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Flashback_storytelling 2017. Narrazioni anti-orarie

Il progetto, giunto al quinto anno, promuove, attraverso la narrazione, la sensibilizzazione e il coinvolgimento diretto e attivo del pubblico; una chiave innovativa di avvicinamento e di stimolo del senso critico volto a incrementare l’interesse e l’attenzione verso l’arte con le sue accezioni culturali, politiche ed economiche. Le visite guidate, scegliendo specifiche opere, artisti o linguaggi espressivi, costruiscono un’interazione breve e immediata, veri e propri Flashback su storia e curiosità suggerite dalle opere in mostra.

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Flashback_video 2017. Il sodalizio napoletano. Mario Martone e Nicola Spinosa

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La sezione dedicata alle immagini in movimento si concentra per questa nuova edizione su tre documentari realizzati per la Sovrintendenza di Napoli (con Nicola Spinosa) dal regista e sceneggiatore italiano Mario Martone. In effetti, non sono veri e propri documentari d’arte, ma film in cui c’è un montaggio con immagini legate alla realtà urbana: sulla forma narrativa del documentario poetico, tra realtà e finzione, con l’obiettivo di raccontare l’attualità dell’arte, investigando l’equilibrio tra visione oggettiva e soggettiva.

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Flashback lab 2017. collecting the beauty

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COLLECTING THE BEAUTY. La collezione d’arte, dal museo alla città
a cura di Mariachiara Guerra

Collecting the beauty è il progetto didattico per i bambini nato con la volontà di ampliare e raccontare le riflessioni sul tema della collezione come atto, privato e pubblico, di conservazione di oggetti, immagini, opere, con intenti e valori diversi. Dal collezionismo d’arte, alla collezione come gesto di cura dello spazio urbano, Collecting the beauty è costruito come percorso di conoscenza dell’arte, antica e contemporanea, che si radica e connette con la storia urbana e con il territorio, nell’ambizione di fornire ai bambini una cassetta degli attrezzi che li aiuti a riconoscere la Bellezza, nello spazio del quotidiano.

 

Flashback_talk 2017. ragionare controcorrente

Flashback_talk

Raggiungono la V edizione i talk di Flashback che hanno come caratteristica principale l’analisi temporale dei fenomeni culturali e artistici. Fino alla scorsa edizione gli incontri hanno esaminato gli argomenti nel loro succedersi e trasformarsi nel corso del tempo, le tematiche sono state dunque prese in considerazione secondo una prospettiva dinamica e in divenire.

Quest’anno invece prendendo spunto dal titolo del programma, “in senso inverso”, come nel libro di Philip Dick si percorreranno i temi scelti a ritroso partendo da un’analisi della contemporaneità per fonderla in un unicum con il passato analizzandone, indipendentemente dal periodo storico l’attualità della proposta.

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giovedì 2 novembre 2017

ore 15.00 flashback_talk
Arte sacra e committenza tra antico e contemporaneo.
Art Lounge
A partire da una distinzione tra arte religiosa, arte sacra e arte rituale si intende riflettere sul ruolo della committenza tra qualità estetica, fondamenti valoriali e spirituali e mercato, mettendo in relazione la figura della committenza religiosa nel passato e nel presente.
Andrea Longhi(storico dell’architettura/architetto), Roberto Mastroianni(filosofo/curatore/critico d’arte), Don Giuliano Zanchi(teologo/direttore del Museo Diocesano di Bergamo)

 ore 18.30 flashback_talk
 Arte e spazio pubblico. Domani, oggi, ieri
Art Lounge
La riflessione si sviluppa analizzando la funzione dell’opera all’interno di un contesto e di una comunità partendo dall’esperienza torinese di Opera Viva Barriera di Milano.
Partecipano: Raffaele Fiorella (tassoeleonora), Fabrizio Bellomo (Saluti da Cerignola), Alessandro Bulgini (Porta Fortuna), modera Christian Caliandro.

