Opera Viva > #giuriaopencall

Svelati i nomi della giuria di Opera Viva Barriera di Milano, ed. 2019:

Fabrizio Bellomo > artista, già coinvolto sul progetto Opera Viva Barriera di Milano del 2017 con il lavoro ‘Saluti da Cerignola’.

Alessandro Bulgini > artista (di quartiere) e ideatore del progetto, Bulgini utilizza un ampio spettro di mezzi per raccontare e agire con e sulla lateralità, la diversità, la periferia fisica e culturale. 

Christian Caliandro > storico dell’arte e curatore del progetto, Caliandro è uno studioso di storia culturale esperto di politiche culturali.

Francesco Nucc
i > fondatore e presidente della Fondazione VOLUME! dove ha ospitato alcuni tra i più grandi artisti del secondo ‘900, concependo lo spazio come un contenitore plastico da modulare e reinterpretare sulla base di progetti sempre potenti.

Giangavino Pazzola
 > curatore indipendente, dal 2018 è associate curator a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia dove ha in carico, tra gli altri, il programma europeo FUTURES Photography per la valorizzazione e promozione dei giovani artisti.

Stefania Poddighe > co-direttrice di Flashback – insieme a Ginevra Pucci – che, per il quinto anno consecutivo, sostiene il progetto Opera Viva Barriera di Milano.

Ginevra Pucci > co-direttrice di Flashback – insieme a Stefania Poddighe – che, per il quinto anno consecutivo, sostiene il progetto Opera Viva Barriera di Milano.

Marco Rubiola > autore, scrittore e regista di campagne pubblicitarie, dal gennaio 2018 collabora con Oliviero Toscani nel rilancio di Benetton e nella direzione creativa di Fabrica, centro di ricerca sulla comunicazione, a Treviso.


open call Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto, ed. 2019

È all’insegna “dell’errare” che si sviluppa il progetto di arte urbana Opera Viva Barriera di Milano,
il Manifesto, ed. 2019, un progetto che vuole inserirsi ancora più in profondità nel substrato sociale urbano
per incentivare il dialogo, la scoperta, gli incontri.

Gli artisti che hanno partecipato all’open call 2019,
riceveranno comunicazione sull’esito della propria candidatura il 1 luglio.

Uno spazio pubblicitario di sei metri per tre nella rotatoria di piazza Bottesini in Barriera di Milano a Torino, vicino al mercato rionale e storico di piazza Foroni; sei mesi in cui questo spazio è a disposizione dell’arte e della creatività; una call, aperta fino al 16 giugno 2019, per invitare gli artisti nazionali e internazionali a interagire con questo rettangolo e con il suo contesto di riferimento.

Il manifesto di sei metri per tre a Torino in piazza Bottesini è uno spazio dedicato al quartiere Barriera di Milano, quartiere con una storia densa di industria e immigrazione, e alla sua comunità presente, ricca di differenza culturale.

Il progetto ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto da Associazione Flashback, è giunto quest’anno alla sua V edizione e scandisce le tappe di avvicinamento alla manifestazione di arte antica e moderna flashback (dal 31 ottobre al 3 novembre al Pala Alpitour): un appuntamento trasversale atteso da tanti, abitanti del quartiere e appassionati d’arte, in una fruizione vissuta sia dal vivo che tramite la rete.

Opera Viva in Barriera di Milano si propone così di costruire – con opere diverse mese per mese – una dimensione altra, diversa rispetto a quella della quotidianità, e di riunire tutte queste dimensioni in una visione coerente e in un dialogo attivo con il quartiere nella convinzione profonda che le nostre città abbiano bisogno di spazi mentali più che di luoghi fisici da destinare all’arte e alla cultura e che siano innanzitutto infrastrutture di relazioni umane, molto spesso sommerse e invisibili, da curare e sviluppare. L’opera viva è infatti la parte sotto il pelo dell’acqua sommersa ma necessaria al galleggiamento perché “col proprio volume genera attivamente e continuamente spinte verso l’alto in proporzione all’acqua che sposta galleggiando e navigando.” 

Opera Viva in Barriera di Milano nasce con la dichiarata finalità di portare l’arte fuori dai luoghi tradizionali, di mettere l’opera in relazione diretta e senza filtri con le persone e di donare al quartiere un luogo di “accoglienza creativa”. Opera Viva è dunque il ritmo stesso e il processo dell’esistenza – l’arte che non è più un prodotto, ma che risulta lievemente e profondamente implicata con il rumore bianco della realtà, con tutte le sue imperfezioni e tare, e non più ipoteticamente e ipocritamente fuori da esso.

