flashback art class

flashback art class

lezioni di storia dell’arte ‘tutta contemporanea’

la costante contemporaneità dell’opera d’arte è lo spunto dal quale partono e si sviluppano le flashback art class. Partendo dal claim della manifestazione, flashback ha organizzato una serie di lezioni di storia dell’arte in collaborazione con storici e critici d’arte per indagare l’opera e il suo storytelling come oggetto vivente in un orizzonte atemporale.

Che cos’è nuovo? Che cos’è radicale?
Come si relaziona un’opera d’arte efficace e rivoluzionaria con il contesto a cui appartiene?
Da Caravaggio a Pollock, da Masaccio a Fellini, le lezioni di storia dell’arte di Christian Caliandro si sono concentrate sullo scarto che il capolavoro è e costruisce rispetto alla realtà.

 

Opera Viva Barriera di Milano 2018

Piazza Bottesini, Torino 2018

un progetto di Alessandro Bulgini
a cura di Christian Caliandro

Lucia Veronesi, Laboratorio Saccardi, Irene Pittatore, Virginia Zanetti, Francesca Sandroni, Alessandro Bulgini

Nel 2013 nasce il progetto flashback è Opera Viva con il quale l’artista Alessandro Bulgini dichiara la manifestazione e tutti i capolavori presenti Opera Viva. Nel 2014 il progetto si inoltra anche in periferia con la curatela di Christian Caliandro.

Un manifesto di sei metri per tre nella rotonda di Piazza Bottesini a Torino nel cuore di Barriera di Milano; sei artisti che, mese dopo mese, presentano le loro opere; sei opere che si traducono in un manifesto simil-pubblicitario il quale nega il linguaggio della pubblicità nel momento stesso in cui lo usa e che trasforma gli spettatori – residenti, visitatori, automobilisti, passanti, curiosi – in esploratori di un’altra dimensione, di una zona che a sua volta funziona secondo le regole e i valori di un mondo sconosciuto; sei manifesti (insieme a tutti i frammenti di vita raccolti nei sei mesi precedenti) riuniti in un’unica mostra per raccontare ancora una volta questa finestra aperta sul mondo e per il mondo: questo è il progetto.

É attraverso questa operazione lunga sei mesi, che flashback collega zone diverse della città di Torino e zone temporali differenti (l’antico, il moderno, il contemporaneo nel suo farsi): nella convinzione che l’arte debba uscire dagli spazi istituzionali, scendere per strada, inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, integrarsi felicemente nella dimensione dell’esistenza quotidiana.

Nell’edizione 2018 di Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto ha seguito il tema della VI edi- zione di flashback ispirandosi al romanzo di fantascienza Le rive di un altro mare dello scrittore antropologo Chad Oliver. Il fil rouge è, come per la fiera, la ‘diversità’: diversità culturale, diversità identitaria, diversità interpretativa. Diversità come ricchezza dunque e non come ostacolo, come ampiezza di sguardo e non come barriera, come allargamento dell’orizzonte e non come sua chiusura. Diversità come materia prima.

Quayola. Jardins d’Eté

Flashback video 2018

a cura di Federica Barletta

Jardins d’Eté è l’opera del giovane artista italiano Quayola: una video-installazione ad altissima risoluzione ispirata all’Impressionismo. Protagonista è l’uso sperimentale della tecnologia: fonti luminose, vento artificiale e macchine da presa creano le condizioni per filmare ciò che più si avvicina ai giardini di Chateau de Chaumont-sur-Loire dipinti da Monet. A seguito delle riprese una serie di operazioni di post produzione digitale – analisi computazionale del movimento, della composizione e degli schemi di colore – portano alla realizzazione di algoritmi che restituiscono un lavoro immersivo. Approdiamo quindi sulle rive di un altro tempo, in cui con strumenti e linguaggi contemporanei, costruiamo la memoria di ciò che siamo stati e le basi di ciò che saremo. Davanti all’opera di Quayola il tempo perde il suo significato, viene in qualche modo sospeso, esattamente come avviene al protagonista di Chad Oliver quando si trova sotto il cielo d’Africa. Testimonianza questa di quanto non possa esistere la morte di nessuna opera d’arte.

