flashback lab

Flashback lab 2017. Estate 2017

flashback lab

COLLECTING THE BEAUTY è il progetto didattico,  per  le  scuole  primarie  e secondarie  a cura di Maria Chiara Guerra, nato con la volontà di ampliare e raccontare le riflessioni sul tema della collezione come atto, privato e pubblico, di conservazione di oggetti, immagini, opere, con intenti e valori diversi.

Dal collezionismo d’Arte, alla collezione come gesto di cura dello spazio urbano, COLLECTING THE BEAUTY è costruito come percorso di conoscenza dell’Arte, antica e contemporanea, che si radica e connette con la storia urbana e con il territorio, nell’ambizione di fornire agli studenti una cassetta degli attrezzi che li aiuti a riconoscere la Bellezza, nello spazio del quotidiano.

Ciascuna classe è protagonista di un’esperienza che necessariamente parte al Museo e dalla galleria d’arte e si sposta progressivamente all’interno del sistema territoriale, dai Musei Reali a Barriera di Milano, dalle gallerie d’arte antica a quelle di arte moderna, per tornare in classe e in fiera nei momenti dedicati alle attività laboratoriali.

Ecco alcune immagini delle attività che hanno coinvolto Opera Viva Barriera di Milano questa estate:

Laboratori per bambini Flashback Collecting the Beauty

Atelier Héritage per Flashback Torino

Laboratori per bambini Flashback Collecting the Beauty

Flashback sound 2017. in senso inverso

flashback sound

Spazio al jazz

a cura di Mauro Battisti

“Il tema conduttore di Flashback 2017, richiama a un’impossibile e affascinante inversione del tempo: nascere vecchi e ringiovanire fino a morire bambini. Nella macro realtà dell’Universo, la freccia del tempo viaggia solo in una direzione, ma come c’insegna la fisica quantistica la trasgressione a questa legge è “normale” nel mondo dell’infinitamente piccolo. Una diversa lente di osservazione può dunque presentarci piani diversi e paralleli della stessa realtà fenomenica. Il linguaggio del Jazz, grazie alla sua natura estemporanea e trasformativa, offre all’ascoltatore un tipo di esperienza simile, perché può cogliere la possibilità di percorrere strade inverse rispetto alle musiche “scritte”, fissate nella linea stilistico-temporale convenzionale.

[nov02][1036]Seguendo questa ispirazione, nell’area lounge dello spazio espositivo, i visitatori potranno assistere a tre appuntamenti musicali di alta qualità, tre progetti ad hoc presentati da musicisti di grande rilievo appartenenti alla scena jazz oriented nazionale e internazionale.

Mentre dal 1° al 4 Novembre, nello spazio mostra, i ricercati paesaggi sonori di Land(e)scapes, progetto di Ivan Bert e Andrea Bozzetto, dialogheranno in modo estemporaneo e discreto con le opere esposte creando una texture timbrica di grande effetto e suggestione”

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OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2017. Fabrizio Bellomo

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

presenta
Fabrizio Bellomo
Saluti da Cerignola (2017)
6 – 25 settembre  2017
Piazza Bottesini, Torino

Saluti da Cerignola di Fabrizio Bellomo per Opera Viva e Flashback

Il quarto artista scelto dal curatore Christian Caliandro per Opera Viva Barriera di Milano, il progetto artistico ideato da Alessandro Bulgini e sostenuto da FLASHBACK, è Fabrizio Bellomo, con l’opera Saluti da Cerignola (2017)

Fabrizio Bellomo realizza una cartolina gigante di Cerignola per il manifesto di 3 metri per 6 metri nella rotonda di Piazza Bottesini: il quartiere di Barriera (nato come borgo proletario e operaio) si riunisce dunque per queste settimane con la cittadina pugliese, da cui molte famiglie sono emigrate nel secondo dopoguerra proprio alla volta di Torino e di queste strade, di questi palazzi, di queste piazze. Ancora negli anni Ottanta, gli immigrati in città provenienti dalla sola Cerignola erano circa 35mila, e piazza Foroni – posta accanto alla rotonda di Piazza Bottesini – con il suo mercato era ed è il centro della vita economica e sociale della zona.

La realizzazione del lavoro è stata preceduta da una ricerca condotta sia sul web che presso lo Studio Belviso, il laboratorio fotografico che ha realizzato le cartoline del paese negli ultimi cinquanta-sessant’anni.

Il manifesto consiste dunque nella ricreazione di una cartolina d’epoca, adattata al formato di tre metri per sei: un’immagine composita, che insieme alle immagini della cittadina di Cerignola e al font comprende anche l’edicola sacra con la copia della Madonna di Ripalta di Torino. La leggenda narra che un gruppo di briganti trovò sulla riva alta del fiume Ofanto un pezzo di legno, che decisero di usare come tagliere per la cacciagione: ma al primo colpo di coltello la tavola iniziò a sanguinare, e rivelò la presenza dell’immagine sacra, che da allora è venerata dai cittadini.

