Chiusura Open Call Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto


Flashback special project >> Flashback è Opera Viva
Opera Viva Barriera di Milano, Il Manifesto edizione 2021
Piazza Bottesini, Torino


Open call per artisti visivi – Last Chance

Il bando di partecipazione per l’edizione 2021 di Opera Viva Barriera di Milano, Il Manifesto scade oggi. 
Questo è l’ultimo giorno in cui potrete inviarci le vostre opere, vi aspettiamo fino a mezzanotte!

Vi ricordiamo anche che per partecipare dovete scaricare il bando sul nostro sito all’indirizzo: https://www.flashback.to.it/it/category/flashback_specialproject-opera-viva/?n=1

Dal 2015 sono tantissimi coloro che hanno occupato lo spazio affissioni di 6 metri x 3 in piazza Bottesini a Torino. Artisti giovanissimi e artisti affermati, italiani e stranieri, tutti si sono confrontati con il territorio accogliendo la sfida di creare un’opera che fosse capace di entrare con forza e rispetto nelle vite degli abitanti del quartiere, accompagnando giorno per giorno la loro quotidianità.

Il progetto Opera Viva Barriera di Milano, Il Manifesto nasce dalla mente creativa di Alessandro Bulgini, artista visivo che ha scelto il quartiere Barriera di Milano come studio; il progetto è a cura di Christian Caliandro, storico dell’arte.

 Vi aspettiamo!

L’arte è tutta contemporanea…Ultimo episodio

L’ARTE È TUTTA CONTEMPORANEA, ULTIMO EPISODIO
“Miti e leggende”

“Un mito è la metafora di un mistero che va oltre la comprensione umana. Si tratta di una storia che ci aiuta a capire, per analogia, alcuni aspetti misteriosi di noi stessi.”
(Christopher Vogler)

Il percorso tra le storie antiche, i miti e leggende inizia con Narciso alla fonte, la ninfa Eco e Amore, un seicentesco olio su tela di Giovanni Andrea De Ferrari. Narciso si specchia alla fonte, con dietro Eco e Amore. Eco, condannata da Era a ripetere tutto quello che sente dire, s’innamora di Narciso, ma non viene ricambiata: morirà per questo di dolore. Narciso viene punito per la sua insensibilità da Nemesi: andato alla fonte per dissetarsi, guarda la sua immagine riflessa e se ne innamora, dimenticandosi per giorni di bere e di mangiare. Questa sarà la sua fine. 

Il mito del Ratto delle Sabine ci viene raccontato da Enrico Paulucci, con un olio su tela del 1934. Lo stile dell’opera ci ricorda quello post-impressionista. Il quadro ritrae il momento in cui i romani, rappresentati senza vestiti, rapiscono le sabine. Le donne, disperate, cercano di scappare, ma alcune sono già sopraffatte e rassegnate. Tutt’intorno e all’orizzonte c’è un paesaggio brullo dai colori caldi. 

Proseguiamo con Il paradiso terrestre di Herri Met De Bles II, olio su tavolo del 1540 circa. Il paradiso terrestre, o Eden, è il luogo originario e primitivo della felicità e della purezza. Adamo ed Eva, i primi uomini sulla terra sono chiamati a godere delle bellezze di questo locus amoenus, in cui flora e fauna sono rigogliose. In quest’opera, che si può ricollegare direttamente a Bosch per la sua influenza, troviamo una foresta popolata da animali e mostri fantastici.

Salvo ci illustra il mito di Ippolito e Fedra, con l’opera omonima del 1977, olio su tavola: un momento di tensione, sottolineato dai colori accesi e dall’attesa di qualcosa di terribile che deve avvenire da un momento all’altro. Fedra, moglie di Teseo, s’innamora del figliastro Ippolito e, siccome respinta, si vendica raccontando al marito di essere stata violentata. Teseo punisce il figlio invocando Poseidone: il dio manda un’onda anomala che spaventa i cavalli del cocchio di Ippolito, che viene travolto. Il quadro rappresenta Teseo che invoca Poseidone e Ippolito a cavallo, con le onde che già si vedono all’orizzonte.

