Opera Viva > #giuriaopencall

Svelati i nomi della giuria di Opera Viva Barriera di Milano, ed. 2019:

Fabrizio Bellomo > artista, già coinvolto sul progetto Opera Viva Barriera di Milano del 2017 con il lavoro ‘Saluti da Cerignola’.

Alessandro Bulgini > artista (di quartiere) e ideatore del progetto, Bulgini utilizza un ampio spettro di mezzi per raccontare e agire con e sulla lateralità, la diversità, la periferia fisica e culturale. 

Christian Caliandro > storico dell’arte e curatore del progetto, Caliandro è uno studioso di storia culturale esperto di politiche culturali.

Francesco Nucc
i > fondatore e presidente della Fondazione VOLUME! dove ha ospitato alcuni tra i più grandi artisti del secondo ‘900, concependo lo spazio come un contenitore plastico da modulare e reinterpretare sulla base di progetti sempre potenti.

Giangavino Pazzola
 > curatore indipendente, dal 2018 è associate curator a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia dove ha in carico, tra gli altri, il programma europeo FUTURES Photography per la valorizzazione e promozione dei giovani artisti.

Stefania Poddighe > co-direttrice di Flashback – insieme a Ginevra Pucci – che, per il quinto anno consecutivo, sostiene il progetto Opera Viva Barriera di Milano.

Ginevra Pucci > co-direttrice di Flashback – insieme a Stefania Poddighe – che, per il quinto anno consecutivo, sostiene il progetto Opera Viva Barriera di Milano.

Marco Rubiola > autore, scrittore e regista di campagne pubblicitarie, dal gennaio 2018 collabora con Oliviero Toscani nel rilancio di Benetton e nella direzione creativa di Fabrica, centro di ricerca sulla comunicazione, a Treviso.


open call Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto, ed. 2019

È all’insegna “dell’errare” che si sviluppa il progetto di arte urbana Opera Viva Barriera di Milano,
il Manifesto, ed. 2019, un progetto che vuole inserirsi ancora più in profondità nel substrato sociale urbano
per incentivare il dialogo, la scoperta, gli incontri.

Gli artisti che hanno partecipato all’open call 2019,
riceveranno comunicazione sull’esito della propria candidatura il 1 luglio.

Uno spazio pubblicitario di sei metri per tre nella rotatoria di piazza Bottesini in Barriera di Milano a Torino, vicino al mercato rionale e storico di piazza Foroni; sei mesi in cui questo spazio è a disposizione dell’arte e della creatività; una call, aperta fino al 16 giugno 2019, per invitare gli artisti nazionali e internazionali a interagire con questo rettangolo e con il suo contesto di riferimento.

Il manifesto di sei metri per tre a Torino in piazza Bottesini è uno spazio dedicato al quartiere Barriera di Milano, quartiere con una storia densa di industria e immigrazione, e alla sua comunità presente, ricca di differenza culturale.

Il progetto ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto da Associazione Flashback, è giunto quest’anno alla sua V edizione e scandisce le tappe di avvicinamento alla manifestazione di arte antica e moderna flashback (dal 31 ottobre al 3 novembre al Pala Alpitour): un appuntamento trasversale atteso da tanti, abitanti del quartiere e appassionati d’arte, in una fruizione vissuta sia dal vivo che tramite la rete.

Opera Viva in Barriera di Milano si propone così di costruire – con opere diverse mese per mese – una dimensione altra, diversa rispetto a quella della quotidianità, e di riunire tutte queste dimensioni in una visione coerente e in un dialogo attivo con il quartiere nella convinzione profonda che le nostre città abbiano bisogno di spazi mentali più che di luoghi fisici da destinare all’arte e alla cultura e che siano innanzitutto infrastrutture di relazioni umane, molto spesso sommerse e invisibili, da curare e sviluppare. L’opera viva è infatti la parte sotto il pelo dell’acqua sommersa ma necessaria al galleggiamento perché “col proprio volume genera attivamente e continuamente spinte verso l’alto in proporzione all’acqua che sposta galleggiando e navigando.” 