In questo modo, la cartolina-manifesto riunisce luoghi lontani ma legati da decenni di storie, viaggi, vicinanze affettive, ricordi, vacanze, ritorni: i novecentotrentadue chilometri che separano Cerignola da Barriera, quasi da un capo all’altro dell’Italia, per un attimo si annullano – e una nuova dimensione spaziotemporale si crea.

L’opera di Bellomo (che usa e orienta con intelligenza la retorica della percezione turistica, che a sua volta genera proiezioni differenti dei luoghi verso l’esterno) funziona un po’ come il Gallo Silvestre delle Operette morali di Leopardi: “Affermano alcuni maestri e scrittori ebrei, che tra il cielo e la terra, o vogliamo dire mezzo nell’uno e mezzo nell’altra, vive un certo gallo salvatico; il quale sta sulla terra coi piedi, e tocca colla cresta e col becco il cielo.”

Ancora una volta, un’“opera viva” fa emergere tratti dell’identità collettiva che a volte vengono rimossi o dati per scontati, ma che sono essenziali per il territorio e la sua comunità. 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // Fabrizio Bellomo

Fabrizio Bellomo (1982) è artista, curatore e regista. Porta avanti la sua ricerca in modo ibrido e multidisciplinare. Suoi lavori sono stati esposti in Italia e all’estero in mostre personali e collettive, attraverso progetti pubblici e festival cinematografici. È stato invitato e selezionato da importanti istituzioni a partecipare a progetti e mostre fra cui: plat(t)form 2015 Fotomuseum Winterthur (Zurigo), Double Feature Tirana Art Lab (Tirana), ArtAround MuFoCo Cinisello Balsamo (Milano), 2004-2014 10 anni del museo di fotografia contemporanea Triennale di Milano, Milano un minuto prima Fondazione Forma (Milano), Objet Perdù e Giovane Fotografia di Ricerca in Puglia Fondazione Museo Pino Pascali (Polignano a Mare), Progetto Memoria Fondazione Apulia Film Commission (Bari-Tirana), Videominuto Pop e Byob Museo Pecci (Prato – Milano), Video.it Fondazione Merz (Torino), Camera con Vista – Incontri di Fotografia Gamec (Bergamo), Vegla Ben Ustain public project BJCEM 2017 (Tirana). La sua ultima personale è Villaggio Cavatrulli (Planar Gallery, Bari). Ha collaborato con diversi Comuni e istituzioni per la realizzazione e per la progettazione di opere e operazioni d’arte pubblica fra cui: il Comune di Bari, il Comune di Sesto San Giovanni, il Comune di Casale Monferrato, il Comune di Cursi, il Comune di Lumezzane, con il Politecnico di Milano e con il Falstad Museum in Norvegia, con Maps mobile-archive-on-public-space a Tirana. Suoi lavori fanno parte di collezioni pubbliche e private. Vince numerosi premi fra cui, nel 2012, il Premio Celeste con il video 32 dicembre. Il suo primo film è L’Albero di Trasmissione co-prodotto dall’associazione culturale Amarelarte, Fujifilm Italia e Apulia Film Commission; è stato distribuito da Mymovies.it. Ha partecipato, fra gli altri, al 55° Festival dei Popoli di Firenze e al 34e Cinemed – festival international du cinéma méditerranéen de Montpellier. Ha curato il volume Le persone sono più vere se rappresentate per Postmedia Books, Milano 2014, e pubblicato Io neanche lo vedo più il codice, appunti per un possibile saggio all’interno del volume Generazione Critica 2 per Danilo Montanari editore, Ravenna 2015. Ha inoltre ideato e curato, progetti pubblici (amarelarte 2011) e rassegne video. È interessato al rapporto fra l’uomo e la tecnica, fra l’individuo e la tecnologia; ai cambiamenti antropologici dettati dalla meccanica come dai nuovi media; analizza il contemporaneo in relazione al passato e viceversa. È appena stato pubblicato il suo saggio Meridiani, paralleli e pixel. La griglia come medium ricorrente (Postmedia Books).