GLI ERRANTI

Per il secondo anno consecutivo, Opera Viva Barriera di Milano vuole creare un legame ancora più stretto tra artista e spettatore (che sia questo automobilista, passante, curioso o residente) lanciando una call che chiuderà il 16 giugno 2019. Gli artisti sono chiamati a proporre una loro opera ispirata all’argomento dell’edizione 2019 che prende spunto da un romanzo fantascientifico datato 1986 della coppia di scrittori sovietici Arkadij e Boris Strugackij. Il titolo originale Le onde che estinguono il vento fu tradotto prima in inglese come The Time Wanderers poi in italiano come I passi del tempo. Per flashback questi Vagabondi nel e del tempo sono Gli Erranti / The Wanderers.

Il romanzo narra di un genere umano che finalmente vive in pace con sé stesso e non ha nulla da rimproverare ai suoi vicini nell’universo. È la pace, forse l’inizio di un nuovo millennio per l’intera umanità. Ma per Max Kammerer, direttore del sistema di sicurezza mondiale, cominciano I problemi. All’interno del sistema opera l’Ufficio Eventi Insoliti, e uno dei suoi migliori agenti, Toivo Glumov che si è convinto che l’uomo sia vittima dei leggendari Vagabondi del Tempo, una razza misteriosa che ha il vezzo di impicciarsi della storia (passata e futura) di altre razze. 

Così Gli Erranti si spostano irregolarmente senza meta né programma; girovagano, gironzolano inefficienti evitando di fissare preventivamente l’itinerario; il senso sta nella scoperta, negli errori di percorso, negli incontri e nelle emozioni che vivono. È così che il vagabondaggio aiuta ad affinare i sensi e il vagabondare – dal latino l’andare errando – ha il doppio significato del muoversi senza meta ma anche del deviare dal vero, sbagliare per conoscere. I crononauti del romanzo sono vagabondi del tempo, camminatori entusiasti, viandanti erranti, raminghi osservatori e cercatori, nomadi per scelta, curiosi della storia dell’arte di ogni tempo, sempre pronti per una nuova esperienza avventurosa ed entusiasmante: il risultato è un magma fluido e onirico di paesaggi, di emozioni, raccolti come nel diario di un pellegrino, come scavo, scoperta, preghiera e ascesi, un diario personale fatto di incontro con le opere, di relazione, di sentimenti, di noia e di curiosità.

per qualsiasi informazione: operaviva@flashback.to.it 

Alessandro Bulgini. Viaggiatori in transito a “Porta Fortuna”, 2017

Viaggiatori armati di valigia hanno inaugurato il 18 ottobre l’opera “Porta Fortuna” pensata dall’artista ideatore di Opera Viva per chiudere la rassegna a Barriera di Milano. Anche i piccoli critici d’arte che frequentano i laboratori di Atelier Héritage sono andati a vedere di che si tratta, e ci hanno già inviato le foto della gita!
Sarà possibile varcare la soglia della buona sorte alla rotonda di piazza Bottesini, Torino, fino al 15 novembre 2017. Cosa aspettate?

Alessandro Bulgini Porta Fortuna, Opera Viva Barriera di Milano

 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2017. Raffaele Fiorella


OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

INAUGURAZIONE e video mapping:
31 maggio 2017 ore 21.30
Artista: Raffaella Fiorella
Piazza Giovanni Bottesini, Torino

RAFFAELE FIORELLA

Lo stargate torinese: in piazza Bottesini uno spazio rubato alla pubblicità apre il passaggio a un’altra dimensione

