Special project...Flashback è opera viva

Luigi Presicce “Arlecchini del paradiso”

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO

Presenta

Luigi Presicce
Arlecchini del paradiso (2020)

Inaugurazione > Piazza Bottesini (Torino) e in diretta Facebook (@flashbackfair)
Mercoledì 7 ottobre, ore 18:30

28 settembre – 25 ottobre 2020
Piazza Bottesini, Torino

Si inaugura il 7 ottobre alle ore 18:30 in Piazza Bottesini a Torino e in diretta Facebook – @flashbackfair la seconda opera vincitrice dell’open call indetta dalla fiera Flashback, il quinto manifesto del progetto Opera Viva Barriera di Milano, ideato da Alessandro Bulgini e curato da Christian Caliandro: Arlecchini del paradiso di Luigi Presicce.  

Il tema scelto quest’anno da Flashback, l’arte è tutta contemporanea è Ludens, ispirato al racconto di fantascienza La variante dell’Unicorno di Roger Zelazny e all’opera di Johan Huizinga: il gioco dunque inteso come fondamento della vita umana e della creatività, come approccio fondamentale per la ricostruzione continua del mondo e come attività sacra.

In questo autunno ricco di incertezze ma anche di aspettative, l’autunno di un anno imprevisto, questa immagine ci parla di una felicità ancora e sempre possibile, proprio perché (come ci hanno indicato finora in questo percorso a partire da febbraio Maïmouna Guerresi, Iginio De Luca, Serena Fineschi e Noura Tafeche) dopo ogni sconfitta c’è una ripartenza, dopo che si cade ci si rialza, a livello sia individuale che collettivo; e, nonostante siamo perfettamente consapevoli dei problemi e delle crisi che attraversano la contemporaneità, nonostante le società occidentali stiano mostrando tutte le loro crepe (che il virus ha ampliato e reso ancora più visibili), nonostante tutto questo e proprio per questo non dobbiamo rinunciare al nostro amore appassionato per l’esistenza.

L’importante è conservare la disposizione d’animo corretta: l’apertura cioè all’imprevisto che solo il gioco permette di praticare e di allenare. Questa apertura, questa disponibilità è ovviamente meravigliosa e terribile insieme, angosciante e sublime. Come disse Caetano Veloso all’indomani dell’elezione di Jair Bolsonaro: “Attenti. Tutto adesso è in pericolo, tutto è diverso, anche se resta meraviglioso. Dobbiamo essere vigili e forti. Non abbiamo tempo per la morte”. Oppure, secondo un’altra versione: “Attenzione. Tutto è pericoloso ora. Ma tutto è divino e meraviglioso”. 

È quello che afferma anche il manifesto di Luigi Presicce, animato anche da una profonda cultura visiva che si nutre, per esempio, del realismo magico di autori come Massimo Bontempelli, Gino Severini, Alberto Savinio e di quell’attitudine metafisica che è all’origine di ogni arte autenticamente italiana.