Concludiamo il nostro viaggio con l’opera Salomè di Vittorio Zecchin, olio su tavola del 1919 circa. I due volti di donna rappresentati emanano un erotismo mistico e hanno uno stile bizantineggiante che ci ricorda il pittore Gustav Klimt. La leggenda di Salomè ci narra che fece decapitare Giovanni Battista, reo di aver accusato la madre, Erodiade, di aver lasciato il padre ed essere scappata con lo zio. Il fascino di questa leggenda sta nel fatto che, nelle varie rappresentazioni degli artisti durante, i secoli madre e figlia fossero spesso scambiate: la figura che tiene la testa di Giovanni Battista è Salomè o Erodiade? Il mistero di questa doppiezza non è mai stato risolto.



Nell’immagine, in alto a sinistra: Giovanni Andrea De Ferrari, Narciso alla fonte, la ninfa Eco e Amore prima metà del XVII sec., olio su tela, cm 148 x 180, courtesy of: Arcuti Fine ArtRoma; Torino (I). Segue: Salvo, Ippolito e Fedra, 1977, olio su tavola, cm 42 x 27, courtesy of: Claudio Poleschi Arte ContemporaneaDogana (RSM).
In basso a sinistra: Enrico Paulucci, Ratto delle sabine, 1934, olio su tela, cm 65 x 100, courtesy of: Galleria d’Arte RoccatreTorino (I). Segue: Vittorio Zecchin, Salomè, 1919 ca., olio su tavola, cm 45 x 35, courtesy of: Galleria d’Arte CesaroPadova (I). Segue: Herri Met De Bles II, Il paradiso terrestre, 1540 ca., olio su tavola, cm 25 x 20, courtesy of: Caretto&OcchinegroTorino (I). 



Flashback 2020, Edizione Diffusa…Expo

800 / 900 Artstudio, Livorno, Lucca (I)…Aleandri Arte Moderna, Roma (I)…Paolo Antonacci, Roma (I)…Antonacci Lapiccirella Fine Art, Roma (I)…Arcuti Fine Art, Roma, Torino (I)…Galleria Arte Cesaro, Padova (I)…Galleria Umberto Benappi, Torino (I)…Biasutti & Biasutti, Torino (I)…Bottegantica, Milano, Bologna (I)…Callisto Fine Arts, Londra (UK)…Galleria Luigi Caretto, Torino (I), Madrid (E)…Caretto & Occhinegro, Torino (I)…Mirco Cattai Fine Art & Antique Rugs, Milano (I)…Cecchetto e Prior Alto Antiquariato, Asolo TV, Castelfranco Veneto TV (I)…Glenda Cinquegrana Art Consulting, Milano (I)…Copetti Antiquari, Udine (I)…Galleria Del Ponte, Torino (I)…Galleria dello Scudo, Verona (I)…Alessandra Di Castro Antichità, Roma (I)…Flavio Gianassi – FG Fine Art, Londra (UK)…Galleria Giamblanco, Torino (I)…Gilistra Japanese Art, Torino (I)…Il Castello, Milano (I)…ML Fine Art – Matteo Lampertico, Milano (I), Londra (UK)…Longari Arte Milano, Milano (I)…Mazzoleni, Londra (UK), Torino (I)…MB Arte Libri, Milano (I)…Il Mercante delle Venezie, Vicenza (I)…Lorenzo e Paola Monticone Gioielli d’epoca, Torino (I)…Maurizio Nobile, Bologna (I), Parigi (F)…Piacenti, Londra (UK)…Claudio Poleschi Arte Contemporanea, Dogana (RSM)…Flavio Pozzallo, Oulx TO (I)…Galleria d’Arte Roccatre, Torino (I)…Galleria Russo, Roma (I)…Schreiber Collezioni, Torino (I)…Secol-Art di Masoero, Torino (I)…Studio d’Arte Campaiola, Roma (I)…Galleria Carlo Virgilio & C., Roma (I), Londra (UK)…White Lands, Torino (I).

L’arte è tutta contemporanea…Episodio #13

L’ARTE È TUTTA CONTEMPORANEA EPISODIO #13
“Gli animali”

La fauna tra simbologie e significati nelle opere dell’ottava edizione di Flashback.