Opera Viva in Barriera di Milano nasce con la dichiarata finalità di portare l’arte fuori dai luoghi tradizionali, di mettere l’opera in relazione diretta e senza filtri con le persone e di donare al quartiere un luogo di “accoglienza creativa”. Opera Viva è dunque il ritmo stesso e il processo dell’esistenza – l’arte che non è più un prodotto, ma che risulta lievemente e profondamente implicata con il rumore bianco della realtà, con tutte le sue imperfezioni e tare, e non più ipoteticamente e ipocritamente fuori da esso.

GLI ERRANTI

Per il secondo anno consecutivo, Opera Viva Barriera di Milano vuole creare un legame ancora più stretto tra artista e spettatore (che sia questo automobilista, passante, curioso o residente) lanciando una call che chiuderà il 16 giugno 2019. Gli artisti sono chiamati a proporre una loro opera ispirata all’argomento dell’edizione 2019 che prende spunto da un romanzo fantascientifico datato 1986 della coppia di scrittori sovietici Arkadij e Boris Strugackij. Il titolo originale Le onde che estinguono il vento fu tradotto prima in inglese come The Time Wanderers poi in italiano come I passi del tempo. Per flashback questi Vagabondi nel e del tempo sono Gli Erranti / The Wanderers.

Il romanzo narra di un genere umano che finalmente vive in pace con sé stesso e non ha nulla da rimproverare ai suoi vicini nell’universo. È la pace, forse l’inizio di un nuovo millennio per l’intera umanità. Ma per Max Kammerer, direttore del sistema di sicurezza mondiale, cominciano I problemi. All’interno del sistema opera l’Ufficio Eventi Insoliti, e uno dei suoi migliori agenti, Toivo Glumov che si è convinto che l’uomo sia vittima dei leggendari Vagabondi del Tempo, una razza misteriosa che ha il vezzo di impicciarsi della storia (passata e futura) di altre razze. 

Così Gli Erranti si spostano irregolarmente senza meta né programma; girovagano, gironzolano inefficienti evitando di fissare preventivamente l’itinerario; il senso sta nella scoperta, negli errori di percorso, negli incontri e nelle emozioni che vivono. È così che il vagabondaggio aiuta ad affinare i sensi e il vagabondare – dal latino l’andare errando – ha il doppio significato del muoversi senza meta ma anche del deviare dal vero, sbagliare per conoscere. I crononauti del romanzo sono vagabondi del tempo, camminatori entusiasti, viandanti erranti, raminghi osservatori e cercatori, nomadi per scelta, curiosi della storia dell’arte di ogni tempo, sempre pronti per una nuova esperienza avventurosa ed entusiasmante: il risultato è un magma fluido e onirico di paesaggi, di emozioni, raccolti come nel diario di un pellegrino, come scavo, scoperta, preghiera e ascesi, un diario personale fatto di incontro con le opere, di relazione, di sentimenti, di noia e di curiosità.

per qualsiasi informazione: operaviva@flashback.to.it 

OPEN CALL – Opera Viva Barriera di Milano 2018

Per la sua IV edizione il progetto Opera Viva Barriera di Milano, ideato dall’artista Alessandro Bulgini e curato dallo storico dell’arte Christian Caliandro, prevede la selezione di nr. 3 artisti attraverso Bando.

Il Bando è scaricabile al seguente link.

Le domande resteranno aperte dall’ 11 marzo all’11 maggio 2018. Gli artisti saranno selezionati da una giuria specializzata composta da artisti, critici e giornalisti.