Nato a Porto Cesareo (Lecce) nel 1976, Luigi Presicce vive e lavora a Firenze. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Lecce, scegliendo deliberatamente di non discutere la tesi. Il suo lavoro è stato decisamente influenzato dai suoi studi indipendenti. Nel 2007 ha partecipato al Corso Superiore di Arti Visive (CSAV) presso la Fondazione Antonio Ratti di Como con l’artista americana Joan Jonas. Nel 2008, nell’ambito di Artist in Residence, ha partecipato al workshop in Viafarini a Milano con l’artista americano Kim Jones. A Milano, nel 2008 ha fondato (con Luca Francesconi e Valentina Suma) Brownmagazine e in seguito Brown Project Space, per il quale cura la programmazione. Nel 2011 con Giusy Checola e Salvatore Baldi ha fondato a Lecce “Archiviazioni” (esercizi di indagine e discussione sul sud contemporaneo). Nel 2012 ha preso parte a Artists in Residence al MACRO, Roma, estendendo il suo invito ad altri nove artisti (Laboratorio). Dal 2010, con Luigi Negro, Emilio Fantin, Giancarlo Norese e Cesare Pietroiusti è coinvolto nel progetto Lu Cafausu che promuove La festa dei vivi (che riflettono sulla morte) e con il quale è stato invitato da AND AND AND a dOCUMENTA13, Kassel. Dal 2016 è membro fondatore della Fondazione Lac o le Mon, San Cesario di Lecce. Con Francesco Lauretta dal 2017 fa parte della Scuola di Santa Rosa, una libera scuola di disegno basata a Firenze e New York. È stato selezionato per lo Studio Program 2018 presso Artists Allianc inc, New York e TAD Residency al Monastero del Carmine, Bergamo e Lacasapark, Gardiner, NY nel 2019. Ha ideato e curato nel 2018 e 2019, Simposio di pittura, presso la Fondazione Lac o le Mon, una residenza/piattaforma centrata sulla pittura italiana degli ultimi 30 anni. Ha curato nel 2018 Extemporanea-play, presso Trebisonda Spazio per l’Arte Contemporanea, Perugia e Forme uniche nella continuità dello spazio, presso Rizzuto Gallery, Palermo, nel 2019 Facciatosta Records, di Enne Boi presso Toast project space, Firenze. Attualmente è impegnato nella realizzazione di un ciclo performativo partito nel 2012 con tema Le Storie della Vera Croce e in un progetto di formazione itinerante per giovani artisti chiamato L’Accademia dell’immobilità. Ha realizzato performance presso la Fondazione Claudio Buziol, Venezia (2010), Thessaloniki Performance Festival, Biennale 3, Grecia (2011), Reims Festival Scènes d’Europe, Frac Champagne-Ardenne, Francia (2011), Màntica festival, Cesena (2011), Corpus, MADRE, Napoli (2012), We Folk – Drodesera Festival, Centrale Fies, Dro (2012), Art City Bologna 2013, Bologna (2013), CastelloInMovimento, Castello di Fosdinovo, Massa Carrara (2013), ARTDATE 2014, Bergamo (2014), Il teatro dei luoghi Fest, Lecce (2014), Kunsthalle Osnabruck, Germania (2015), MAMbo Bologna (2015), Museo Marino Marini, Firenze (2015), Tenuta dello Scompiglio, Vorno- Capannori, Lucca (2016), Le Murate, Firenze (2016), Palazzo Trevisan degli Ulivi, Istituto Svizzero di Cultura, Venezia (2017), Fondazione Lac o le Mon, San Cesario di Lecce (2017, 2018), MAP Museo de Arte Popular, Ciudad de Mexico (2018), Museo di Palazzo Pretorio, Prato (2018), Cuchifritos Gallery, New York City (2019), Pelanda, Mattatoio, Roma (2019), Metodo Milano, Milano (2019). Ha vinto l’Epson Art Prize, Fondazione Antonio Ratti, Como (2007), Premio Talenti Emergenti, CCC Strozzina, Palazzo Strozzi, Firenze (2011), Long Play, MAGA, Gallarate (2012), Icona, ArtVerona, Verona (2014), Level 0, ArtVerona, Verona (2015). È stato finalista al Premio Moroso, seconda e sesta edizione con menzione speciale (2011, 2017), al Premio Maretti, seconda edizione con menzione speciale, L’Avana (2014), al Premio Fondazione VAF, settima edizione, Germania (2016) e al Premio Anna Morettini, prima edizione, Parigi (2017). 

Opera Viva Barriera di Milano “il Manifesto” ed. 2020
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
5° Artista: 
Luigi Presicce, Arlecchini del paradiso (2020) 
Dal 30 settembre al 25 ottobre 2020


Con il supporto di Città di Torino e della Fondazione CRT
Con il patrocinio di Circoscrizione 6

Flashback, l’arte è tutta contemporanea 
VIII ed. LUDENS
5 / 8 novembre 2020
Pala Alpitour, Torino

Ufficio Stampa Nazionale
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
Roberta Barbaro: gestione3@studioesseci.net
t. 049 663 499 

Ufficio Stampa Locale
Giulia Gaiato

e. gaiatogiulia@gmail.com
m. +39 346 5606493

Noura Tafeche “Trionfo di Bacco e Arianna”

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2020

Presenta

Noura Tafeche
Trionfo di Bacco e Arianna (2018)

Inaugurazione > Piazza Bottesini (Torino) e in diretta Facebook (@flashbackfair)
Mercoledì 2 settembre, ore 19.00