Al via mercoledì 31 maggio la seconda edizione del progetto “Opera Viva Barriera di Milano”, che fino a novembre segnerà le tappe di avvicinamento alla fiera Flashback in programma dal 2 al 5 novembre. Nato da un’idea di Alessandro Bulgini, il progetto artistico curato da Christian Caliandro e sostenuto da Flashback nella prospettiva suggerita dal claim All Art is Contemporary, si sviluppa attorno a un’idea precisa della relazione tra arte contemporanea e spazio pubblico, e della funzione di un’opera all’interno di un contesto e di una comunità urbana. Nella convinzione che l’arte debba uscire dagli spazi istituzionali, scendere per strada, inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, integrarsi felicemente nella dimensione dell’esistenza quotidiana. E che le nostre città siano prima di tutto esistenze, relazioni umane – non infrastrutture materiali. Del resto, chiudere l’arte e la cultura in luoghi deputati o segregarla all’interno di recinti predeterminati non è mai stata un’opzione salutare, democratica, intelligente: meno che mai in un momento storico come quello attuale.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // operette morali

Un manifesto, dunque, di tre metri per sei nella rotonda di Piazza Bottesini nel cuore di Barriera di Milano, uno dei quartieri torinesi più interessanti e ricchi di storie, di identità e di futuro; sei artisti, diversi tra di loro per formazione e stile, ma accomunati da un approccio originale e innovativo alla pratica artistica. L’ispirazione è, per quest’anno, alle Operette morali (1827) di Giacomo Leopardi, il più grande libro della nostra tradizione letteraria proprio perché sfuggente, indefinibile, frutto della fusione e della collisione tra satira, prosa poetica, critica sociale, filosofia e autobiografia. Definite da Giuseppe Montani nel 1828 “musica, musica altamente malinconica, le cui voci tutte si rispondono e recano all’anima la più grave delle impressioni”; e, come scrive Pietro Citati: “Nelle Operette morali ci sono tutti i toni e le forme: il metafisico, il volgare unito al metafisico, il lucianesco, il fantastico-ironico, la farsa, la commedia dell’arte, il patetico, il tragico, il nichilistico, l’assurdo, lo scherno, il disprezzo, l’ilare, l’aereo, il lirico, il sublime, il matematico, il funambolico; e, come diceva Giorgio Manganelli, la disperazione che diventa esattezza e pura gioia intellettuale. In modo sottilissimo, i toni e le forme trapassano gli uni nelle altre.”

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // cittadini-esploratori

Ecco, questo è il modello ideale per opere come quelle concepite e realizzate dagli artisti invitati per la seconda edizione di Opera Viva Barriera di Milano, che sfuggono al loro statuto di opere; opere che si traducono in un manifesto simil-pubblicitario il quale nega il linguaggio della pubblicità nel momento stesso in cui lo usa; e che trasformano gli spettatori – residenti, visitatori, automobilisti, passanti, curiosi – in esploratori di un’altra dimensione, di una zona che a sua volta funziona secondo le regole e i valori di un mondo sconosciuto.

Il manifesto 3 x 6 è una finestra, e al tempo stesso un’intercapedine. Un interstizio.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // Raffaele Fiorella

Il manifesto animato: con Raffaele Fiorella il manifesto di Piazza Bottesini prende vita e diventa realmente opera viva grazie al video mapping.

La seconda edizione di Opera Viva Barriera di Milano, il progetto artistico urbano sostenuto dalla fiera Flashback, inaugura con un manifesto realizzato per l’occasione da Raffaele Fiorella (Barletta 1979) ispirandosi alle Operette morali di Giacomo Leopardi – il testo e la figura che danno non il tema ma il tono, il mood, l’atmosfera generale ai lavori di quest’anno.
In particolare, l’opera è liberamente tratta dal Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare, una delle più affascinanti e straniate tra le “prosette satiriche” di Leopardi. Tasso, rinchiuso in prigione, parla con il Genio (proiezione immaginaria, allucinatoria di se stesso), e in una sorta di sogno nel sogno fantastica di Eleonora D’Este, la donna amata e sorella del Duca di Ferrara Alfonso II, che diventa una sorta di proiezione-protezione contro la sofferenza, le “sciagure” e la durezza della realtà umana: “Ogni volta che ella mi torna alla mente, mi nasce un brivido di gioia, che dalla cima del capo mi si stende fino all’ultima punta de’ piedi; e non resta in me nervo né vena che non sia scossa. Talora, pensando a lei, mi si ravvivano nell’animo certe immagini e certi affetti, tali, che per quel poco tempo, mi pare di essere ancora quello stesso Torquato che fui prima di aver fatto esperienza delle sciagure e degli uomini, e che ora io piango tante volte per morto.”
Questa storia delicata e folle viene reinterpretata da Fiorella attraverso un’immagine immediata e a più livelli, evanescente, in grado di combinare e fondere grafica, linguaggio pubblicitario, poesia e arte contemporanea. In occasione dell’inaugurazione, il poster verrà “animato” dall’autore nel corso della serata attraverso un video mapping.

