PIERO MANZONI
(Soncino 1933 – Milano 1963)

Achrome, 1960 ca.
Cotone idrofilo a riquadri su masonite, cm 40 x 30

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Registrato presso l’Archivio Manzoni, Milano numero 1117A/92

Provenienza:
Italia, collezione privata
Francia, collezione privata

In un’epoca dominata dall’Espressionismo Astratto e dall’Arte Informale, Piero Manzoni separa radicalmente la superficie dipinta dalla mano dell’artista. La serie di opere Achrome iniziata nel 1957 e proseguita fino alla sua morte prematura nel 1963, costituiscono uno dei contributi artistici più innovativi e profondi del dopoguerra. Inizialmente l’Achrome è una superficie bianca di gesso o caolino che non mostra alcun significato e alcuna manipolazione della materia. L’Achrome non è uno spazio pieno di linee e colori organizzati, secondo un principio composito per ottenere forme artistiche.
In questa opera del 1960 circa, il materiale è stato scelto dall’artista per la sua capacità di determinarsi visivamente, riducendo a zero il processo di produzione. Manzoni non smette infatti di sperimentare nuove tecniche e nuovi materiali (dal cotone alle fibre artificiali, dal pane plastificato alle uova, dalla carta al polistirolo), rimanendo comunque fedele all’ispirazione originaria: un’opera la cui esistenza è sigillata dalla propria chiusura tautologica.
Costituendo un segno primordiale, l’Achrome non significa né rappresenta altro che la propria esistenza: ogni opera possiede una propria autonomia. In tutta la serie, tuttavia, variazioni formali e differenze di scala animano queste entità monocromatiche: a volte ottenute con un unico pezzo di tela, altre volte con singoli quadrati a formare una griglia; a volte spargendo le pieghe su tutto il piano del quadro e altre volte concentrandole all’interno di un’area specifica.
Le innovazioni preveggenti di Manzoni hanno anticipato sia il Concettualismo che l’Arte Povera, mentre la sua eredità artistica, racchiusa in opere iconiche come l’attuale Achrome, persiste come una presenza rivoluzionaria e insormontabile nell’arte contemporanea di oggi.

Bibliografia:
G. Celant, Piero Manzoni. Catalogo Generale, vol. II, Milano 2004, p. 571, no. 34

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