Per qualsiasi informazione scrivere a: operaviva@flashback.to.it

 

 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2017. Raffaele Fiorella


OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

INAUGURAZIONE e video mapping:
31 maggio 2017 ore 21.30
Artista: Raffaella Fiorella
Piazza Giovanni Bottesini, Torino

RAFFAELE FIORELLA

Lo stargate torinese: in piazza Bottesini uno spazio rubato alla pubblicità apre il passaggio a un’altra dimensione

Al via mercoledì 31 maggio la seconda edizione del progetto “Opera Viva Barriera di Milano”, che fino a novembre segnerà le tappe di avvicinamento alla fiera Flashback in programma dal 2 al 5 novembre. Nato da un’idea di Alessandro Bulgini, il progetto artistico curato da Christian Caliandro e sostenuto da Flashback nella prospettiva suggerita dal claim All Art is Contemporary, si sviluppa attorno a un’idea precisa della relazione tra arte contemporanea e spazio pubblico, e della funzione di un’opera all’interno di un contesto e di una comunità urbana. Nella convinzione che l’arte debba uscire dagli spazi istituzionali, scendere per strada, inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, integrarsi felicemente nella dimensione dell’esistenza quotidiana. E che le nostre città siano prima di tutto esistenze, relazioni umane – non infrastrutture materiali. Del resto, chiudere l’arte e la cultura in luoghi deputati o segregarla all’interno di recinti predeterminati non è mai stata un’opzione salutare, democratica, intelligente: meno che mai in un momento storico come quello attuale.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // operette morali

Un manifesto, dunque, di tre metri per sei nella rotonda di Piazza Bottesini nel cuore di Barriera di Milano, uno dei quartieri torinesi più interessanti e ricchi di storie, di identità e di futuro; sei artisti, diversi tra di loro per formazione e stile, ma accomunati da un approccio originale e innovativo alla pratica artistica. L’ispirazione è, per quest’anno, alle Operette morali (1827) di Giacomo Leopardi, il più grande libro della nostra tradizione letteraria proprio perché sfuggente, indefinibile, frutto della fusione e della collisione tra satira, prosa poetica, critica sociale, filosofia e autobiografia. Definite da Giuseppe Montani nel 1828 “musica, musica altamente malinconica, le cui voci tutte si rispondono e recano all’anima la più grave delle impressioni”; e, come scrive Pietro Citati: “Nelle Operette morali ci sono tutti i toni e le forme: il metafisico, il volgare unito al metafisico, il lucianesco, il fantastico-ironico, la farsa, la commedia dell’arte, il patetico, il tragico, il nichilistico, l’assurdo, lo scherno, il disprezzo, l’ilare, l’aereo, il lirico, il sublime, il matematico, il funambolico; e, come diceva Giorgio Manganelli, la disperazione che diventa esattezza e pura gioia intellettuale. In modo sottilissimo, i toni e le forme trapassano gli uni nelle altre.”

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // cittadini-esploratori

Ecco, questo è il modello ideale per opere come quelle concepite e realizzate dagli artisti invitati per la seconda edizione di Opera Viva Barriera di Milano, che sfuggono al loro statuto di opere; opere che si traducono in un manifesto simil-pubblicitario il quale nega il linguaggio della pubblicità nel momento stesso in cui lo usa; e che trasformano gli spettatori – residenti, visitatori, automobilisti, passanti, curiosi – in esploratori di un’altra dimensione, di una zona che a sua volta funziona secondo le regole e i valori di un mondo sconosciuto.

Il manifesto 3 x 6 è una finestra, e al tempo stesso un’intercapedine. Un interstizio.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // Raffaele Fiorella

Il manifesto animato: con Raffaele Fiorella il manifesto di Piazza Bottesini prende vita e diventa realmente opera viva grazie al video mapping.