2 – 27 settembre 2020
Piazza Bottesini, Torino

In questa fine estate, fine di un’estate molto particolare in un anno molto particolare, in questo tempo sospeso e incerto, carico di sorprese e di attese, sul manifesto 3×6 di piazza Bottesini in Barriera di Milano appare, dal 2 settembre il quarto manifesto della sesta edizione di Opera Viva Barriera di Milano, progetto ideato da Alessandro Bulgini e curato da Christian Caliandro: Trionfo di Bacco e Arianna di Noura Tafeche

L’opera, la prima del gruppo di vincitori della call del 2020 verrà inaugurata in Piazza Bottesini a Torino e in diretta Facebook – @flashbackfair – alle ore 19.00 di mercoledì 2 settembre; lo farà parlandoci di futuro, di un futuro fatto di musica, di civiltà, di effervescenza artistica e creativa, di cultura felicemente contaminata e contaminante: è il futuro in cui vogliamo vivere e che vogliamo costruire, e questo futuro è già presente se siamo in grado di percepirlo e di aiutarlo a crescere. 

Il tema scelto quest’anno da Flashback, l’arte è tutta contemporanea è Ludens, ispirato al racconto di fantascienza La variante dell’Unicorno di Roger Zelazny e all’opera di Johan Huizinga: il gioco dunque  inteso come fondamento della vita umana e della creatività, come approccio fondamentale per la ricostruzione continua del mondo e come attività sacra, viene declinato dall’artista in un tripudio di colori, personaggi, suoni e azioni che trasfigurano completamente la fonte visiva tratta dalla storia dell’arte, un dettaglio dalla decorazione di Palazzo Farnese realizzata da Annibale Carracci (1597-1607), reinterpretandola, attualizzandola e consegnandola alla nostra contemporaneità così difficile e interessante.

Noura Tafeche – “artivista” e studiosa, cofondatrice del Centro di Cultura Araba, organizzazione no-profit con sede a Milano – concepisce la sua opera come una “fiction speculativa”. Come l’autrice stessa dichiara, “il disegno rappresenta un immaginario esteso, in cui le relazioni sono naturalmente fuse, e formano una visione complessiva disorientante o armoniosa a seconda del tempo e dell’attenzione dedicati a esplorare, identificare e sondare la storia di ogni dettaglio. Tutte le miniature raffigurate, che si contendono l’attenzione dell’osservatore, rappresentano altrettanti portali che immettono in realtà dipendenti e interdipendenti. Il Trionfo di Bacco e Arianna copre un arco eclettico di riferimenti: da sistemi di scrittura sommersi a lotte radicali, da antichi racconti a note estetiche e citazioni visive da artisti contemporanei che servono da connessioni ipertestuali per approfondire una storia.”

Noura Tafeche è un’artista e ricercatrice indipendente, il suo lavoro si esprime attraverso il disegno e l’installazione pubblica. Si forma in Nuove Tecnologie per l’Arte all’Accademia di Brera, studiando la condizione del post-umano, la storia delle culture digitali e la net.art, si laurea con una tesi sulla Comunicazione-Guerriglia, una particolare intersezione tra arte non-convenzionale, umorismo radicale e attivismo. Le sue opere consistono in disegni realizzati a mano in miniatura, che affrontano temi preceduti da studi specifici sui processi transculturali, relativismo linguistico e l’approccio critico nei confronti delle tecnologie, la società del controllo e l’estetica della sorveglianza. Contemporaneamente sperimenta nuove forme di protesta pubblica attraverso la serie di installazioni itineranti Los Globos Artivistas ed esplora le diverse sfaccettature della Tenerezza Radicale, un tema emergente che tratta il valore dell’intimità e della cura come pratica politica, in particolare cura Micro Regali di Strada, un progetto di arte relazionale che consiste nel lasciare anonimamente doni in miniatura per le strade delle città. Nel 2018 ha co-fondato il Centro di Cultura Araba, un’organizzazione no profit con sede a Milano con lo scopo di diffondere la storia, il patrimonio letterario e artistico antico e contemporaneo del mondo Arabo. Le sue opere sono state esposte al Fine And Performing Arts Center della Bowie State University (Bowie, MD), Stevenson University’s Gallery (Baltimore, MD), Fondazione Feltrinelli (Milano), European Union Representative Centre (Jerusalem, Palestine). La pubblicazione sul suo progetto Los Globos Artivistas appartiene alla collezione permanente della Library of Congress (Washington DC). 