flashback video

Quayola. Jardins d’Eté
a cura di Federica Barletta

Jardins d’Été è l’opera del giovane artista italiano Quayola, nato nel 1982. Il lavoro consiste in una serie di video-installazioni ad altissima risoluzione ispirati all’Impressionismo. Protagonista è l’uso sperimentale della tecnologia: fonti luminose, vento artificiale e macchine da presa creano le condizioni per filmare ciò che più si avvicina ai giardini di Chateau de Chaumont-sur-Loire dipinti da Monet.
A seguito delle riprese una serie di operazioni di post produzione digitale – analisi computazionale del movimento, della composizione e degli schemi di colore – portano alla realizzazione di algoritmi che restituiscono un lavoro immersivo. Approdiamo quindi sulle rive di un altro tempo, in cui con strumenti e linguaggi contemporanei costruiamo la memoria di ciò che siamo stati e le basi di ciò che saremo. Davanti all’opera di Quayola il tempo perde il suo significato, viene in qualche modo sospeso, esattamente come avviene al protagonista di Chad Oliver quando si trova sotto il cielo d’Africa. Testimonianza questa di quanto non possa esistere la morte di nessuna opera d’arte.
Non è puro citazionismo quello di Quayola, esistono punti di tangenza. Il primo è la ricerca di una traduzione dell’impressione in immagine e visione. In questo processo l’elemento della luce è imprescindibile tanto per Monet quanto per Quayola.
Se per per il primo è uno stimolo emotivo al fine della trasposizione della sensazione, nel secondo diventa stimolo meccanico necessario alla camera per la registrazione di un dato che non è emotivo bensì digitale.
Il secondo punto è la necessità di svolgere l’atto creativo en plein air, entrando quindi in contatto con la natura, per interpretarne e tradurne i mutamenti profondi. Nel caso di Monet il luogo deputato alla creazione artistica è il giardino illuminato dal sole in cui l’artista attende e partecipa. Il ruolo si rovescia invece nell’esperienza di carattere immersivo che offre il lavoro di Quayola; non è più il pittore a vivere l’esperienza en plein air, ma il fruitore. Il luogo dei fiori diventa un set di carattere cinematografico in cui le luci sono settate da regimi tecnici.
Ne consegue una terza riflessione, se infatti la tela impressionista racchiude il momento di una precisa atmosfera, Quayola invece elabora una serie di istanti sintetizzandoli digitalmente in un movimento fluido, in cui l’arcano della natura si esprime attraverso quello che chiama dipinto algoritmo.
Cosa condividono dunque questi due processi apparentemente così simili?
Diventa complesso indagare il vero rapporto che intercorre tra di essi. Possiamo affermare che questi fiori condividono un’immagine di fluidità e armonie estetizzanti sebbene le loro radici affondino in terreni differenti. C’è però qualcosa che possiamo affermare con certezza: il lavoro di Quayola è un esempio lampante di quanto il bacino pressoché infinito della storia dell’arte sia ancora linfa generatrice che nutre l’arte contemporanea.

prodotto da Ncontemporary
in kind partner bitforms gallery (New York), Barco, Fast Events

 

Mixing words

Flashback talk 2018

Sono giunti alla VI edizione i talk di flashback che hanno come caratteristica principale l’analisi temporale dei fenomeni culturali e artistici. Nel 2018 si è cercato di fondere le differenze, contestualizzando gli argomenti nel tempo ma decontestualizzandoli per capirne il reale “peso specifico” e il valore atemporale di ciascuno.