La seconda edizione di Opera Viva Barriera di Milano, il progetto artistico urbano sostenuto dalla fiera Flashback, inaugura con un manifesto realizzato per l’occasione da Raffaele Fiorella (Barletta 1979) ispirandosi alle Operette morali di Giacomo Leopardi – il testo e la figura che danno non il tema ma il tono, il mood, l’atmosfera generale ai lavori di quest’anno.
In particolare, l’opera è liberamente tratta dal Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare, una delle più affascinanti e straniate tra le “prosette satiriche” di Leopardi. Tasso, rinchiuso in prigione, parla con il Genio (proiezione immaginaria, allucinatoria di se stesso), e in una sorta di sogno nel sogno fantastica di Eleonora D’Este, la donna amata e sorella del Duca di Ferrara Alfonso II, che diventa una sorta di proiezione-protezione contro la sofferenza, le “sciagure” e la durezza della realtà umana: “Ogni volta che ella mi torna alla mente, mi nasce un brivido di gioia, che dalla cima del capo mi si stende fino all’ultima punta de’ piedi; e non resta in me nervo né vena che non sia scossa. Talora, pensando a lei, mi si ravvivano nell’animo certe immagini e certi affetti, tali, che per quel poco tempo, mi pare di essere ancora quello stesso Torquato che fui prima di aver fatto esperienza delle sciagure e degli uomini, e che ora io piango tante volte per morto.”
Questa storia delicata e folle viene reinterpretata da Fiorella attraverso un’immagine immediata e a più livelli, evanescente, in grado di combinare e fondere grafica, linguaggio pubblicitario, poesia e arte contemporanea. In occasione dell’inaugurazione, il poster verrà “animato” dall’autore nel corso della serata attraverso un video mapping.

Dal 31 maggio al 13 novembre 2017
OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Promosso e sostenuto da FLASHBACK_L’Arte è tutta Contemporanea_

INAUGURAZIONE e video mapping:
31 maggio 2017 ore 21.30
Artista: Raffaella Fiorella
Piazza Giovanni Bottesini, 10154 Torino TO, Italia

FLASHBACK program 2016. nuovo sincretismo

flashback program 2016

 

Il programma della IV edizione propone una riflessione sul NUOVO SINCRETISMO ovvero l’incontro fra culture ed epoche diverse, che genera mescolanze, interazioni e fusioni fra elementi culturali eterogenei che si verificano soprattutto in seguito a grandi migrazioni di popoli o a espansioni egemoniche. Essendo FLASHBACK una manifestazione che si relaziona con la contemporaneità non può non cogliere gli stimoli che l’attualità fornisce quotidianamente e dunque assume il sincretismo come parola-chiave per capire la trasformazione che sta avvenendo in quel processo di globalizzazione e localizzazione che coinvolge, sconvolge e travolge i tradizionali modi di produrre cultura, consumo, comunicazione. Così la cultura non è più vista come qualcosa di unitario, che compatta e lega tra loro individui, sessi, gruppi, classi, etnie: bensì è qualcosa di molto più plurale, decentrato, frammentato e anche conflittuale. Sincretismo dunque come progetto antropologico: ovvero come un mix di codici che ricombinando le differenze artistiche, sociali, etniche ne mostrano la vera ricchezza. La parola chiave di questa IV edizione di FLASHBACK e del suo ricco programma culturale è dunque NUOVO SINCRETISMO. Attraverso talk, mostre, videoproiezioni e performance musicali si svilupperà la riflessione sulla differenza e la contaminazione come risorsa ed arricchimento.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2016 – Histoire et Destin – New Men’s Land (Star, 2016) | Gianmaria Tosatti

Gian Maria Tosatti è il quinto e penultimo artista selezionato dal curatore Christian Caliandro per OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, la sua opera comparirà sul manifesto pubblicitario di tre metri per sei nella rotatoria di piazza Bottesini a Torino dal 27 settembre al 17 ottobre.

Tosatti, coerente con la propria ricerca artistica, ha scelto per il cartellone di Barriera di Milano un’immagine realizzata nella Jungle di Calais, ovvero nel campo profughi alla periferia di Calais a pochi metri dal mare e a qualche km in linea d’aria da Inghilterra e Belgio. L’agglomerato raccoglie oggi più di 8000 profughi provenienti da Europa, Asia e Africa che si sono suddivisi il campo in base al proprio Paese di provenienza.

