L’Arte è tutta contemporanea…Episodio #5

L’ARTE È TUTTA CONTEMPORANEA EPISODIO #5
In occasione delle festività Flashback presenta quattro opere legate alla “Madonna”.

Madònna s. f. [comp. di ma, riduzione di mia atono, e donna]. – 1. a. Titolo d’onore che si usava anticamente rivolgendosi a una donna o parlando di essa. b. Nell’uso poetico, la donna amata. c. Padrona. 2. a. Per antonomasia, e in genere con iniziale maiuscola, la Vergine Maria.

La prima opera è la Ragazza di profilo del 1916 di Arturo Noci, un pastello su carta da spolvero che, in coppia con Studio di testa: motive elegiaco del 1895 di Cesare Laurenti, ci mostra una bellezza femminile libera e sfuggente ma allo stesso tempo intensa e sensuale.

Un termine quello di “madonna” che da poetico e onorifico assume, per il linguaggio contemporaneo, una connotazione prettamente religiosa. 

Nell’indagine, sul crinale tra profano e sacro, si pone l’opera di Felice CasoratiRitratto della sorella Elvira del 1934, che, nella scia della tradizione pittorica e oleografica, ci mostra quella particolare accezione del termine che fa riferimento bellezza femminile composta e mesta, dal volto segnato.

È però con le opere che mostrano la Madonna che il termine ci suona più vicino. Le opere a Lei dedicate si alternano lungo il corso dei secoli.

Di Vincenzo Castellini è la Vergine Orante, mosaico settecentesco dalla preziosa cornice in bronzo dorato di Paolo Spagna: tante piccole tessere eterogenee volte a comporre e restituirci la visione di un insieme indivisibile.

Di Scultore abruzzese/molisano la Madonna col Bambino del primo quarto del XIV secolo; l’opera, in legno intagliato e dipinto, mostra la capacità dello scultore di far spiccare la dolcezza del volto della Madonna in contrasto con le caratteristiche taglienti della scultura medievale.

Di Marcellus Coffermans, pittore fiammingo, è invece la Madonna con Bambino del 1560 ca., un piccolissimo e preziosissimo olio su tavola di 11,6 centimetri ×8,4 e di Bernardino del Signoraccio, pistoiese classe 1460, la Madonna dell’Umiltà una tempera grassa su tavola.

Nell’immagine, in alto a sinistra: Arturo Noci, Ragazza di profilo, 1916, pastello su carta da spolvero, cm 50 x 45, courtesy of Galleria Carlo Virgilio & C  (Roma). Segue: Felice Casorati, Ritratto della sorella Elvira, 1934, olio su tavola, cm 90 x 60, courtesy of Bottegantica (Milano). Segue: Cesare Laurenti, Studio di testa: Motivo elegiaco, 1895, olio su tela, cm 58,5 x 96, courtesy of Galleria Carlo Virgilio & C. (Roma).
In basso a sinistra: Marcellus Coffermans, Madonna con Bambino, 1560 ca., olio su tavola, cm 11,6 x 8,4, courtesy of Caretto&Occhinegro (Torino). Segue: Vincenzo Castellini, Vergine Orante, 1779, mosaico, cm 51 x 45, courtesy of Alessandra Di Castro Antichità (Roma). Segue: Scultore abruzzese/molisano, Madonna col Bambino, primo quarto del XIV secolo, legno intagliato e dipinto, altezza cm 110, courtesy of Flavio Pozzallo (Oulx). Segue: Bernardino del Signoraccio, Madonna dell’Umiltà, tempera grassa su tavola, cm 60 x 40, courtesy of Flavio Gianassi – FG Fine Art (Londra). 