giovedì 1 novembre

h. 11, 15 / principali questioni legali relative alla circolazione di opere d’arte
il mercato dell’arte non è mai stato così ampio, sia in termini di valore economico che di confini geografici, ma anche di norme e leggi con cui il collezionista, l’artista e il gallerista devono necessariamente confrontarsi.
relatori: Vanessa Carioggia (Galleria d’arte Casa d’Aste Sant’Agostino), Francesco Fabris (avvocato ArtLawyers.legal), Simone Morabito (avvocato ArtLawyers.legal), Remo Morone (notaio)

h. 15 / un’altra sponda del mare. Da Artemisia a @iGirls, il ruolo della donna nell’arte
dalla donna ‘soggetto dell’arte’ alla ‘donna artista’: la storia, le radici e il contesto socio-culturale dell’arte contemporanea polacca, che vede le donne come protagoniste, nel paesaggio globale del post-femminismo.
relatori: Patrizia Bottallo (curatrice), Francesca Sandroni (artista), Tea Taramino (artista), Agnieszka Zakrzewicz (giornalista)
moderatore: Roberto Mastroianni (filosofo/philosopher)

h. 16,30 / Italia/Catai/Italia. la seta dall’antichità agli stilisti contemporanei
il racconto del raffinato e intricato intreccio che lega l’Italia, ma in generale l’Europa, con il magico e misterioso Oriente che si estendeva dalla Persia al Catai allo sconosciuto Giappone. Un percorso geografico e temporale che collega l’antichità alla contemporaneità degli stilisti.
relatori: Gianluca Bovenzi (studioso dei tessili e dei ricami), Monica Bruno (co-curatrice di Iconica)

h. 18 / dietro l’opera d’arte – i servizi di wealth management
il mercato, la tutela del patrimonio artistico e passaggio generazionale.
relatori: Edoardi Bosi (head of art advisory), Valter De Franceschi (head of fiduciary services)

venerdì 2 novembre

h. 16,30 / LA STAMPA introduce “temporalità nell’arte: confini in dialogo
relatori: Arturo Galansino (direttore generale Fondazione Palazzo Strozzi), Thomas Marks (direttore Apollo Magazine)
moderatore: Luca Ferrua (Caporedattore La Stampa)

sabato 3 novembre

h. 15 / LA STAMPA introduce “la diversità come materia prima: opera viva barriera di milano”
relatori: Alessandro Bulgini (artista), Christian Caliandro (critico e storico dell’arte), Irene Pittatore (artista)
moderatore: Luca Ferrua (Caporedattore La Stampa)

h. 16,30 / andare oltre. Gli studi d’artista e i luoghi di produzione dell’arte
‘andare oltre’: questa è la parola d’ordine del progetto Studi d’Artista. I luoghi di produzione dell’arte che ha coinvolto, in tre edizioni, 72 studi, 90 artisti e 14 gallerie, attraverso un excursus nell’arte contemporanea torinese che ha indagato aree diverse del territorio urbano evidenziando differenze e peculiarità. Un inconsueto viaggio tra gli atelier cittadini per offrire al pubblico l’esperienza culturale di vivere il backstagedella creazione artistica.

relatori: Stefania Dassi (ideatrice del progetto, Segretariato regiornale del MiBAC per il Piemonte), Carlo Gloria (artista fotografo), Francesca Leon (Assessora alla Cultura della Città di Torino), Gennaro Miccio (Direttore del Segretariato regionale del MiBAC per il Piemonte), Silvia Reichenbach (artista fotografa), Nicolò Taglia (artista fotografo), Carla Testore (giornalista e critico d’arte).
moderatore: Liana Pastorin (giornalista)

domenica 4 novembre

h. 15 / LA STAMPA introduce “da comunità a comunità: nuova vita per lo spazio dedicato al culto
relatori: Luca Ferrua (Caporedattore La Stampa), Francesco Novelli (Dipartimento architettura e design Politecnico di Torino)

h. 16,30 / Nella Marchesini: un’artista del Novecento
dal 1920 al 1953 Nella Marchesini ha dedicato la sua vita alla pittura. Prima allieva di Felice Casorati, amica di Carlo Levi, Piero Gobetti e Ada Prospero, moglie del pittore Ugo Malvano, il suo è un percorso esemplare nella storia ancora poco nota delle artiste italiane del Novecento. Gli autori del suo Catalogo generale ne rileggono i passaggi salienti, attraverso i dipinti e alla luce degli studi aggiornati.
relatori / speakers: Giorgina Bertolino, Alessandro Botta