Opera Viva Barriera di Milano “il Manifesto” ed. 2020
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
4° Artista: 
Noura Tafeche, Trionfo di Bacco e Arianna (2018) 
Dal 2 al 27 settembre 2020


Con il supporto di Città di Torino e della Fondazione CRT
Con il patrocinio di Circoscrizione 6

Flashback, l’arte è tutta contemporanea 
VIII ed. LUDENS
5 / 8 novembre 2020
Pala Alpitour, Torino

Ufficio Stampa Nazionale
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
Roberta Barbaro: gestione3@studioesseci.net
t. 049 663 499 

Ufficio Stampa Locale
Giulia Gaiato

e. gaiatogiulia@gmail.com
m. +39 346 5606493

Risultati open call

Il bando di partecipazione per l’edizione 2020 di Opera Viva Barriera di Milano, Il Manifesto è ufficialmente chiuso.
Quest’oggi vi riveliamo i nomi dei membri della giuria: a partire dalla casella in alto a sinistra, aprono la scacchiera Ginevra Pucci Stefania Poddighe, direttrici di Flashback; al centro la mente creativa del progetto Alessandro Bulgini, artista visivo che ha scelto il quartiere di Barriera di Milano come studio; segue Christian Caliandro, curatore del progetto e storico dell’arte. In basso, da sinistra, Alessandro Rabottini, curatore indipendente e direttore artistico di Miart Milano, Luca Zuccala, giornalista e critico d’arte, Alvise Chevallard, presidente di Fondazione Artegiovane di Torino, e Laura Cionci, tra gli artisti che hanno preso parte all’edizione 2019.

Tutti loro sono stati impegnati nel valutare le proposte dei moltissimi artisti che si sono candidati da tutta Italia (e non solo) e hanno selezionato le opere di Noura Tafeche e Luigi Presicce che potrete ammirare dal 2 settembre (la prima) e dal 30 settembre (il secondo) nella rotonda di Piazza Bottesini, là dove – da sei edizioni – l’arte è più che mai contemporanea.
Inoltre, quest’anno Opera Viva Barriera di Milano, Il Manifesto raddoppia premiando anche Gianmarco Cugusi e Luisa Turuani, terzo e quarto artista classificato (in ordine alfabetico), che vedranno esposti i loro lavori nei mesi di novembre e dicembre.

Serena Fineschi “Viva questo mondo di merda”

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2020

presenta

Serena Fineschi
Viva questo mondo di merda (2020) 

Inaugurazione in diretta Facebook > Giovedì 9 luglio, ore 19.00
9 luglio – 30 agosto 2020
Piazza Bottesini, Torino

Dopo Altro giro, altra corsa di Iginio De Luca, si inaugura giovedì 9 luglio in diretta alle ore 19.00 sul canale Facebook di Flashback, l’arte è tutta contemporanea – @flashbackfair – Viva questo mondo di merda di Serena Fineschi, il terzo manifesto della sesta edizione di Opera Viva Barriera di Milano, progetto ideato da Alessandro Bulgini e curato da Christian Caliandro. Il tema scelto quest’anno – Ludens – è ispirato al racconto di fantascienza La variante dell’Unicorno di Roger Zelazny e all’opera di Johan Huizinga. Il gioco dunque come fondamento della vita umana e della creatività, come approccio fondamentale per la ricostruzione continua del mondo e come base per l’arte e la cultura; il gioco come attività sacra.

L’immagine realizzata dall’artista è la fotografia di una piccola porzione della sua stessa pelle, su cui è stata appositamente per questa occasione tatuata una frase (tratta da un lavoro del 2011) che è al tempo stesso una dichiarazione di intenti e un inno d’amore. Come afferma Fineschi: “Inutile contestare che il dolore autoinflitto, quel piacere oscuro, cinico e distorto sia l’origine delle nostre sofferenze, che sputiamo e vomitiamo in faccia al mondo. Il corpo parla, e l’opera non è un corpo estraneo al corpo dell’artista. Il corpo chiede, chiede di continuo”. 