L’opera Histoire et Destin – New Men’s Land interpreta la Jungle come luogo terribile e splendido, coacervo di culture e di destini, punto di incontro e di collasso in cui precipitano gli accadimenti dell’Europa e dell’Occidente, le loro prospettive, e in cui matura il futuro prossimo con le caratteristiche pratiche, i tratti estetici, le funzioni e gli usi; la Jungle dunque come annuncio.

Il lavoro e la riflessione di Tosatti ci conducono così naturalmente al tema portante della prossima edizione di FLASHBACK (3-6 novembre 2016 presso il Pala Alpitour a Torino) ovvero il NUOVO SINCRETISMO, inteso quale progetto antropologico: ovvero come un mix di codici che ricombinando le differenze artistiche, sociali, etniche ne mostrano la vera ricchezza.

Come afferma l’artista stesso: “Quest’opera fa parte del complesso progetto di interventi dedicati alla Jungle di Calais, la prima vera città del XXI secolo, costruita da migranti sulla costa settentrionale della Francia. La presenza di questa paradossale capitale di un mondo libero nel triangolo perfetto fra Londra, Parigi, Bruxelles, capitali del colonialismo rappresenta una spina nel fianco dell’Europa, una interrogazione costante sui fondamenti stessi del moderno ideale europeo costantemente traditi. È qui sulla spiaggia di Calais che continua a naufragare l’Europa, nella sua incapacità di dare risposte agli abitanti della Jungle. Questa rovina spiaggiata proprio nella striscia di spiaggia tra il mare e la Jungle ha le sembianze di una stella naufragata, una delle stelle della bandiera europea.”

Ancora una volta gli artisti invitati per OPERA VIVA IN BARRIERA parlano al quartiere di integrazione avvenuta o meno, di differenze e similitudini, di temi che sono di pressante attualità e vanno affrontati. Con questo spirito hanno esposto per il progetto ideato da Alessandro Bulgini e curato da Christian Caliandro: Zanbagh Lotfi (31 maggio – 27 giugno), Andrea Mastrovito (29 giugno – 27 luglio), Aryan Ozmaei (31 luglio – 30 agosto), Saul Melman (5 – 26 settembre), Gian Maria Tosatti (27 settembre – 16 ottobre), Alessandro Bulgini (20 ottobre – 13 novembre) parlando al quartiere e con il quartiere, diventando reali esempi di arte pubblica.

Con la promozione di OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, a poco più di un mese dalla IV edizione della fiera, FLASHBACK conferma la propria volontà di porsi come momento di riflessione culturale che non può prescindere dal contesto contemporaneo. E per questo sposa la filosofia del curatore Christian Caliandro secondo il quale “Chiudere l’arte e la cultura in luoghi istituzionali, segregarla all’interno di recinti non è mai stata un’opzione salutare, democratica, intelligente: meno che mai in questo momento storico… L’arte deve inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, aiutare e trasformare la vita delle persone.  Il progetto “Opera Viva Barriera di Milano” si propone così di costruire – con opere diverse mese per mese – una dimensione altra e di riunire tutte queste dimensioni in una visione coerente e in un dialogo attivo con il quartiere.”