“L’uomo non sa di più degli altri animali; ne sa di meno.
Loro sanno quel che devono sapere. Noi, no.”
Fernando Pessoa


Iniziamo la nostra incursione settimanale tra le opere di Flashback individuando quelle che ci raccontano il mondo della fauna, domestica, selvatica e immaginaria. La prima è un antico e intrigante tappeto Ningxia a sfondo giallo, proveniente dalla Cina del XIX secolo, 198 x 132 cm, che rappresenta, nel suo complesso intreccio, i cani di Fo, cani della tradizione cinese chiamati anche cani guardiani. 

Focalizziamo poi la nostra attenzione su Enzo Cucchi, classe 1949. L’opera è il disegno Senza titolo del 2020 (pastelli e carbone su cartoncini bianchi assemblati a sagoma irregolare) appartenente alla serie “I Predicatori”. Il soggetto è un muso di cavallo che, attraverso il nero del carboncino, si trasforma diramandosi. L’artista con la serie “I Predicatori” fa nascere una sorta di bestiario fantastico, in cui regna l’irrazionale, la visione, il sogno.

L’incursione prosegue con la Scena pastorale di Dirck Van Den Berghen, un olio su tela del 1675. Una composizione di animali in primo piano: tre bovini, due pecore e un agnello; il sole in lontananza che emette, fra le nuvole, una luce delicata; una capanna dentro la quale scorgiamo la figura di un uomo: tutti elementi che nell’insieme rendono perfettamente la serenità della vita rurale.

Carol Rama, pittrice torinese, aggiunge un ulteriore tassello al racconto con l’opera S.T. del 1990 (pennarello e smalto su cartoncino), in cui è raffigurato un uomo con accanto un rospo color arancio; sopra, un altro rospo verde con puntini rossi, neri e gialli. Animali fantastici e totemici che l’artista era solita disegnare accanto a soggetti nudi, animali che si moltiplicano, si evolvono e che rappresentano la trasformazione.

Continuiamo con il Cavallo della Cina centrale Shaanxi, Dinastia Tang (618-907 d.C.), in terracotta grigia con policromia su ingobbio bianco, è un’opera che esprime la dinamicità di questo animale: il collo in torsione, la testa rivolta verso l’alto, le orecchie tese, la bocca aperta e la zampa destra sollevata ne fanno risaltare l’irrequietezza e la realisticità.

Infine i preziosi Orecchini in oro giallo, onice e diamanti del 1970 ca. di origine Italiana: cerchi in oro che si ispessiscono e si trasformano in teste di serpente coronate da diamanti poggiati sul fondo nero di pietra vulcanica. Sono gioielli che richiamano, per la loro forma un serpente che si morde la coda, “l’oroboro”, il simbolo dell’eterno ritorno, di tutto ciò che finisce e ricomincia in un ciclo infinito. …

Nell’immagine, in alto a sinistra: Dirck Van Den Berghen, Scena pastorale, 1675, olio su tela, cm 26,7 x 33, courtesy of Galleria Luigi Caretto (Torino, Madrid). Enzo Cucchi, Senza titolo, appartenente alla serie “I Predicatori”, 2020, pastelli e carbone su cartoncini bianchi assemblati a sagoma irregolare, cm 170 x 110, courtesy of: Aleandri Arte Moderna (Roma). Segue: Tappeto Ningxia, Cina XIX secolo, cm 198 x 132, courtesy of: Mirco Cattai Fine Art & Antique Rugs (Milano). 
In basso a sinistra: Carol Rama, S.T., 1990, pennarello e smalto su cartoncino, cm 34 x 24, courtesy of: Galleria Del Ponte (Torino). Segue: Orecchini, Italia 1970, in oro giallo onice e diamanti, courtesy of: Lorenzo e Paola Monticone Gioielli d‘Epoca (Torino). Segue: Cavallo, Cina centrale Shaanxi, Dinastia Tang 618-907 d.C., terracotta grigia con policroma su ingobbio bianco, cm 49 x 54,5, courtesy of: Schreiber Collezioni (Torino).