Proprio quel corpo individuale e collettivo dunque che è stato sottoposto di recente, durante le settimane del lockdown, a una dura prova, ritorna prepotentemente al centro dell’attenzione (è infatti il tema principale della riflessione di alcuni dei più significativi pensatori contemporanei, da Michel Foucault a Donna Haraway a Paul B. Preciado), e diventa il territorio e il mezzo del messaggio artistico: “Amiamo il corpo malato. Amiamo le cicatrici e i morsi lasciati sulla pelle dalle ferite. Amiamo il corpo anziano, segnato dal tempo, raggrinzito dal sole, pieno di ricordi. Amiamo il corpo lento. Amiamo l’imperfezione e lo squilibrio (…). Amiamo il vero corpo, fragile e vulnerabile, e non il corpo ideale e tirannico della norma. Amiamo il corpo poetico, perché il linguaggio è solo uno degli organi astratti del corpo vivo” (Paul B. Preciado, Inno al corpo, «Internazionale», 20 giugno 2020). 

La frase tatuata sulla pelle di Serena, ed esposta sul manifesto 6×3, è in realtà tenera e commovente: significa che, nonostante siamo perfettamente consapevoli dei problemi e delle crisi che attraversano il mondo contemporaneo, nonostante le società occidentali stiano mostrando tutte le loro crepe (che il virus ha ampliato e reso ancora più visibili), nonostante tutto questo e proprio per questo non rinunciamo a dichiarare a gran voce il nostro amore per la vita – e tutta l’incoscienza, la sfrenatezza e la passione per l’imprevisto che ci vogliono per affrontarla. Per sentirsi ed essere davvero vivi, oggi. 

Serena Fineschi è nata a Siena. Vive e lavora a Siena e a Bruxelles.
Si è formata all’Istituto Statale d’Arte “Duccio di Buoninsegna” di Siena, proseguendo gli studi in progettazione grafica a Siena, Firenze, Milano e in Storia dell’arte contemporanea presso l’Università degli Studi di Siena. Il suo lavoro è stato presentato in numerose sedi pubbliche e private in Italia e all’estero tra cui il Musées Royaux de Beaux-Arts de Belgique, Old Masters Museum, a Bruxelles, l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, il BozarCentre for Fine Arts di Bruxelles, la collezione Frédéric de Goldschmidt, la Fondation Thalie a Bruxelles, Officina asbl a Bruxelles, Belgio; il Museo di Arte Moderna e Contemporanea Raffaele de Grada di San Gimignano, il Complesso Museale SMS Santa Maria della Scala di Siena, il Centro d’Arte Contemporanea Palazzo delle Papesse a Siena, le Corderie dell’Arsenale a Venezia (in occasione della Biennale di Architettura), la Biennale Manifesta12 a Palermo, Casa Masaccio Arte Contemporanea a San Giovanni Valdarno, la Fondazione Palazzo Magnani/Palazzo da Mosto a Reggio Emilia, l’Ospedaletto Contemporaneo, Complesso dell’Ospedaletto a Venezia, Palazzo Monti a Brescia, in Italia. È tra i fondatori di GRAND HOTEL, un luogo in movimento che ospita, raccoglie, accoglie e colleziona forme di passaggio provenienti dalle menti e dagli studi degli artisti che compie viaggi in spazi istituzionali e indipendenti dal 2014. Nel 2016 ha ideato CAVEAU, una cassaforte incassata tra le mura medioevali della città di Siena che ospita idee. È tra gli ideatori di MODO asbl, associazione culturale per la promozione del contemporaneo fondata nel 2018, con sede a Bruxelles.

Opera Viva Barriera di Milano “il Manifesto” ed. 2020
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
3° Artista: 
Serena Fineschi, Viva questo mondo di merda (2020) 
Dal 9 luglio al 30 agosto 2020


Con il supporto di Città di Torino
Con il patrocinio di Circoscrizione 6

Ufficio Stampa Nazionale
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
Roberta Barbaro: gestione3@studioesseci.net
t. 049 663 499 

Ufficio Stampa Locale
Giulia Gaiato

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Opera Viva, Il Manifesto…Open call

Iginio De Luca, Altro giro, altra corsa, 9 giugno – 12 luglio 2020


Aperti i termini – fino al 15 luglio – per partecipare alla terza edizione del bando per artisti visivi del progetto OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, IL MANIFESTO.
L’argomento scelto per questa sesta edizione è, come per la fiera Flashback, Ludens. Un’edizione interessata alla dimensione ludica dell’uomo, alla quale, in ogni cultura, è stata riconosciuta una valenza sacra.

