#OGNIMAREÈRAMINGO#

Flashback video 2019

In perfetta armonia con il tema di questa edizione, il collettivo di arti audiovisive Ramingo composto da Tommaso Magnano, Diego Berré e Antonio Cavicchioni, presenta a Flashback #ognimareèramingo#, un progetto multimediale costituito da due opere del loro percorso di ricerca audiovisiva, progetto che documenta le derive dell’arte nel mare magnum dei mass-media. 
Insieme alla proiezione de “L’inganno dell’arte – Angelo Froglia e altre storie”, film documentario (n.d.r. Angelo Froglia è l’artista livornese che realizzò nel 1984 due delle tre false teste di Modigliani) che racconta la genesi del progetto, Ramingo presenta la videoinstallazione “3”, un’opera formulata tramite una sorta di procedimento alchemico. Tre elementi apparentemente distanti trovano nuova vita attraverso un confronto diretto e grazie all’utilizzo, come legante, del loro comune denominatore espresso, l’Errare. 

Tutti i giorni >> @ Stand 41 
“3” 
Video installazione 2019 > 9’00’’ (3 loop) 
Rivara, Torino > Franz Paludetto è un noto gallerista conosciuto per il suo essere controcorrente, tant’è vero che ha deciso di conservare la sua collezione nell’antico castello di Rivara, nella provincia canavese, che oggi è Museo d’Arte Contemporanea. Barriera di Milano e Aurora, Torino > situati nella periferia nord di Torino, sono storici quartieri operai di inizio Novecento, interessati da importanti ondate migratorie, prima dal sud Italia e negli ultimi decenni da ogni parte del mondo. Imperia > Grock (Charles Adrien Wettach 1880-1959), è stato la prima vera star dello showbiz. La storia di un pagliaccio diventato re è testimoniata dalla sua bizzarra villa ad Imperia, oggi Museo del Clown.

2 Novembre h 16.30 >> @ Art square 
L’inganno dell’arte – Angelo Froglia e altre storie 
Proiezione di Tommaso Magnano /Ramingo* 
Film documentario 55’ HD Ita subEng 2018 
Un ritratto postumo che comprende vita e opere, ugualmente audaci, di un artista controverso ed emarginato, una vita tanto intensa e deflagrante quanto breve e dolorosa. Ricordato dai più come un portuale con l’hobby della pittura, un dilettante, un tossico, uno sbandato, Angelo Froglia trascorre un’esistenza spregiudicata, maledetta, sempre nell’ombra, tra laboratori d’arte, lotte politiche, carceri di massima sicurezza, droghe e grandi amori: un vortice di distruzione che coinvolge chiunque gli si avvicini. Muore sieropositivo nel gennaio del 1997, lasciando una grande produzione non solo pittorica. Una storia misconosciuta, raccontata dalle voci dei pochi che gli furono vicini e ricostruita attraverso scritti, dipinti e filmati originali dell’artista, oltre ai materiali d’archivio stampa e video dell’epoca, per cercare di rendere giustizia a una figura profonda, complessa e ancora controversa. Un urlo di libertà, violento, provocatorio, intransigente, lanciato da un angolo della provincia italiana e rivolto al mondo intero.

Parole Nomadi

Flashback talk 2019

Anche in questa edizione non mancheranno gli appuntamenti di Flashback talk: lo spazio riservato all’approfondimento e all’analisi dei fenomeni artistici, un salotto dedicato alla divulgazione e alla lucida divagazione, con ospiti ed esperti che, muovendosi dal tema degli Erranti, dialogheranno e si interrogheranno sulla natura nomade dell’arte e sul suo potere di superare confini e barriere per altri versi invalicabili.