h. 18 / dietro l’opera d’arte. I nuovi servizi di art advisory
i servizi dedicati alla gestione, ottimizzazione e valorizzazione del patrimonio artistico.
relatori: Edoardo Bosi (Azimut head of art advisory), Paolo Ceroni (manager Azimut)

flashback storytelling 2018

mixing stories

Il progetto, giunto al sesto anno, promuove, attraverso la narrazione, la sensibilizzazione e il coinvolgimento diretto e attivo del pubblico; una chiave innovativa di avvicinamento e di stimolo del senso critico volto a incrementare l’interesse e l’attenzione verso l’arte con le sue accezioni culturali, politiche ed economiche. Le visite guidate, scegliendo specifiche opere, artisti o linguaggi espressivi, costruiscono un’interazione breve e immediata, veri e propri flashback su storia e curiosità suggerite dalle opere in mostra.

flashback sound 2018

flashback sound è il ricco e vivace palinsesto dedicato alla musica che spazia tra passato epresente e che quest’anno si è concetrato sulla mixité di linguaggi: musicalità che appartengono a diversi retaggi, diverse matrici compositive, sono state mescolate con lo scopo di mettere sul palco nuove forme di dialogo e confronto tra tipologie di musica differenti.

art lounge room
a cura di Andrea Vailati Canta

Il 31 ottobre flashback ha consegnato le chiavi dell’art lounge alle sonorità deep, più profonde e cupe, mescolate ai suoni funky, dolci e avvolgenti, e alla techno più dura; l’atmosfera era in mano alle suggestioni della musica elettronica di Stefano Prezioso, SINGS e Niko Favata, gli ultimi due erano appena rientrati in Italia dopo l’ADE (Amsterdam Dance Event 2018).

Il format è stato quello dei live dai locali caldaie che negli anni ha saputo assumere sempre più spessore e autenticità e in cui il pubblico diventa parte integrante della live performance.

Kenöpsia / Stefano Prezioso e Andrea Vailati Canta (Sunup Records)
Stefano e Andrea avviano il progetto Kenöpsia nel 2016 che, in poco tempo, è stato il protagonista di importanti festival musicali come la Street Parade di Milano e il Sun Up di Crema dove hanno condiviso la consolle con dj del calibro di Magdalena, Lehar, Pisetzky e Giorgia Angiuli, per citarne alcuni.Nel 2018, massimo compimento del loro sodalizio, fondano l’etichetta discografica Sunup Records.

SINGS (Sunup Records)
Avvicinatosi alla produzione musicale appena ventenne, le tracce di SINGS sono caratterizzate da una melodia emozionale e romantica dove l’influenza di strumenti etnici è preponderante. Il suo è un approccio ingegneristico al suono fatto di concentrazione, studio e lavoro quotidiano, alla costante ricerca di miglioramento tra dischi, software e strumenti musicali.

Niko Favata (Expatriate Records)
Niko Favata fonda Expatriate Records nel 2013 con la precisa volontà di avviare la propria produzione musicale: il successo di critica e pubblico non tarda a arrivare e ben presto l’etichetta si amplia con l’inserimento nuovi artisti, dj e producer, con cui negli anni sono stati ottenuti grandi risultati nei migliori club e festival di musica elettronica italiani e internazionali.

mixing sounds
a cura di Mauro Battisti

Anais Drago (violino, loop station)
Classe ’93, violinista eclettica dal curriculum invidiabile, Anais Drago proietta in modo personale i suoni del folk, del jazz e del pop tra gli spazi di flashback. Magnifica improvvisatrice e virtuoso del suo strumento, l’artista prenderà ispirazione dalle opere e dagli oggetti in esposizione per un’avventura musicale di grande fascino e suggestione.