GIAN MARIA TOSATTI | Histoire et Destin – New Men’s Land (Star, 2016)
27 settembre – 16 ottobre 2016

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
un progetto di Alessandro Bulgini
a cura di Christian Caliandro

con il sostegno di FLASHBACK / L’arte è tutta contemporanea
rotatoria di piazza Bottesini, Barriera di Milano, Torino

Ufficio Stampa FLASHBACK
Emanuela Bernascone
info@emanuelabernascone.com

OPERA VIVA BARRIER DI MILANO 2016 – Stretched and Still Lies in the Midnight | SAUL MELMAN

Il 5 settembre l’opera di Saul Melman, quarto artista scelto da Christian Caliandro per OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, comparirà sul manifesto pubblicitario di tre metri per sei nella rotatoria di piazza Bottesini a Torino. Grazie a Saul, che vive e lavora a New York, l’enorme spazio pubblicitario diventa una finestra che affaccia su un altro mondo, che sfonda prospettive, che unisce orizzonti e frontiere.

L’opera di Melman è in origine un collage fotografico di vestiti e indumenti appesi a un filo della stendibiancheria, come simboli e metafore delle diverse identità e provenienze; l’artista sceglie di riflettere sulle differenze e le commistioni culturali partendo dagli elementi più intimi, frammenti quotidiani di esistenza. Il curatore, Christian Caliandro, sottolinea così la “relativa” semplicità di Melman: “Questi avambracci metafisici (grigi, gialli, rossi) fanno scorrere la corda su una carrucola industriale; i calzini colorati svolazzano alle folate di vento, e il paio estremo è sfondato, bruciacchiato, sbrindellato, consunto. Ironia e inquietudine si mescolano in modo sapiente nel lavoro di questo artista, che è stato descritto come ‘una sorta di disordine mentale produttivo’ (a kind of productive mental disorder). Il caso e il caos giocano un ruolo importante in questa sperimentazione, che procede per balzi e tentativi generosi”.

Il filo teso di uno stendibiancheria arriva così dall’altra parte dell’Atlantico e si ambienta subito in Barriera di Milano: è una vista quasi scontata e quotidiana in un quartiere che più di ogni altro a Torino è testimone di un’intricata storia di immigrazioni e industria e con una popolazione particolarmente eterogenea e portatrice di grandi differenze culturali.

L’arte e il movimento escono dunque dall’opera e irrompono nella vita di tutti i giorni; grazie alla mutabilità e alla transitorietà di cui sono dotate le opere degli artisti di OPERA VIVA – Zanbagh Lotfi (31 maggio – 27 giugno), Andrea Mastrovito (29 giugno – 27 luglio), Aryan Ozmaei (31 luglio – 30 agosto), Saul Melman (5 – 30 settembre), Gian Maria Tosatti (1 – 29 ottobre), Alessandro Bulgini (30 ottobre – 13 novembre) parlano al quartiere e con il quartiere, diventando reali esempi di arte pubblica.

Con la promozione di OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, a pochi mesi dalla IV edizione della fiera, FLASHBACK conferma la propria volontà di porsi come momento di riflessione culturale che non può prescindere dal contesto contemporaneo. E per questo sposa la filosofia del curatore Christian Caliandro secondo il quale “Chiudere l’arte e la cultura in luoghi istituzionali, segregarla all’interno di recinti non è mai stata un’opzione salutare, democratica, intelligente: meno che mai in questo momento storico… L’arte deve inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, aiutare e trasformare la vita delle persone.  Il progetto “Opera Viva Barriera di Milano” si propone così di costruire – con opere diverse mese per mese – una dimensione altra e di riunire tutte queste dimensioni in una visione coerente e in un dialogo attivo con il quartiere.”

SAUL MELMAN | Stretched and Still Lies in the Midnight
5 – 30 settembre 2016

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
un progetto di Alessandro BulginI
a cura di Christian Caliandro
con il sostegno di FLASHBACK / L’arte è tutta contemporanea
rotatoria di piazza Bottesini
Barriera di Milano, Torino

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2016 – Unusu-Ambo: Sabalan 2 (2016) | Aryan Ozmaei

Il lavoro di una giovane artista iraniana, Aryan Ozmaei, rappresenta il terzo appuntamento con il progetto OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, concepito da Alessandro Bulgini con la curatela di Christian Caliandro, per il quartiere torinese Barriera di Milano, zona dall’intricata storia di immigrazioni e industria e con una popolazione particolarmente eterogenea e portatrice di grandi differenze culturali.

