum, 1350-1417, f. 62v
Archivio di Stato, Pisa, Comune D, Opera di S. Francesco (n. 1386), Inventari, ricordi, et altro attenenti all’Opera di S. Francesco, 1344-1572, ff. 37r, 43r, 50r, 55r, 59v, 63r, 74v
F. Mariottini, Memorie spettanti alla religione, al convento e alla chiesa, al Terz’ordine ed all’Opera dei Padri Minori Conventuali di San Francesco di Pisa, 1728, copia dattiloscritta presso la Biblioteca di Storia e Filosofia dell’Università di Pisa, p. 26
A. Da Marrona, Pisa illustrata nelle arti del disegno da Alessandro Da Morrona patrizio pisano, Livorno 1812, III, p. 52
D. Cooper, Redefining the Altarpiece in Early Renaissance Italy: Giotto’s Stigmatization of Saint Francis and its Pisan Context, in “Art History”, 36, 2013, p. 700
L. Pisani, Nuove Proposte Per Il Polittico Di Agnano Di Cecco Di Pietro, in “Predella. Primitivi pisani fuori contesto”, 1, Pisa 2010, p. 21
L. Pisani, Francesco Traini e la pittura a Pisa nella prima metà del Trecento, Cinisello Balsamo 2020, p. 256

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