DA-JAXX / Diego Borotti (sax tenore, Akai pro Ewi) e Marcello Picchioni (piano, synth, drums programming)
Samples analogici, suoni sintetizzati, ritmiche hip-hop e tutta l’intensità e la freschezza dell’improvvisazione jazz, questo è DA-JAXX. Una sfida alla mixitè musicale da parte di due splendidi artisti che, condividendo lo stesso background blues, soul, r&b e mainstream jazz, danno vita con questo nuovo progetto a panorami acustico-elettronici raffinati e coinvolgenti.

L.I.M.A 2 /  Simone Bellavia (basso elettrico, contrabbasso, loop station, elettronica) e Toti Canzoneri (flauto, cajon, percussioni, tastiere)
L..I.M.A., la storica world-jam che da 18 anni anima settimanalmente gli spazi del cafè des arts di Torino, è approdata sulle rive di flashback 2018 in una veste insolita. Il suo geniale creatore, Toti Canzoneri, e lo spettacolare bassista Simone Bellavia ridisegnano con maestria un percorso musicale fondato sull’improvvisazione senza confini di genere. Dall’afro al rock, dai ritmi psichedelici alle radici del flamenco, con strumenti acustici ed elettrici e con l’ausilio di effetti elettronici, i due musicisti rivelano in modo avvincente la chiave di una musica in continua trasformazione.

AC/DS / Alessandro Chiappetta (chitarra elettrica) e Donato Stolfi (batteria)
Batteria e chitarra, una formazione originale, frutto dell’incontro tra due formidabili musicisti che hanno da sempre ricercato la contaminazione e la riconversione dei linguaggi. AC/DS è un duo ad “alto voltaggio” musicale che propone in modo audace e senza riserve un viaggio esaltante tra sonorità rock, pop, world e jazz.

ADD
performance di Francesca Sandroni

Il progetto ADD, aggiunge, somma, tende a sovrapporre elementi, culture, stili, linguaggi diversi, creando una stratificazione sonora attraverso il campionamento di lavori prodotti da oggetti simbolici. La performance sonora come atto ludico estemporaneo di contatto e di interazione con l’altro: la partecipazione attiva che cambia la narrazione, il flusso ordinario della vita. Una sorta di sinfonia volgare, un “voodoo sonoro” nel quale siamo stati tutti coinvolti, responsabili, in assoluta dissonanza armonica.

Tesori sommersi. la città, spazio libero, galleria di meraviglie

Flashback lab 2018

a cura di Mariachiara Guerra

Tesori sommersi. la città: spazio libero, galleria di meraviglie, il progetto didattico, per le scuole, per le famiglie e per i gruppi di cittadini, nasce dalla collaborazione di Atelier Héritage e flashback, nella volontà di ampliare e raccontare le riflessioni sul tema della fruizione dell’arte come esperienza culturale di consapevolezza e cittadinanza. Dal collezionismo d’arte, alla collezione come gesto di cura dello spazio urbano, tesori sommersi è costruito come percorso di conoscenza dell’arte, antica, moderna e contemporanea, che si radica e connette con la storia urbana e con il territorio, nell’ambizione di fornire ai partecipanti una cassetta degli attrezzi che li aiuti a riconoscere labellezza, nei luoghi del quotidiano. Questo processo di conoscenza si configura come gesto libero,soprattutto se collocato nello spazio pubblico, soprattutto se agito da parte dei nuovi cittadini, nuovi per età o per cittadinanza.

Il percorso didattico, che ha coinvolto da novembre a maggio oltre 250 studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado, è iniziato con la visita alle opere realizzate da Alessandro Bulgini, nei quartieri di Aurora e Barriera di Milano, è passato per Palazzo Madama e le gallerie per poi concludersi con un laboratorio tematico che si è svolto all’interno di flashback. I contenuti interdisciplinari sono anche stati ripresi ed elaborati attraverso un’attività laboratoriale nelle rispettive classi. In questa edizione, è stata realizzata anche un’attività speciale per le famiglie e per i Gramps, i nonni che collaborano con i l progetto Atelier Héritage nei quartieri di Barriera di Milano e San Donato.