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Promosso e sostenuto da FLASHBACK_L’Arte è tutta Contemporanea_

FLASHBACK – L’Arte è tutta contemporanea, V edizione
Direzione: Stefania Poddighe e Ginevra Pucci
Sede: Pala Alpitour | Isozaki
Ingresso: corso Sebastopoli 123  – PIAZZA D’ARMI | Torino | Italia
Anteprima stampa: mercoledì 1 novembre 2017 ore 11 – 13
Anteprima: mercoledì 1 novembre 2017 ore 16 (solo su invito)
Inaugurazione: mercoledì 1 novembre 2017 ore 18 (solo su invito)
Apertura al pubblico: da giovedì 2 novembre a domenica 5 novembre 2017 | ore 11 – 20

Cristiano De Gaetano. Tra realismo e visione romantica con “Ice Age”

“Ice Age è una canzone dei Joy Division, che tratteggia un ambiente sonoro oscuro, sommerso, struggente, gelido. Come la serie di cui il quadro fa parte. Quest’opera è percorsa dal medesimo realismo pessimista e dalla visione romanticamente cosmica, così come dalla tensione umana e umanistica, che animano le Operette morali”.

Christian Caliandro, curatore di Opera Viva Barriera di Milano

Flashback Torino Opera Viva Barriera di Milano, Cristiano De Gaetano

Flashback Torino Opera Viva Barriera di Milano, Cristiano De Gaetano

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2017. Cristiano De Gaetano

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

presenta
Cristiano De Gaetano
Ice Age
26 luglio – 28 agosto 2017
Piazza Bottesini, Torino

Opera Viva Cristiano De Gaetano

Mercoledì 26 luglio alle ore 19 inaugura in piazza Bottesini Cristiano De Gaetano, il terzo artista scelto dal curatore Christian Caliandro per Opera Viva Barriera di Milano, il progetto artistico urbano ideato da Alessandro Bulgini e sostenuto da FLASHBACK

Nella sua fulminante vita e carriera De Gaetano è riuscito a portare avanti e concludere una ricerca all’interno di nuclei tematici precisi: l’identità vissuta ed esperita come continua mutazione; l’identità personale, ancora, scavata ed espansa nel tempo, fino a inglobare parenti, antenati, sconosciuti, immagini e opere d’arte appartenenti ad altre epoche; una memoria “biologica” quindi, una narrazione di ricordi che tende a esorbitare dai suoi confini e ad assumere i contorni di un intero mondo figurativo e simbolico.  Un mondo di frammenti, di scaglie, scorie del tempo passato e futuro, che si dispone e si ricompone sotto i nostri occhi; che sta passando e continua a passare, in perenne transizione. Un mondo convincente e persuasivo, anche a tratti malinconicamente apocalittico.

Sul cartellone di 3 metri per 6 metri in Piazza Bottesini, a partire dal 26 luglio campeggerà l’opera Ice Age, che fa parte di una serie del 2007 realizzata dall’artista tarantino; Ice Age è una canzone dei Joy Division, che tratteggia un ambiente sonoro oscuro, sommerso, struggente, gelido. Come la serie di cui il quadro fa parte. Quest’opera è percorsa dal medesimo realismo pessimista e dalla visione romanticamente cosmica, così come dalla tensione umana e umanistica, che animano le Operette morali.

L’“età del ghiaccio” De Gaetano l’ha intravista e catturata prima degli altri, insieme a pochissimi; l’età del ghiaccio è arrivata, è questa.

Quella di Cristiano De Gaetano è un’opera meravigliosamente circolare e autoconclusa, che continua a pulsare e a interrogarci, a indicare all’arte e alla critica una strada possibile e percorribile. Un approccio – una “disposizione d’animo” – costruito attraverso una relazione costante con la vita, con lo spazio-tempo esistenziale (proprio e degli altri). I suoi lavori funzionano come dispositivi aperti verso direttrici diverse, differenti, alternative della produzione – e della ricezione – artistica del e nel presente. Esattamente quelle che la sequenza di Opera Viva Barriera di Milano tenta di seguire e indicare.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // Cristiano De Gaetano

Cristiano De Gaetano (Taranto, 16 agosto 1975 – Martina Franca, 10 maggio 2013) frequenta l’Istituto d’Arte di Grottaglie, partecipando al corso di Ceramica e alle mostre didattiche dell’Istituto per il quale progetta il Manifesto Pubblicitario nel 1995. Durante gli anni dell’Accademia crea gruppi d’artista e si fa riconoscere per l’estro creativo in diverse esposizioni collettive in Puglia, si diploma in pittura nel 2001 all’Accademia di Belle Arti di Bari. Nel percorso di studi intraprende esperienze in campo artistico come fotografo, scenografo ed operatore video, esperienze utili per le successive collaborazioni per progetti speciali come la realizzazione di alcune opere per film o prestigiose riviste. Dopo la sua prima mostra personale (2000) comincia ad esporre in numerose collettive in tutta Italia (Taranto, Bari, Bologna, Milano, Roma) e dal 2006 alle fiere d’arte internazionali di Bologna, Londra, Parigi, Basilea, New York e Miami dove viene acquisito in importanti collezioni. Partecipa a diverse rassegne istituzionali come Il Museo e il suo territorio presso la Fondazione Museo Pino Pascali a Polignano a Mare (Bari) e nel 2011 alla 54° Biennale Di Venezia, Padiglione Italia, Sezione Regione Puglia. Muore a soli 37 anni nel 2013.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Promosso e sostenuto da FLASHBACK_L’Arte è tutta Contemporanea_