venerdì 3 novembre 2017

ore 17.00 flashback_talk
Fotografia contemporanea e fotografia storica. Significato e significante
Art Lounge
La fotografia oggi, la fotografia nel passato, Quali i cambiamenti nel tempo? Come si sono modificati contenuti e forme? Il significato come contenuto permette di capire o esprimere il senso, Il significante è la forma: la loro relazione definisce il segno. Un breve ma rappresentativo confronto sulla fotografia che, in base a contenuto e forma, può o non può definirsi arte.
Andrea Busto (direttore Museo Ettore Fico), Walter Guadagnini (storico dell’arte, direttore di CAMERA), Claudio de Polo Saibanti (presidente Generale Alinari)

sabato 4 novembre 2017

ore 15.00 flashback_talk
Art Design. Oggi e ieri
Art Lounge
Un confronto per raccontare come è nato, proprio a Torino, l’artdesign, come si è distinto dal semplice prodotto di design e come sia curiosa e impostante questa terra di mezzo per il mercato.
Gli artisti presenti alla BAMa colloquio con Edoardo Di Mauro (storico dell’arte, docente all’Accademia Albertina e curatore della BAM) Riccardo Ghirardini (direttore artistico della BAM), modera Edmondo Bertaina (direttore Gazzetta Torino).

ore 17.00 flashback_talk
L’arte che non c’è. Il futuro del sistema dell’arte
Art Lounge
Operatori di settore e docenti universitari a confronto.
Intervengono: Francesco Poli (università degli studi di Torino), Alessia Zorloni (università IULM di Milano), Massimiliano Nuccio (università degli studi di Torino, Collegio Carlo Alberto di Torino), Paolo Repetto (storico, critico d’arte), Luca Tomìo (storico, critico d’arte).

domenica 5 novembre 2017

 ore 15.00 flashback_talk
Sparring Partner Art – arte e comunicazione sullo stesso ring.
Art Lounge
Diffondere e propagare l’arte è un mestiere complicato.
Marzia Capannolo (storica dell’arte), Fulvio Bortolozzo (docente di storia della fotografia), Paola Stroppiana, (curatrice, giornalista), Elena Inchingolo (curatrice, giornalista), Emanuela Bernascone (ufficio stampa e comunicazione), Michele Bramante (curatore), Edmondo Bertaina (direttore Gazzetta Torino).

flashback exhibition 2017. Viaggi nel tempo con Tayou e King

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Pascale Marthine Tayou


PLASTIC TREE B
un’installazione a cura di Galleria Continua

Jean Apollinaire Tayou nasce in Camerun. A metà degli anni Novanta, cambia nome, lo declina al femminile diventando Pascal(e) Marthin(e) Tayou. Da questo momento ha inizio un incessante nomadismo artistico, geografico e culturale, che porta Tayou ad affermarsi come uno dei principali protagonisti del panorama artistico contemporaneo.  Il lavoro di Tayou si presenta molteplice, indomabile, trascinante, profondo, inatteso, proliferante e variopinto, sempre strettamente legato all’idea di viaggio e d’incontro con l’altro da sé, un viaggio che crea nuove prospettive da condividere. L’opera presenta l’albero come simbolo della stabilità e della resistenza della natura, mentre le buste di plastica che formano la chioma dell’albero, sono un feticcio, un prodotto base del mondo contemporaneo nella misura in cui accompagna i gesti del consumo urbano. Allo stesso tempo l’opera si presenta come un oggetto errante che vaga avanti e indietro tra il rurale e l’urbano.

courtesy Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana

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Phillip King


BEHIND ICONIC SCULPTURES. The creative process evolution
a cura di Patrizia Bottallo

La mostra presenta lo studio del concepimento dell’idea artistica di Phillip King, uno tra i più importanti scultori inglesi della seconda metà del secolo scorso. Allievo di Anthony Caro e assistente di Henry Moore, King iniziò a farsi notare negli anni ’60 confermandosi un personaggio di spicco nel panorama artistico, ritenuto chiave di svolta della scultura moderna a livello internazionale. La mostra presenta una selezione inedita di rarissimi disegni, acquerelli e una scultura che documentano idee divenute capolavori, opere cardine della scultura inglese del XX secolo. La selezione dei disegni ha un grandissimo valore storico, infatti le carte sono disegnate su entrambe le facciate poiché estratte dal taccuino originale dello scultore inglese.