>> Venerdì 1 novembre 2019

Fabio Cammarata. Errando e Progettando > h 11.30
A cura di Iconica
Nell’arte del gioiello, “errare” attraverso la sperimentazione porta a risultati spesso inattesi e dagli effetti estetici e fisici inusuali ed eterogenei. Dice Fabio Cammarata: “ … La sperimentazione persegue, come la progettazione, un modus operandi fatto di regole ben precise ma i cui effetti finali sono spesso sorprendenti e diversi tra loro. Ecco il perché spesso i miei gioielli sembrano appartenere a mani che hanno lavorato con “occhi” differenti…”.
>> Fabio Cammarata (Designer), Monica Bruno (Iconica)

Homme canette > h 15
Il riciclaggio poetico dei materiali abbandonati dal consumo contemporaneo.
>> Cristina Pistoletto (artista), Eddy Ekete (artista), Simona Amelotti (MetaCritikVision). Modera: Fabio Vito Lacertosa (musicista e critico)

“GIACOMO BALLA. Nato Torino. Pittore futurista (La magia caleidoscopica di Casa Balla)” > h 17
Giacomo Balla, futurismo futuribile: vagabondaggi tra reale e virtuale.
La casa di Balla – ai Parioli fino al 1926, poi al quartiere Delle Vittorie – si presenta sempre come una fucina dove inventare, progettare e realizzare oggetti utili al lavoro ma anche belli e magici.
>> Patrizia Balla (erede Giacomo Balla), Vittorio Balla (erede Giacomo Balla), Elena Gigli (Responsabile dell’Archivio Gigli per l’opera di Giacomo Balla), Edoardo Bosi (responsabile Art Advisor di Azimut Capital Management),Alessandro Guerrini (amministratore delegato di Art Defender)

>> Sabato 2 novembre 2019

Mario Davico 1920-2010 > h 11.30
A cura di Pino Mantovani
Testi di Flaminio Gualdoni, Cristina Valota, Franco Fanelli, Riccardo Cavallo
Nella zona franca intellettuale ed esistenziale dello studio, la pittura sola conta, oltre ogni circostanza, ogni nominalismo possibile, ogni accidente mondano. Tutta la vita di Davico si concentra sulla pittura, che l’artista vorrebbe “assoluta”, una pittura che non ammette limitazioni, restrizioni o condizioni, la cui esistenza non dipende da nient’altro, neanche dal tempo, ma sussiste di per sè ‘perfetta’. 
Presentazione della monografia edita da Umberto Allemandi 
>> Pino Mantovani, Franco Fanelli e Andrea Balzola

Arti decorative e Art Design. Passi nel tempo tra Unicità e Serialità > h 15
Arte o design? Arte e design. Un duplice ribaltamento prospettico: all’origine le arti decorative nella loro unicità poi il design novecentesco dove la questione centrale era la riproducibilità, la serialità per l’industria, oggi si verifica il ritorno alla ricerca del “fuori serie”, si marca sempre di più l’ibridazione con l’Arte. Il risultato è una nuova pratica in cui si assiste, per riprendere Coles, a una “rinegoziazione” dei tradizionali confini disciplinari. 
>> Davide e Gabriele Adriano (Adriano Design) > Vanessa Carioggia (Casa d’Aste Sant’Agostino) > Roberta Verteramo (Art designer). Modera: Davide Alaimo (architetto, critico e storico del design dell’architettura) 

Fake, plagi e falsi d’autore > h 15
Conseguenze e curiosità di fingere il vero.
>> Luca Ferrua (La Stampa), Gipo Di Napoli (Bandakadabra), Roberto Mastroianni (filosofo e Presidente Museo Diffuso della Resistenza)

>> Domenica 3 novembre 2019

Esercizi di sguardo. Cultura e percezione del quotidiano > h 11.30
Lo sguardo si modella su costrutti culturali e storici che plasmano la percezione del paesaggio, della quotidianità, dello spazio e dell’arte. E gli artisti hanno un importante ruolo nel disvelare, in ogni epoca, un orizzonte ancora invisibile ai più, ma indispensabile per immaginare le dimensioni del futuro.
>> Luca Dal Pozzolo (Direttore Osservatorio Culturale del Piemonte), Michela Casavola (Critico d’arte) 

Opera Viva Barriera di Milano & Gli Erranti > h 15
Dai fuochi d’artificio disegnati a una suora e un diavoletto in pullman, dai cani a spasso tra le rovine di un castello turco alla dichiarazione di un amore precario e immortale, fino “sculture solari per naufraghi”: quest’anno i cinque manifesti di Opera Viva Barriera di Milano allestiti nella rotonda di piazza Bottesini si sono confrontati con gli Erranti di Flashback, con il vagabondaggio nel tempo, nello spazio e nei sentimenti. Ne parleranno, con l’ideatore del progetto Alessandro Bulgini e con il curatore Christian Caliandro, due protagoniste di questa edizione: Emanuela Barilozzi Caruso e Laura Cionci.
>> Alessandro Bulgini, Christian Caliandro, Emanuela Barilozzi Caruso, Laura Cionci 