Lo spazio pubblicitario di tre metri per sei nella rotatoria di piazza Bottesini sarà dunque occupato per il mese di agosto dall’immagine di un vulcano, il Sabalan, stratovulcano iraniano inattivo da anni nel nord dell’Iran, la cui sommità è occupata da un lago azzurro.

Per Aryan Ozmei questo vulcano è simbolo di trasformazione, di radici, di identità, il Sambalan rappresenta l’eredità che l’artista ha portato con sé dall’Iran, ma anche l’identità trovata in Italia, a Firenze, dove vive e lavora. Perché l’identità è come la vita, sempre in movimento; non è qualcosa di monolitico, ma si costruisce via via. L’identità è un processo, un mutamento che configura anche spazi mentali dipinti.

Il lavoro di Aryan Ozmaei, scelto dal curatore Christian Caliandro come terzo appuntamento con OPERA VIVA in Barriera, non potrebbe essere più attuale e calzante con la storia dei giorni nostri. Perché parla di crisi e di crasi: la crisi di quello che potrebbe essere uno scontro tra culture e la crasi tra le culture stesse. Unus-Ambo è l’identità che è a un tempo una e doppia, una cosa composta da due.

Come afferma la stessa Aryan: “Fin dai primi tempi del mio arrivo a Firenze, ho sempre sperimentato la particolare impressione per cui ogni situazione della realtà concreta mi riportava alla mente immagini della realtà che mi ero lasciata alle spalle. Una sensazione così forte e presente che molte volte sentivo più reale l’immagine mentale che non la realtà stessa. Il livello più profondo di questa doppiezza è quello dell’identità, che credo sia comune a tutti i migranti che hanno messo radici in un altro Paese: ma è difficile pensare l’identità originaria e quella acquisita come se fossero distinte e distinguibili, così come è difficile pensare a una sola identità ibrida risultato del processo di sradicamento/radicamento.”

Diversità come arricchimento dunque, esattamente come nel quartiere di Barriera di Milano, teatro dell’evolversi di OPERA VIVA: l’arte e il movimento escono dall’opera e irrompono nella vita di tutti i giorni grazie alla mutabilità e alla transitorietà di cui sono dotate le opere degli artisti Zanbagh Lotfi (31 maggio – 27 giugno), Andrea Mastrovito (29 giugno – 27 luglio), Aryan Ozmaei (27 luglio – 30 agosto), Saul Melman (2 – 30 settembre), Gian Maria Tosatti (1 – 29 ottobre), Alessandro Bulgini (30 ottobre – 13 novembre) parlano al quartiere e con il quartiere, diventando reali esempi di arte pubblica.

Con la promozione di OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, a pochi mesi dalla IV edizione della fiera, FLASHBACK conferma la propria volontà di porsi come momento di riflessione culturale che non può prescindere dal contesto contemporaneo. E per questo sposa la filosofia del curatore Christian Caliandro secondo il quale “Chiudere l’arte e la cultura in luoghi istituzionali, segregarla all’interno di recinti non è mai stata un’opzione salutare, democratica, intelligente: meno che mai in questo momento storico… L’arte deve inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, aiutare e trasformare la vita delle persone.  Il progetto “Opera Viva Barriera di Milano” si propone così di costruire – con opere diverse mese per mese – una dimensione altra e di riunire tutte queste dimensioni in una visione coerente e in un dialogo attivo con il quartiere.”

ARYAN OZMAEI | Unusu-Ambo: Sabalan 2 (2016)
27 luglio – 28 agosto 2016

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
un progetto di Alessandro Bulgini
a cura di Christian Caliandro
con il sostegno di
FLASHBACK / L’arte è tutta contemporanea
rotatoria di piazza Bottesini
Barriera di Milano, Torino