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Flashback_specialproject 2017. Opera Viva in mostra

Flashback_Special Project

Nel 2013 nasce il progetto FLASHBACK è Opera Viva con il quale l’artista Alessandro Bulgini dichiara la manifestazione e tutti i capolavori presentati Opera Viva. Nel 2014 Opera Viva lascia gli spazi dell’arte per inoltrarsi anche in periferia con Opera Viva Barriera di Milano che, con la curatela di Christian Caliandro, segna il countdown alla fiera.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
un progetto di Alessandro Bulgini
a cura di Christian Caliandro
Raffaele Fiorella, Calixto Ramirez, Cristiano De Gaetano,
Fabrizio Bellomo, Roxy in the Box, Alessandro Bulgini

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Il progetto “Opera Viva Barriera di Milano” si sviluppa attorno a un’idea precisa della relazione tra arte e spazio pubblico, e della funzione di un’opera all’interno di un contesto e di una comunità urbana. Attraverso questa operazione lunga sei mesi, la fiera collega zone diverse della città di Torino e zone temporali differenti (l’antico, il moderno, il contemporaneo nel suo farsi): nella convinzione che l’arte debba uscire dagli spazi istituzionali, scendere per strada, inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, integrarsi felicemente nella dimensione dell’esistenza quotidiana.

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Un manifesto, dunque, di tre metri per sei nella rotonda di Piazza Bottesini nel cuore di Barriera di Milano, uno dei quartieri torinesi più interessanti e ricchi di storie, di identità e di futuro; sei artisti, diversi tra di loro per formazione e stile, ma accomunati da un approccio originale e innovativo alla pratica artistica. Artisti che hanno presentato, mese dopo mese, opere che si traducono in un manifesto simil-pubblicitario il quale nega il linguaggio della pubblicità nel momento stesso in cui lo usa; e che trasformano gli spettatori – residenti, visitatori, automobilisti, passanti, curiosi – in esploratori di un’altra dimensione, di una zona che a sua volta funziona secondo le regole e i valori di un mondo sconosciuto.

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Quest’anno il progetto era liberamente ispirata alle Operette morali (1827) di Giacomo Leopardi, libro strutturalmente indefinibile e inafferrabile, frutto della fusione e della collisione tra satira, prosa poetica, critica sociale, filosofia e autobiografia. Così, Leopardi si connette idealmente al Philip K. Dick di In senso inverso (1967), nel segno di una differente percezione della storia e della memoria artistica: il tempo comincia a scorrere all’indietro riportando in vita ciò che era morto e sepolto.

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Il contemporaneo autentico consiste nel collasso delle dimensioni temporali; l’arte serve a ridefinire noi stessi, a riconfigurare la nostra identità, a costruire la memoria di chi siamo stati e soprattutto di chi potremo essere. Non è una ricerca archeologica nel nostro passato (prossimo o lontano), ma la consapevolezza di quanto questo sia parte integrante e viva del nostro spazio di esistenza.

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Il manifesto vuole essere un assaggio di tutto questo: è una finestra, e al tempo stesso un’intercapedine. Un interstizio che ci aiuta a intravedere ciò che è stato, e ciò che verrà. Per Flashback i sei manifesti, insieme a tutti i frammenti di vita raccolti, sono riuniti in un’unica mostra per raccontare questa finestra aperta sul mondo e per il mondo.

 

Alessandro Bulgini. Viaggiatori in transito a “Porta Fortuna”, 2017

Viaggiatori armati di valigia hanno inaugurato il 18 ottobre l’opera “Porta Fortuna” pensata dall’artista ideatore di Opera Viva per chiudere la rassegna a Barriera di Milano. Anche i piccoli critici d’arte che frequentano i laboratori di Atelier Héritage sono andati a vedere di che si tratta, e ci hanno già inviato le foto della gita!
Sarà possibile varcare la soglia della buona sorte alla rotonda di piazza Bottesini, Torino, fino al 15 novembre 2017. Cosa aspettate?

Alessandro Bulgini Porta Fortuna, Opera Viva Barriera di Milano

 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2017. Alessandro Bulgini

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

presenta
Alessandro Bulgini
Porta Fortuna (2017)
18 ottobre – 15 novembre 2017
Piazza Bottesini, Torino

bulgini

Alessandro Bulgini chiude con Porta Fortuna la serie di OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, il progetto artistico di sua ideazione e con la curatela di Christian Caliandro che ci ha traghettato dal mese di maggio all’inizio di FLASHBACK, la fiera d’arte antica e moderna che dal 2 al 5 novembre sarà al Pala Alpitour.

Una stazione nuova, forse fittizia e illusoria, forse no, attende viaggiatori, visitatori e residenti: a Porta Nuova e Porta Susa – accessi privilegiati al centro luccicante della città – si aggiunge questa “Porta Fortuna”, che immette in Barriera, in un mondo affascinante, misterioso e sorprendente. A patto di essere completamente aperti, disponibili e ricettivi.