Hommes canette Eddy Ekete > h 16
Con la partecipazione di Vincent Lebubura Nzau
Presentato da CasaBottega
Un Golem generato da una volontà di potenza, deambula, balla e si muove in un clangore di suoni metallici con un ritmo gioioso e festivo. “L’Homme canette” è il riciclaggio poetico dei materiali abbandonati dal consumo contemporaneo con un riferimento alla cultura ancestrale africana.

Sinoptica

a cura di Scuola Holden

L’arte è una storia infinita e, seppure a secoli di distanza, ancora illumina e rappresenta l’esperienza umana. Illimitati sono anche i modi per raccontarla: per questo quattro allievi della Scuola Holden si sono lasciati ispirare da alcune opere presentate in fiera e ci hanno intessuto intorno una storia. L’obiettivo è avvicinare il pubblico alle opere d’arte attraverso un percorso inedito e multidisciplinare. Gli studenti hanno usato parole, immagini, gesti o suoni per inventare le loro performance e tradurre in un linguaggio contemporaneo il messaggio lanciato secoli fa dagli artisti esposti. Il risultato che scoprirete a Flashback sarà una narrazione totalmente inedita, una nuova sorprendente chiave di lettura sull’arte.

31 ottobre > h 12.30
Jan Brueghel II e Pieter van Avont, Caretto & Occhinegro (Torino I)
Giulia Binando si concentra su un gesto che solo due pittori possono fare: raccogliere Gesù, Giuseppe e Maria in un momento d’angoscia e concitazione, la fuga, per posarli in un luogo impossibile e permettergli di riposare un po’.

1 novembre > h 12.30
Giorgio Vasari, Piacenti (Londra UK) 
Mariavittoria Salucci ricostruisce dai frammenti un’opera del Vasari e con un piccolo viaggio nel mondo della comunicazione ci accompagna a riscoprire la sorprendente persistenza dei nostri immaginari.

2 novembre > h 12.30
Luigi Russolo, Galleria Allegra Ravizza (Lugano CH, Milano I) 
Attraverso ascolti e letture, Davide Dichiara indaga il fertile confine che attraversa lo spazio tra musica e rumore.

3 novembre > h 12.30
Romano Alberti detto il Nero, Flavio Pozzallo (Oulx TO I)
Con la lettura di un inedito ispirato all’opera, Bianca Giacalone racconta un impossibile amore materno che trova espressione e compimento grazie a un atto creativo.

 

Nomadic sounds

a cura di Mauro Battisti e Ivan Bert

Flashback sound, lo spazio della fiera dedicato alla musica, quest’anno gioca sulla polisemia dei termini ‘errare’ – nel senso di ‘viaggiare’ ma anche ‘sbagliare’ – e ‘tempo’ – inteso come intervallo e ritmo. La scelta dei progetti sonori di Flashback sound si concentra su quella terra di confine tra improvvisazione e musica scritta, nelle più diverse declinazioni, con una propensione verso il jazz e il cross-over che ben si sposano con lo spirito di questa edizione. 

30 ottobre > h 18.30 (solo su invito) >> Nina Simmons
Davide Vizio > Live electronics
Jacopo Albini > Sax tenore, clarinetto
Dal jazz alla nu-black, dalla dub music alla musica etnica di tutti i continenti, le linee tematiche e le improvvisazioni di Jacopo Albini danzano calde sulle produzioni elettroniche groovy, ambient e ipnotiche di Davide Vizio.

Nina Simmons

31 ottobre > h 18.30 >> Onda Próxima
Gilson Silveira > Percuteria, voce
Nico Di Battista > Basso a 7 corde, voce
Due artisti eclettici e di grande sensibilità per un magico incontro tra Mediterraneo e Brasile: tropicalismo partenopeo, questo è il termine coniato appositamente da Silveira e Di Battista per una musica che mescola il lirismo mediterraneo ai vivaci colori ritmici sudamericani e il pathos, tutto napoletano, al mondo leggero e contagioso della musica brasiliana.