Alessandro Bulgini “Accesso Libero al Mare”

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2018

presenta

Alessandro Bulgini
 ACCESSO LIBERO AL MARE (2018) 

Inaugurazione 17 ottobre ore 18,30

Piazza Bottesini, Torino

Con il sesto e ultimo manifesto si completa l’edizione 2018 di Opera Viva Barriera di Milano, progetto ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e dedicato quest’anno – come Flashback che lo sostiene – al tema della diversità, della mixité sociale, culturale e temporale.

“L’immagine di Bulgini inquadra un angolo urbano di Barriera di Milano, e una serie di ante di armadio piuttosto malridotte, appoggiate al muro di mattoni: su tre di queste, una scena marina d’antan, con velieri, onde e marinai sulla costa, seduti a chiacchierare e a raccontarsi storie. A tagliare orizzontalmente il manifesto, un nastro rosso (posizionato sulla linea di demarcazione dell’opera viva che caratterizza la ricerca dell’artista, e che dà il titolo all’intero progetto) indica l’accesso libero al mare come diritto fondamentale e inalienabile. Che senso ha segnalarlo proprio in Barriera di Milano a Torino, in un luogo molto molto lontano (fisicamente e spiritualmente) dal mare e dai mari italiani? In questo risiede la diversità che dà il senso a tutta la sequenza di opere e manifesti che ci hanno accompagnato da maggio fin qui. In questo caso, il mare e l’accesso libero a esso diventano una possibilità estrema, la capacità di capovolgere il punto di vista e di ricreare una realtà laddove esistono solo indicazioni, semi, potenzialità, immaginazioni: che è poi il significato dell’arte di ogni epoca. Così un’anta, una semplice anta può diventare in un istante una finestra aperta su un altro mondo, su un’altra dimensione.” C. Caliandro

Bulgini ci regala una porta di accesso al mare e dal mare, un mare liberato, un passaggio verso l’altrove. L’Opera Viva, la linea di galleggiamento delle barche, il nastro rosso, è la demarcazione, il confine che ci divide da ciò che vive in un altro luogo e in altro tempo. Il passaggio verso la libertà implica il superamento della barriera per conquistare il nostro accesso al mare.

L’opera è viva dunque nella sua parte meno accessibile, una parte che va indagata volontariamente lanciando lo sguardo oltre l’orizzonte. E’ lì che vive l’opera e che la vita si dispiega, lì dove si mescolano le carte, sulle rive di un altro mare, dove i marinai raccontano e le storie si confondono, dove il tempo e le differenze sono sospese ma l’accesso al mare sa di libertà.

 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Rotatoria di piazza Bottesini – Torino
6° artista – Alessandro Bulgini – 17 ottobre – 11 novembre 2018
Inaugurazione 17 ottobre ore 18,30

Flashback, l’arte è tutta contemporanea
1 / 4 novembre 2018 h. 11/20
Pala Alpitour, Torino

Ufficio Stampa Emanuela Bernascone
m. +39 335 256829
info@emanuelabernascone.com
www.emanuelabernascone.com

flashback exhibition 2018

Francesco Valeri
Le rive di un altro mare
live painting

Francesco Valeri, Porto San Giorgio 1979 detto ‘Lu FRA’, è stato uno degli artisti chiamati a interpretare questa sesta edizione di flashback dedicata all’antropologia fantascientifica, all’incontro tra mondi, al contatto tra diversi. Il lavoro di Francesco Valeri ha come componente caratteristica il colore fortemente evocativo e il segno a metà strada tra naïf e caricatura, tra passato e futuro. Le sue figure hanno un tocco africano, il continente al quale è legato da sempre. La sua espressione artistica è di carattere popolare ed è rivolta al popolo, che a sua volta ne è il soggetto. La sua curiosità di conoscere l’altro lo porta in giro per il mondo; la pittura e la fotografia lo accompagnano.