Per l’ultimo appuntamento della seconda edizione di Opera Viva Barriera di Milano, che ci accompagna direttamente ai giorni della fiera Flashback, Alessandro Bulgini con un gesto piccolo e umile trasforma il manifesto di tre metri per sei nella rotonda di piazza Bottesini in un luogo di arrivi e di partenze, un luogo di immaginario e immaginazione, di accoglienza e di condivisione. Un luogo dove con ogni probabilità non valgono le regole del “fuori”, e in cui regna un sistema di valori alternativo rispetto a quello oggi comunemente in voga.

Una sorta di eterotopia, che disegna e prospetta una forma di vita diversa.

C’è sicuramente dell’ironia in questo gesto, in questo cartellone convertito in un gigantesco segnale che indica qualcosa che-prima-non-esisteva: non è però della specie cinica, facile e disinteressata, che coltiva una forma di compiaciuta distanza dalla realtà; è un’ironia sana, totalmente incantata, impegnata nella ridefinizione del senso e dell’uso. Così il manifesto, che per cinque mesi è stato una finestra sull’altrove, su una dimensione di poesia e di riflessione liberamente ispirata al Leopardi delle Operette morali (libro strutturalmente indefinibile e inafferrabile, fondamento eretico e eterodosso della letteratura e del pensiero italiani) si converte in qualcosa che in qualche strano modo esce fuori di sé, fuori della sua forma, si protende verso qualcos’altro che prende corpo e sostanza nella nostra mente. L’impalcatura è l’ingresso, la stazione è il giardino: l’edificio non c’è, perché l’edificio siamo noi, è una comunità costantemente mobile e mutevole, fatta di tutti quelli che nel quartiere vivono e che il quartiere attraversano, di tutti quelli che giorno per giorno vogliono e vorranno costruire e ricostruire un’identità che non è data una volta per tutte, perché si articola attorno al concetto e alla pratica di relazione.

E, per questo, perché ciò si avveri, è sicuramente necessaria parecchia fortuna.

 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Promosso e sostenuto da FLASHBACK_L’Arte è tutta Contemporanea_

FLASHBACK – L’Arte è tutta contemporanea, V edizione
Direzione: Stefania Poddighe e Ginevra Pucci
Sede: Pala Alpitour | Isozaki
Ingresso: corso Sebastopoli 123  – PIAZZA D’ARMI | Torino | Italia
Anteprima stampa: mercoledì 1 novembre 2017 ore 11 – 13
Anteprima: mercoledì 1 novembre 2017 ore 16 (solo su invito)
Inaugurazione: mercoledì 1 novembre 2017 ore 18 (solo su invito)
Apertura al pubblico: da giovedì 2 novembre a domenica 5 novembre 2017 | ore 11 – 20

Ufficio Stampa Emanuela Bernascone
011 19714998/999 – 335 256829
info@emanuelabernascone.com
www.emanuelabernascone.com

Roxy in the Box. “Martiri” a Barriera di Milano

Roxy in the Box // “Martiri” a Barriera di Milano

Bellissima inaugurazione con l’artista Roxy in the Box. La manifestazione ha raccolto l’interesse del quartiere e l’analisi de La Stampa, con l’articolo Opera viva, etichetta pop sopra un disagio vero. Eccone un estratto:

“Il poster sfrutta il logo del vero Martini ed evoca echi di Quarto stato, anche se a volte basterebbe averne uno e la «vascio art», come l’ha etichettata l’artista, si pianta proprio lì dove serve denunciare, magari pure strillare, però in sano stile melodramma: colori, voci, eccesso e non prendiamoci troppo sul serio. Ora però l’arte nata nei bassi napoletani deve trovare posto a Torino dove non c’è l’abitudine di condividere il mondo sulla porta di casa: «È il bello di questa nazione, scoprire che poi io magari un giorno ho voglia di stare chiusa nel mio appartamento e quello dopo un torinese se ne sta beato in mezzo alla via. Non siamo poi così diversi come vogliono farci credere». La vascio art è nata per mischiare Marina Abramovic e le signore dei quartieri spagnoli, generi inconciliabili buttati davanti allo stesso ingresso, che è poi una sintesi della filosofia di Flashback, la fiera che sostiene Opera Viva”.

inaugurazione

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OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2017. Roxy in the Box