Onda Próxima

1 novembre > h 18.30 >> KALA
Gianni Denitto > sax alto, live electronics
Ricky Akasha > visual design
A conclusione del suo ultimo tour che ha toccato i quattro angoli del mondo, il sassofonista Gianni Denitto presenta “KALA”: uno spettacolare diario di bordo in cui i suoni della world music s’intrecciano con l’elettronica a formare un’accurata e seducente trama musicale che racconta di luoghi e di storie personali.

KALA

2 novembre > h 18.30 >> X-Moon
Ivan Bert > Tromba, tromba preparata, live electronics
Mauro Battisti > Basso, live electronics
Ricky Akasha > visual design
Cosa accade quando una spedizione diretta sulla luna si ritrova per errore tra panorami cosmici inattesi? Questo il viaggio immersivo di X-Moon: un messaggio nella bottiglia lanciato, tra space-rhythms e soundscapes psichedelici, da due speciali e involontari wanderers del tempo. 

X-Moon

Interminati spazi > Storie di universi urbani e pianeti diversi

Flashback lab 2019

a cura di Mariachiara Guerra

Interminati spazi > Storie di universi urbani e di pianeti diversi, nasce con la volontà di ampliare e raccontare le riflessioni sul tema della fruizione dell’Arte come esperienza culturale di consapevolezza e cittadinanza.
L’edizione 2019 > 2020 prende le mosse dal canto leopardiano “L’infinito”, di cui ricorre il secondo centenario, e dal cinquantesimo anniversario dell’allunaggio, portando i partecipanti a interrogarsi sul significato del ‘terminus’, il limite, inteso come punto di avvio della conoscenza e dell’esplorazione. Per questo motivo, nei giorni di Flashback, i partecipanti ai laboratori – studenti, famiglie e gramps -, contribuiranno a creare un’installazione collettiva, che trae ispirazione dal Voyager Golden Record, il disco per grammofono che, nel 1977, la NASA inserì nelle due sonde Voyager, con lo scopo di testimoniare il patrimonio culturale del mondo ad eventuali forme di vita fuori dal sistema solare. Questo oggetto, che contiene 115 immagini, suoni naturali e saluti in 55 lingue, è nato per vagare nell’universo, nella speranza di raggiungere la stella più vicina, esterna al sistema solare: da qui la scelta che racconta Flashback, evento nato per essere sintesi di culture e storie artistiche diverse, quest’anno dedicato proprio al tema dell’errare. L’arte e la città come espressione della democrazia e della libertà saranno dunque il tema della seconda fase di attività, in cui, come di consueto il progetto si radica e connette con la storia del territorio: nell’ambizione di fornire ai partecipanti una cassetta degli attrezzi che li aiuti a riconoscere la Bellezza, nei luoghi del quotidiano, dopo la tappa nella città contemporanea, attraverso il progetto Opera Viva > il Manifesto, in piazza Bottesini, nel quartiere Barriera di Milano, l’esplorazione continuerà con la visita al Museo della Resistenza e all’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”, enti del Polo del ‘900.

Sergio Cascavilla > The Wanderers

Sergio Cascavilla, installation view al Pala Alpitour

Sergio Cascavilla, Torino 1966, è uno degli artisti chiamati a interpretare questa settima edizione di Flashback. Il suo lavoro è sempre stato a cavallo tra ambiti diversi (ha anche disegnato per Alessi) e le sue sono opere coloratissime, vicine al fumetto, narrativamente surreali.
Questa visionarietà si è infilata dentro le trame astratte che si celano in ogni dove nella realtà; i colori, le linee e le campiture organiche e seduttive di colore, sono il frutto di un virtuosismo tecnico, sua caratteristica peculiare. Il concetto di astrazione dei lavori di Cascavilla viene contaminato da quello di decorazione, affermando la necessità di consumare un rapporto con l’ornamentazione. Le opere realizzate per Flashback sono nove, otto utilizzate per l’immagine di Flashback 2019 e un grande wall painting di 10x4mt che l’artista realizzerà al Pala Alpitour.