Dal 31 maggio al 13 novembre 2017
OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Promosso e sostenuto da FLASHBACK_L’Arte è tutta Contemporanea_

INAUGURAZIONE e video mapping:
31 maggio 2017 ore 21.30
Artista: Raffaella Fiorella
Piazza Giovanni Bottesini, 10154 Torino TO, Italia

Flashback_talk 2016. nuovi sincretismi

 

Flashback_talk

Raggiungono la IV edizione i Talk di FLASHBACK che hanno come caratteristica principale la diacronia, gli incontri tendono a esaminare gli argomenti nel loro succedersi e trasformarsi nel corso del tempo, le tematiche sono state dunque prese in considerazione secondo una prospettiva dinamica e in divenire. Particolare attenzione quest’anno è stata riservata all’esame delle arti visive inserite nella loro contemporaneità, tenendo conto di tutti i fattori concomitanti quali quello etico, sociologico, filosofico, antropologico che concorrono a legare ciascun attore al proprio presente.

Giorni e orari dei FLASHBACK_ talks:

giovedì 3 novembre 2016 ore 15

SCOPERTE E RISCOPERTE
Fausto Casi (direttore Museo dei mezzi di Comunicazione di Arezzo) “Un astrolabio planisferico di Jean Fusoris”; Simone Baiocco (storico dell’Arte Conservatore per il Medioevo e il Rinascimento di Palazzo Madama), Arabella Cifani e Carlotta Venegoni (storici dell’arte ) “Un inedito frammento di un polittico dalla Savoia di Defendente Ferrari e i Magistri Pictores”;Arabella Cifani e Carlotta Venegoni (storici dell’arte) “Raro dipinto inedito di Pietro Alessandro Trono”;Vittorio Natale (storico dell’arte) “Un’inedita tavola pavese del 1481 e la ricomposizione del polittico della Crocifissione del Museo Bagatti Valsecchi di Milano”;Marina Dell’Omo (storico dell’arte)“Progetto di affresco per un soffitto di Palazzo Barolo”

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giovedì 3 novembre 2016 ore 17

MASCHERE D’AFRICA. L’anima dell’arte africana
Anna Alberghino e Bruno Albertino, sono entrambi medici, esperti e collezionisti di arte africana da più di vent’anni. Viaggiatori appassionati comprano le loro opere esclusivamente “sul campo”, ad oggi hanno setacciato quasi ogni paese africano. Hanno pubblicato diversi libri sull’argomento.
Bruno Albertino, Anna Alberghina, Edmondo Bertaina

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 – sabato 5 novembre 2016 ore 17

LE POTENZIALITA’ DELLA CULTURA: si può parlare di Welfare Culturale? L’esperienza di Opera Viva Barriera di Milano e Housing Giulia.
delle arti in contesti di fragilità accende nuove energie, fondamentali per percorsi di autonomia e dignità.  Torino ha una profonda e ampia storia di pratiche eccellenti.
Andrea Biondello (direttore Housing Giulia), Alessandro Bulgini (artista), Christian Caliandro (storico e critico d’arte), Saul Melman (artista e medico), Aryan Ozmaei (artista), Catterina Seia (Vicepresidente Fondazione Fitzcarraldo)

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 – sabato 5 novembre 2016 ore 17

PRESENTAZIONE DEL NUOVO GIORNALE “GRANDI MOSTRE”
Artribune si amplia ancora in direzione di un ambito oggi pressoché sguarnito nel panorama informativo italiano: per le sollecitazioni di lettori, partner, clienti, inserzionisti, e per la volontà di offrire una lettura delle dinamiche artistiche e culturali sempre più completa, esauriente e qualitativamente adeguata. Nasce dunque Grandi Mostre, un nuovo prodotto editoriale dedicato agli eventi espositivi di maggiore richiamo, con particolare focus su arte moderna e antica.
Insieme a Massimiliano Tonelli, direttore Artribune e Massimo Mattioli, coordinatore editoriale, ne hanno parlato Daniela Ferretti, direttrice di Palazzo Fortuny a Venezia e Enrica Pagella, direttrice dei Musei Reali di Torino.

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