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

presenta
Roxy in the Box
Martiri (2017)
27 settembre – 25 ottobre  2017
Piazza Bottesini, Torino

manifesto di Martiri

La quinta artista scelta dal curatore Christian Caliandro per Opera Viva Barriera di Milano, il progetto artistico ideato da Alessandro Bulgini e sostenuto da FLASHBACK, è Roxy in the box con l’opera Martiri (2017)

L’opera di Roxy in the Box, autrice del quinto manifesto 6 metri per 3 in Piazza Bottesini in Barriera di Milano, da anni si sviluppa naturalmente nello spazio pubblico della città: dai vicoli della sua Napoli con la strepitosa “Vascio Art” al più recente progetto realizzato per la Kunsthalle di Osnabrück, l’artista sta portando avanti un’idea di arte completamente aperta alla realtà e al suo divenire, allo spazio della vita e dell’incontro. Un’arte dunque spontaneamente tesa a fuoriuscire dai recinti convenzionali, per incontrare la gente e fondersi empaticamente con il mondo: un’arte consapevolmente e felicemente pop, che esiste nella relazione umana e che ci invita costantemente a uscire dalle nostre rispettive comfort zones.

La pratica di Roxy è dunque perfettamente in linea con la filosofia che informa il progetto promosso da Flashback, volto ad avvicinare l’arte alle persone, ad annullare le distanze spaziali, temporali e comunicative, e a trasformare questo cartellone di tre metri per sei in una finestra su un altrove in cui il senso molto spesso distorto e rimosso nella nostra società diventa più chiaro, poetico.

Il manifesto realizzato per l’occasione, riprendendo un suo celebre détournement di uno dei più famosi marchi italiani, raduna storie e persone di epoche diverse, con percorsi e storie differenti, in un’immagine che è il modello di una forma di vita concreta e possibile: un messaggio di fraternità e di disponibilità scevro di ogni retorica e carico invece di futuro (un messaggio su cui aleggia benevolo il Leopardi “napoletano” de La Ginestra).

Un annuncio di ciò che verrà – di ciò che già è.

Tra le maggiori esposizioni di Roxy in the box “La Sposa Madre” al Museo Cappella Sansevero, “Acthung! Acthung! “All’Ex-Gil di Roma a cura di Micol di Veroli e Barbara Collevecchio, “L’Impresa dell’Arte” al museo Pan di Napoli a cura di Julia Draganovic, “N.EST 2.0 the making of the city/disegna la tua città” al museo Madre di Napoli, “Arredo Palazzo Italia”, a cura della Farnesina a Belgrado , “Cow Parade” in Piazza della Signoria a Firenze. Roxy in the box ha collaborato attivamente allo start up del format “Snack di valori” a cura della videometrò Napoli. Nel 2008 a seguito di un premio vinto alla Seagate creative Fund il regista Massimo Andrei ha diretto il documentario “Schiaffilife” vita e opere di Roxy in the box, presentato in anteprima ad Artecinema a cura di Laura Trisorio, nonché vincitore del festival Artecinema di Bergamo. Nel 2010 è nata la collaborazione tra Carpisa e l’artista alla quale è stato commissionato la realizzazione di un manifesto per illustrare il progetto “Green Revolution”. Protagonista assoluta sia nel 2004 di”KItakkat” a cura Di Gianluca Marziani_Galleria Stop.Sistema Creativo _Roma e poi nel 2005 con La “Svernissage” A cura di Antonio Arévalo_Galleria Studio Fontane_Viterbo_testi in catalogo di Vittoria Biasi e Antonio Arévalo. come in  “Message in a bubble”_a cura di Micol di Veroli_Dora Diamanti arte contemporanea_Rome. Sperimentando persino il campo discografico, la ritroviamo in due compilation musicali con la canzone “T’aggià scassà ‘o sanghe”: Madrenalina a cura del museo Madre (progetto di Ciro Cacciola) e Cafè del Friariello prodotto dalla Graf editore e curato dal dj Gianni Simioli. Collabora inoltre con critici e curatori d’arte quali Julia Draganovic, Gianluca Marziani, Antonio Arévalo, Anita Pepe e Micol Di Veroli. Il percorso di Roxy in the box è oggi orientato verso l’investigazione di fotografia e video attraverso azioni performative non-live : vive davanti all’obiettivo come se eseguisse una performance  con taglio tonico e sguardo pittorico e di composizione che non abbandonerà mai. Pronta ancora una volta a svelare ciò che resta inside or outside  the box.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO // parte seconda // operette morali

Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Promosso e sostenuto da FLASHBACK_L’Arte è tutta Contemporanea_