FLASHBACK – L’Arte è tutta contemporanea, V edizione
Direzione: Stefania Poddighe e Ginevra Pucci
Sede: Pala Alpitour | Isozaki
Ingresso: corso Sebastopoli 123  – PIAZZA D’ARMI | Torino | Italia
Anteprima stampa: mercoledì 1 novembre 2017 ore 11 – 13
Anteprima: mercoledì 1 novembre 2017 ore 16 (solo su invito)
Inaugurazione: mercoledì 1 novembre 2017 ore 18 (solo su invito)
Apertura al pubblico: da giovedì 2 novembre a domenica 5 novembre 2017 | ore 11 – 20

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2017. Calixto Ramirez

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

presenta
Calixto Ramirez
Tana libera tutti!
28 giugno – 26 luglio 2017
Piazza Bottesini, Torino

Opera Viva Calixto Ramirez

Mercoledì 28 giugno alle ore 19 inaugura in piazza Bottesini Calixto Ramirezartista messicano scelto dal curatore Christian Caliandro per Opera Viva Barriera di Milano, il progetto artistico urbano ideato da Alessandro Bulgini e sostenuto da FLASHBACK

La seconda edizione di Opera Viva Barriera di Milano vede dunque sul cartellone 3 metri per 6 metri in Piazza Bottesini, l’opera Tana libera tutti! di Calixto Ramirez. L’artista usa il proprio corpo come metro esclusivo di misurazione e interpretazione della realtà che lo circonda, impiegando mezzi volutamente poveri e scarsi: la sola presenza fisica è alla base di un’opera effimera, transitoria, precaria. L’autore parte non solo dalla presenza umana nello spazio, ma anche dalla sua natura “addomesticata” (alberi, foglie, cortecce, radici, tronchi spezzati), nella quale si immerge e con la quale sembra volersi fondere. Come molta arte significativa del XXI secolo, l’opera di Ramírez sembra consistere in un solo apparentemente paradossale “essere-presenti-scomparendo”: nel combinare cioè una strana forma di presenza con una strana forma di assenza. Un modo al tempo stesso ironico, scanzonato e molto serio, come del resto è nello spirito delle Operette morali di Leopardi che sono lo “spunto” per questa edizione di Opera Viva Barriera di Milano.

Nel 1982, Goffredo Parise scriveva all’interno della sua rubrica Lontano sul Corriere della Sera: “L’arte più pura e perfetta sulla terra è quella living, cioè della vita, dell’apparizione fisica in un determinato momento e mai più” (Lontano, Adelphi 2009, p. 25).  L’arte “della vita”, l’arte vivente, è in grado di catturare il sentimento dell’organico, della crescita costante, dello sviluppo e dell’evoluzione. È questa un’idea e una pratica che alcuni artisti – come Ramirez e gli altri proposti nell’ambito del progetto Opera Viva Barriera di Milano – sembrano percepire e restituire in maniera particolarmente brillante e personale. L’idea, per esempio, che le nostre identità personali e collettive non siano monolitiche, date una volta per tutte e immobili, fisse, determinate, ma soggette a continua mutazione; che anzi l’identità sia questa mutazione, questo movimento. Per non perdere l’identità, occorre quindi sempre essere disposti a fonderla, cederla, ad aprirsi all’Altro e a identificarsi con esso.  Processo che si può compiere solo andando “verso” l’altro, uscendo dai luoghi deputati dell’arte, così come accade con Opera Viva in Barriera, dove l’opera degli artisti è esposta in una piazza e può essere fruita da tutti.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Promosso e sostenuto da FLASHBACK_L’Arte è tutta Contemporanea_

FLASHBACK – L’Arte è tutta contemporanea, V edizione
Direzione: Stefania Poddighe e Ginevra Pucci
Sede: Pala Alpitour | Isozaki
Ingresso: corso Sebastopoli 123  – PIAZZA D’ARMI | Torino | Italia
Anteprima stampa: mercoledì 1 novembre 2017 ore 11 – 13
Anteprima: mercoledì 1 novembre 2017 ore 16 (solo su invito)
Inaugurazione: mercoledì 1 novembre 2017 ore 18 (solo su invito)
Apertura al pubblico: da giovedì 2 novembre a domenica 5 novembre 2017 | ore 11 – 20