IL PROGETTO
Opera Viva Barriera di Milano “Il Manifesto”, è un progetto di arte urbana che aggiunge significato al concetto di arte pubblica in virtù dell’utilizzo del preesistente nel concepire l’opera d’arte; nel caso specifico uno spazio comunale per le pubbliche affissioni (cimasa 50530) di 6x3m a Torino in Piazza Bottesini (Barriera di Milano, quartiere torinese multietnico) è interpretato da artisti nazionali e internazionali per sei / dieci mesi l’anno. 

Nel 2013 nasce il progetto Flashback è Opera Viva con il quale l’artista Alessandro Bulgini dichiara la manifestazione Flashback, l’arte è tutta contemporanea, e tutti i capolavori presentati Opera Viva. Nel 2014 Flashback è Opera Viva lascia gli spazi dell’arte per inoltrarsi anche fisicamente in periferia con Opera Viva Barriera di Milano “il Manifesto” con la curatela di Christian Caliandrosegnando il countdown alla manifestazione di novembre.

Il progetto si sviluppa attorno a un’idea precisa della relazione tra arte e spazio pubblico e della funzione di un’opera all’interno di un contesto e di una comunità urbana. Attraverso questa operazione che dura tra i 6 e i 10 mesi, la fiera collega zone diverse della città di Torino e zone temporali differenti (l’antico, il moderno, il contemporaneo nel suo farsi), nella convinzione che l’arte debba uscire dagli spazi istituzionali, scendere per strada, inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, integrarsi felicemente nella dimensione dell’esistenza quotidiana.

Il Manifesto 
Un manifesto di 6x3m nella rotonda di Piazza Bottesini pulsa nel cuore di Barriera di Milano, uno dei quartieri torinesi più interessanti e ricchi di storie, di identità e di futuro grazie a numerosi artisti, diversi tra di loro per formazione e stile, ma accomunati da un approccio originale e innovativo alla pratica artistica. 

La mostra 
Durante i cinque giorni della fiera le immagini dei manifesti, insieme a tutti i frammenti di vita raccolti, vengono riuniti in un’unica mostra per raccontare questa finestra aperta sul mondo e per il mondo. 

Il talk 
Un appuntamento di confronto sull’edizione realizzata nell’Art Lounge di Flashback. La riflessione si svilupperà analizzando la funzione dell’opera all’interno di un contesto e di una comunità partendo dall’esperienza torinese. 

I lab 
Flashback lab è un progetto didattico nato con la volontà di ampliare e raccontare le riflessioni sui temi della fruizione dell’arte come esperienza culturale di consapevolezza e cittadinanza. Le classi coinvolte saranno protagoniste di un’esperienza in quattro appuntamenti in quattro appuntamenti che parte dal racconto e dalla visita ai manifesti realizzati dagli artisti.

>> per ulteriori informazioni: operaviva@flashback.to.it

Iginio De Luca “Altro giro altra corsa”

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2020

Presenta

Iginio De Luca
Altro giro altra corsa (2020) 

9 giugno – 12 luglio 2020
Piazza Bottesini, Torino

Martedì 9 giugno si inaugura in diretta alle ore 19.00 sul canale Facebook di Flashback – @flashbackfair – il secondo manifesto della quinta edizione di Opera Viva Barriera di Milano, progetto ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto da Flashback, la fiera che ha per motto “l’arte è tutta contemporanea” (Torino, Pala Alpitour 5-8 novembre 2020).
Il manifesto sarà visibile per tutti in Piazza Bottesini a Torino a partire dalla mattina di martedì 9 giugno. 

Quest’anno il tema che Flashback ha scelto – per il suo ottavo appuntamento – è Ludens, ispirato al racconto fantaumoristico “La variante dell’Unicorno” di Roger Zelazny e all’opera di Johan Huizinga. Il gioco dunque come fondamento della vita umana e della creatività, come approccio fondamentale per la ricostruzione continua del mondo e come base per l’arte e la cultura; il gioco come attività sacra.

In questi mesi di emergenza, di lockdown e di pausa forzata anche nella sequenza di queste immagini che tradizionalmente ormai segnano le tappe di avvicinamento alla fiera, molte cose sono cambiate attorno a noi e dentro di noi: le condizioni di vita, la consapevolezza di ciò che accade, i timori e le speranze che riguardano il presente e il futuro. 