Luisa Turuani “Ma non è questo il giorno”

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO

Presenta

Luisa Turuani
Ma non è questo il giorno (2020)

Inaugurazione…in diretta Facebook (@flashbackfair)
Mercoledì 16 dicembre…ore 18:30

14 dicembre – 3 gennaio 2021
Piazza Bottesini, Torino

Mercoledì 16 dicembre alle ore 18.30 in diretta Facebook  @flashbackfair – da piazza Bottesini a Torino si inaugura l’ottavo manifesto di Opera Viva Barriera di Milano, progetto ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto dalla fiera d’arte Flashback: Ma non è questo il giorno (2020) di Luisa Turuani

Il tema della fiera Flashback è Ludens, ispirato al racconto di fantascienza La variante dell’Unicorno di Roger Zelazny e all’opera di Johan Huizinga: il gioco inteso dunque come fondamento della vita umana e della creatività, come approccio fondamentale per la ricostruzione continua del mondo e come attività sacra.

Quest’anno il progetto Opera Viva Barriera di Milano, che solitamente terminava con la fine della fiera in presenza al Pala Alpitour, si è esteso nel tempo – grazie al sostegno delle istituzioni pubbliche e private torinesi – con altre due opere, quella di Gianmarco Cugusi presentata il 25 novembre e quella di Luisa Turuani, che si sono classificate subito dopo i due vincitori della open call (Noura Tafeche e Luigi Presicce) nella valutazione della giuria. 

L’opera di Luisa Turuani è parte di una “performance a tempo variabile”: il gelato si scioglie lentamente, cola lungo il braccio, i colori si mescolano e si sovrappongono. Il riferimento alla Statua della Libertà rimanda a un’idea di liberazione, mentre l’evento dello ‘scioglimento’ segnala una sorta di paralisi ironica, di tragedia che non si innesca e che continuamente si ripiega su sé stessa. Si genera così una tensione sottile tra dramma e ironia, tra azione e inazione. 

Quella di Turuani è un’immagine sul tempo e fatta di tempo, sullo scorrere del tempo e sul suo fermarsi, sul suo cristallizzarsi: il tempo come durata ma anche come attimo, come sospensione metafisica, come immagine fissa che comprende e non contiene un’azione, un protrarsi. 

Come scrive l’autrice nella sua presentazione del manifesto: “L’azione si rivolge a un vicolo cieco, nessuno verrà, ma nel caso in cui qualcuno dovesse arrivare non vorrebbe essere lì. Nulla accade se non l’evidenza del tempo che passa, la gloriosa maestà del piacere di essere ora.”

Luisa Turuani (Milano, 1992) vive e lavora a Milano. Dopo aver studiato scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, Luisa Turuani indaga la natura umana per mezzo dei desideri che l’uomo investe sugli oggetti. Recenti mostre personali e collettive includono: Domani Qui Oggi, Palazzo delle Esposizioni, Roma; Artagon Live, Parigi, 2019; GQ-Passion for the path of art, Cardi Gallery, Milano, 2019; BienNoLo, Milano, 2019; UKYA City Take Over, Nottingham, 2019; Non sto più nella pelle, Brescia, 2019; Vanno e vengono dalle mie mani, riss(e), Varese, 2018; Tirarsi fuori, P420 Gallery, Bologna, 2017, Artagon III, Parigi, 2017. Ha partecipato a numerosi premi: nel 2019 è tra i vincitori del Premio AccadeMibact, del Premio O.R.A. ed è finalista del Premio Laguna; lo stesso anno vince il Premio Combat per la sezione video. Nel 2018 vince il Premio Nocivelli ed è finalista al Premio Fabbri e al Premio Arteam.

Opera Viva Barriera di Milano “il Manifesto” 
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
8° Artista: 
Luisa Turuani, Ma non è questo il giorno (2020)
Dal 14 dicembre 2020 al 3 gennaio 2021

Con il supporto di Città di Torino, CCIAA di Torino e Fondazione CRT
Con il patrocinio di Circoscrizione 6

Flashback, l’arte è tutta contemporanea 
LUDENS
Edizione Diffusa
3 novembre 2020…7 marzo 2021!

Ufficio Stampa Nazionale
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
Roberta Barbaro: gestione3@studioesseci.net
t. 049 663 499 

Ufficio Stampa Locale
Giulia Gaiato

e. gaiatogiulia@gmail.com
m. +39 346 5606493