Eva Marisaldi > Hidetoshi Nagasawa

Eva Marisaldi, installation view a Flashback

Cambiando dimora: i passi nel tempo
a cura di Michela Casavola

Il lavoro ecclettico di Marisaldi dialogherà, in una ‘dimora altra’, con quello sotto alcuni aspetti ascetico e visionario di Nagasawa, in un inedito equilibrio spaziale e poetico. Due generazioni e due linguaggi differenti che si incontrano in un viaggio universale, uniti da una assonante tensione emotiva, in un accordo armonico dato da una comune leggerezza, eleganza e poetica dell’opera, da un vicino punto di vista estetico e sensibile. Il viaggio ha caratterizzato la vita e il lavoro dei due artisti in un modo significativo così come la curiosità per le scienze, la fisica e il mondo della natura.
Entrambi sono suggestionati dal trascorrere del tempo, dal motivo del viaggio e dalla sospensione temporale.

Hidetoshi Nagasawa, installation view a Flashback

Il viaggio è una costante nella vita e nella pratica artistica di Nagasawa che all’età di ventisei anni inizia il suo percorso in bicicletta verso l’Europa, durato un anno e mezzo, attraverso numerosi paesi del continente asiatico (Singapore, Pakistan, Iraq, Siria), fino alla Turchia, la Grecia e poi l’Italia. La ricerca di Nagasawa ci conduce a opere pervase dalla sensazione di leggerezza, di librazione nell’aria e di un andamento aereo. La grande opera Yugao-Jole (2005-2013) ne è un esempio. Nella versione presentata per Flashback a Torino la vediamo sospesa con cavi di acciaio dal soffitto. Qui domina la sua volumetrica geometria stellare.
E il movimento caratterizza anche la scultura aerea Surround, 2018, di Eva Marisaldi. Quest’opera sembra un’onda sospesa in alto che si dimena da una parete ad un’altra, ricordando la scia in movimento degli uccelli migratori di una cronofotografia. L’onda simula il viaggio degli uccelli orientati dalle stelle come punti cardinali, in volo anche di notte, dormendo, forse attratti dalla luminosità della stella in rame di Yugao-Jole. Anche per il video Cornucopia, 2005, realizzato insieme a Enrico Serotti, è offerta la possibilità di una esperienza percettiva di carattere visivo – sonoro. Il video è una animazione prodotta direttamente dal suono. Cioè è proprio il suono che genera l’immagine animata.


Cambiando dimora: i passi nel tempo è stata realizzata grazie al supporto di Art Defender Insurance, l’assicurazione dedicata in primo luogo alla tutela di opere d’arte, oggetti di antiquariato, design, auto d’epoca e beni di pregio che offre inoltre una vasta gamma di prodotti assicurativi per la persona.

Marco Gastini > Gli anni 80

Marco Gastini, Gli anni 80, a Flashback

In collaborazione con l’Archivio Gastini

A un anno dalla scomparsa, Flashback celebra in un’esposizione personale Marco Gastini (Torino, 1938 > 2018), uno dei nomi più apprezzati della pittura italiana legata alla materia.
Nelle opere in mostra, così come nel lessico dell’artista negli anni Ottanta, se ne osserva la matrice errante visibile nel subentrare dei materiali più disparati – la pergamena (Il peso della pelle, 1981; già esposta Städtische Galerie im Lenbachhaus a Monaco di Baviera e alla XL Esposizione biennale internazionale d’arte di Venezia, entrambe nel 1982); il vetro e i metalli, quali ferro (Retablo, 1986), rame e stagno – elementi organici come il carbone e i vegetali simili a carrube (Grande nero, 1982); il legno delle ciarlate e delle travi che sostengono i tetti delle case di montagna, delle cassette, delle traversine dei binari oppure delle tavole assemblate tridimensionalmente. 
L’impasto pittorico di questi lavori aumenta di complessità grazie a un acceso cromatismo, in cui è arduo riconoscere pigmenti e leganti, necessario per rendere possibile lo smarrimento dell’osservatore nell’ambiente e per permettere alla pittura di aprirsi all’incontro. Uno dei più grandi ed estrosi, seppur con uno sguardo sempre rivolto a quell’antico gusto del fare, artisti italiani del secondo Dopoguerra in una mostra dove tutti gli elementi suggeriscono la moltiplicazione dei livelli di lettura e delle superfici della pittura.