Opera Viva Barriera di Milano riparte dunque da questa immagine realizzata da Iginio De Luca per il progetto: un piccolo camper abbandonato da anni, un vecchio modello Mercedes parcheggiato a Roma, vicino alle Terme di Caracalla. Il camper è un’esplosione e un’accumulazione di oggetti, di colori, di linguaggi (kitsch, vernacolari), tra bandiere, gagliardetti, ventagli esotici, modellini e giocattoli. Souvenir patriottici, religiosi e sportivi. Sono, come afferma l’artista stesso, “emblemi di un accumulo nostalgico indiscriminato che addobbano maldestramente a festa un veicolo destinato al viaggio ma che da tempo non viaggia più. Una sosta forzata, consapevole o incosciente, che affida alla memoria dinamica la mappatura di una geografia turistica nazionale, affettiva, che colleziona e trattiene i suoni e le immagini dei suoi spostamenti.”

Si tratta di un’opera che in questo momento risulta, se possibile, ancora più attuale di quando è stata proposta: il titolo Altro giro altra corsa evoca infatti il luna park, una posta in gioco e una scommessa, la ripartenza dopo ogni sconfitta intravista come un miraggio. L’illusione costante e necessaria che sottende il gioco, ogni gioco. Ogni attitudine ludica. 

Questo baraccone buffo e al tempo stesso triste è la metafora efficace di una situazione collettiva: un monumento visionario al cadere e al rialzarsi, un sogno perduto che è lì, parcheggiato, in attesa forse di un nuovo, possibile futuro. Di rimettersi in viaggio – contro ogni previsione, contro ogni pensiero razionale.
Di un altro giro, di un’altra corsa.        

Iginio De Luca è un poliedrico artista italiano: musicista, artista visivo, videomaker, performer. Negli ultimi anni la sua poetica si è concentrata soprattutto sulla produzione di video, di immagini fotografiche, ma anche di quelli che lui definisce blitz. Considerandoli a cavallo tra arte urbana e performance, l’artista compie azioni a volte sorvolando con aerei, altre proiettando immagini o scritte su edifici in rapidi raid notturni, altre ancora arrivando in luoghi con elementi di forte disturbo e impatto visivo, come cartelloni finto-elettorali. Ibridando etica ed estetica, tecnologia e azioni comportamentali, De Luca reclama l’interazione con l’ambiente e il pubblico, denunciando, tra ironia e impegno, la crisi di valori di questo nostro tempo. L’utilizzo di molteplici e differenti registri linguistici ha da sempre caratterizzato la sua progettualità e conseguentemente le scelte metodologiche ed operative, lasciando intendere che il denominatore comune è nella necessità di scardinare le certezze, di rompere i codici della formalizzazione espressiva, per tendere un tranello alla realtà, sorprendendola alle spalle. Decodificare la trama della ragnatela che l’artista tesse, costruendo funambolici equilibri tra segni di natura diversa, è il compito del pubblico, chiamato a una partecipazione attiva da un’interrogazione che non può essere elusa.
Pur lavorando su molti campi, nella poetica di Iginio de Luca si riconosce un’unità di concetto, che lo qualifica come artista tra i più originali dell’attuale scena italiana.

Opera Viva Barriera di Milano “il Manifesto” ed. 2020
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
2° Artista: 
Iginio De Luca, Altro giro altra corsa (2020) 
Dal 9 giugno al 12 luglio 2020


Con il supporto di Città di Torino
Con il patrocinio di Circoscrizione 6

Ufficio Stampa Nazionale
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
Roberta Barbaro: gestione3@studioesseci.net
t. 049 663 499 

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Giulia Gaiato

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Maïmouna Guerresi “Rubber Tire, First Lesson”


OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2020

Presenta

Maïmouna Guerresi
Rubber Tire, First Lesson (2014), polittico

12 marzo – 12 aprile 2020
Piazza Bottesini, Torino

“Questa volta non ci incontreremo sotto il manifesto, questa volta sarà un viaggio privato in un luogo pubblico” (A. Bulgini)

L’edizione 2020 di “Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto” comincia in un momento molto delicato per la comunità globale.
La vita di ciascuno di noi è costretta entro specifiche regole necessarie per la tutela di tutti. I percorsi nello spazio pubblico si fanno rarefatti, scanditi solo dalle prime necessità, la salute, il lavoro, il cibo; in questo contesto si pone per una frazione di secondo, per un fortuito incontro, l’opera d’arte. A essa viene delegata la speranza, la possibilità e il compito di rilasciare spunti dai quali poter attingere per proseguire nel proprio percorso esistenziale. 