L’immagine rappresenta un contesto senza tempo, sospeso e in bilico tra passato e futuro, tra nuovo e antico, due personaggi appartenenti a tradizioni e a identità diverse stabiliscono un contatto, un incontro fatto di strani strumenti: una lampadina infatti fuoriesce dall’orecchio dell’ “occidentale”, mentre la mazza-scettro dell’ “indigeno” gli solletica la guancia. In che mondo siamo? Il segno di Valeri ci dice che – tra Picasso e i graffiti – il ruolo e la funzione dell’arte è proprio quello di scavalcare e attraversare le dimensioni spazio temporali, di intersecare e collegare i livelli e di riattivare il ‘meccanismo del pensiero’. In questo universo saturo e colorato, ogni opzione diventa improvvisamente possibile se rimaniamo aperti e disponibili. Così ogni epoca è di fatto presente ed è di nuovo possibile oggi – come in altri momenti della nostra storia – connettere in profondità zone temporali differenti: l’antico, il moderno, il contemporaneo nel suo farsi.

Per flashback ha realizzato live Le rive di un altro mare: un wall painting di più di 60mq eseguito in diretta durante i giorni della fiera, che ha abbracciato la manifestazione catapultandola in una dimensione al di là del tempo.


Tony Matelli
The Wanderer, Hunter and Reverie
courtesy Gian Enzo Sperone

Tre figure a grandezza naturale, sono collocate su piedistalli modellati in alcuni casi come rocce, in altri come tronchi d’albero. Intorno alle sculture, le pareti sono decorate con carta da parati con motivi marini: un’immagine fotografica digitalizzata di onde che si sciolgono nell’orizzonte.

Tony Matelli cancella la realtà e apre un mondo immaginario situato in un posto molto, molto lontano, su le rive di un altro mare.

E così, come i naufraghi sopravvissuti su un’isola di sogni, siamo anche noi invitati a dedicarci alle nostre paure, ansie, sentimenti di abbandono, ma anche alla curiosità e al senso del mistero. Le tre figure, tutti autoritratti dell’artista americano, presentano caratteristiche quasi grottesche, forse a rappresentare il modo in cui quelle emozioni stanno affollando la mente dell’artista. In tutti i personaggi si respira un gioco fatto di impulsi contraddittori, gli stessi impulsi, le stesse paure e la stessa curiosità che scaturiscono dal viaggio alla scoperta dell’altro e dell’altrove.

In Wanderer (il vagabondo) l’artista impersona un esploratore che viaggia con un lungo bastone, accompagnato da tre scimmie, e anche se l’insieme sembra più adatto alla vita di città, forse è proprio il nuovo equipaggiamento quello che ci serve per immaginare un nuovo mondo. Reverie (il sognatore) rappresenta un personaggio apparentemente spensierato, vestito da allenamento con i calzini bianchi, suona una piccola chitarra. È come se tutti i dilemmi sollevati fossero svaniti in un momento di rilassamento. Ma l’albero dietro la figura e la corda che pende da un ramo dietro il collo della figura simboleggiano le paure sempre in agguato. In Hunter (il cacciatore) Matelli diventa un improbabile cacciatore, armato di una sola corda e con indumenti solo apparentemente inappropriati. È come se il tessuto mimetico, perfetto per nascondersi tra le foglie, fosse stato soppiantato da una fantastica uniforme perfetta per vagabondare nel territorio dei sogni. Il viso porta l’espressione sbalordita di chi ha appena sentito un odore misterioso, a metà strada tra repulsione e attrazione, tra la paura di scoprire una spiacevole sorpresa e il desiderio di incontrare qualcosa di nuovo.

Tutti personaggi, tutti naufraghi, tutti a rappresentare il contrasto e il confronto tra paura e curiosità, tra smarrimento e desiderio di conoscenza, tutte visioni e sentimenti nati dal viaggio alla scoperta dell’altro e dell’altrove.

Tony Matelli (1971 Chicago, Illinois) è uno scultore americano che appartiene alla scuola di scultura realista. Noto al grande pubblico per la scultura Sleepwalker ha esposto nei più grandi musei al mondo come il Palais de Tokyo di Parigi e l’Hermitage di San Pietroburgo e con importanti gallerie internazionali come Marlborough Gallery, Andréhn-Schiptjenko, Gary Tatintsian e Perrotin.