E’ così che dal 12 marzo fino alla fine dell’anno, giorno dopo giorno, artisti di tutto il mondo si alterneranno nello spazio per le affissioni nella rotatoria di piazza Bottesini, lungo il percorso che collega le case popolari di Barriera di Milano e il vicino mercato di piazza Foroni, e accompagneranno le persone nella loro vita di tutti i giorni, nei loro percorsi obbligati, donando a tutti, senza discriminazioni.

Flashback decide di iniziare questa nuova narrazione del progetto (ideato da Alessandro Bulgini e curato da Christian Caliandro) con “Rubber Tire, First Lesson” (2014), dell’importante artista italo-senegalese, Maïmouna Guerresi e lo fa come gesto consapevole in questo momento di emergenza, nella convinzione che l’opera, mai come in questo momento, rappresenti un delicato atto poetico in grado di fiancheggiare e sostenere le persone nella loro quotidianità.

La fotografia di Maïmouna Guerresi “Rubber Tire, First Lesson” fa parte della serie M-eating (iniziata dall’autrice nel 2012), che presenta uomini, donne e bambini africani fotografati prima singolarmente e poi riuniti in una situazione conviviale; sul tavolo compare sempre, al posto del cibo, un oggetto che richiama la guerra, il conflitto, e che in questo contesto vede svanire il suo significato originario e ne acquisisce uno del tutto nuovo, più intimo e quotidiano. In questo caso, il pneumatico verniciato di bianco è uno scarto – un concetto ricorrente in Opera Viva Barriera di Milano, un tema che attraversa sotterraneamente tutte le edizioni e che ne costituisce una sorta di nucleo fondante – che diviene uno strano oggetto di studio per la lezione in corso.

Una lezione quanto mai utile in questo momento storico, una lezione in grado di suggerirci la necessità di utilizzare quanto abbiamo già a disposizione, anche gli scarti, per ricreare il nostro presente perché il fondamento della cultura, grazie alla quale alimentiamo la nostra umanità è la libertà dello spirito e i Ludens (n.d.r. titolo dell’edizione 2020) siamo tutti noi individui pienamente liberi e coscienti di poter agire sul mondo ricreandolo, giorno dopo giorno, in qualsiasi condizione, attraverso la creatività.
Sullo sfondo si legge Bi-smi ‘llāh (“Nel nome di Dio”), parte iniziale dell’invocazione con la quale si inizia ogni attività quotidiana.

L’opera di Maïmouna Guerresi gioca su questa tensione tra l’aggregazione e l’isolamento che caratterizzano le figure dell’insegnante e delle alunne, tra convivialità e distrazione: insieme e separati, questi personaggi danno vita al gioco della realtà.

Maïmouna Guerresi artista Italo-Senegalese, nata in Italia. Al suo attivo ha numerose partecipazioni sia in importanti Musei stranieri come lo Stedelijk Museum Schiedam, lo Smithsonian African Art Museum di Washington, il KIASMA Museum of Contemporary Art of Helsinki, il MACAAL Museum di Marrakech, IMA Institute Du Monde Arabe e il Cultural Institute of Islam ICI di Parigi, il National Museum of Sharjah o il National Museum of Bamako; che in Festival e Biennali, come la Biennale di Venezia, Documenta, Les Rencontres de Bamako, la Dak’Art Biennial, Manifesta, 13th Cairo Biennale e l’International Festival of Photography del Bangladesh, Kyotographie, Kyoto, Giappone. I suoi lavori fanno inoltre parte di grandi collezioni pubbliche come quelle dello Smithsonian African Art Museum di Washington, del LACMA Museum di Los Angeles e del  M.I.A Minneapolis Institute of Art.

Opera Viva Barriera di Milano “il Manifesto” ed. 2020
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
1° Artista: 
Maïmouna Guerresi, Rubber Tire, First Lesson (2014), polittico
Dal 12 marzo al 12 aprile 2020

Con il supporto di Città di Torino
Con il patrocinio di Circoscrizione 6

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