Special project>Flashback è opera viva

Emanuela Barilozzi Caruso, senzazioni

Emanuela Barilozzi Caruso, senzazioni (2021)


Flashback, l’arte è tutta contemporanea

presenta

The flashback special project Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto

Emanuela Barilozzi Caruso
senzazioni (2021)

Inaugurazione Mercoledì 5 maggio, alle ore 18.30
Piazza Bottesini, Torino
in diretta Facebook (@flashbackfair)


Mercoledì 5 maggio alle ore 18.30 si inaugura in piazza Bottesini e in diretta Facebook – @flashbackfair – il primo manifesto di Opera Viva Barriera di Milano, progetto ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto dalla fiera d’arte Flashback: senzazioni di Emanuela Barilozzi Caruso (2021) 

Il primo manifesto della sesta edizione di Opera Viva Barriera di Milano, tra gli otto vincitori della open call, è Emanuela Barilozzi Caruso (che aveva già vinto la call del 2019). La fotografia ritrae dall’alto una tavola apparecchiata e ingombra di piatti, posate, bicchieri, bottiglie, residui di cibo; sulla tovaglia riconosciamo scritte, disegni, messaggi.

Sono le tracce di un complesso progetto dal titolo senzazioni che ha impegnato l’artista – trasferitasi lo scorso anno a Palermo, proprio all’inizio della pandemia – e un gruppo di amici e conoscenti. Si tratta di un’opera costruita giorno per giorno e incentrata sulla relazione, sullo scambio e sull’esperienza. Questo lavoro vive in stretto dialogo con il contesto fisico e anche normativo in cui nasce, e in particolare con le limitazioni sociali dovute al Covid in vigore questa primavera. Il D.P.C.M. del 2 marzo 2021 recita infatti: “nelle Regioni nelle quali si applicano le misure stabilite per la zona arancione, è consentito, in ambito comunale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5 e le ore 22, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi.”

La tavola allestita da Emanuela Barilozzi Caruso per l’occasione non è stata mai sparecchiata per undici giorni, e ha ospitato tre colazioni, quattro pranzi e sette cene per venticinque ospiti, suddivisi per due alla volta. Il risultato è una serie di fotografie, di cui quella scelta per il manifesto fa parte, che documentano i momenti di dialogo e di incontro. Naturalmente, un lavoro di questo tipo trascende la testimonianza visiva, e vive soprattutto nella dimensione dell’esperienza diretta e del ricordo successivo. 

Come afferma l’artista: “senzazioni è un’opera collettiva fatta di idee, risate, silenzi, imbarazzi, incontri e separazioni. In totale sicurezza, siamo stati insieme e abbiamo lasciato piatti, posate, bicchieri, disegni, appunti, resti di cibo come una traccia spontanea per chi sarebbe venuto dopo. È stata un’occasione preziosa, intima, per vedere l’altro e riconoscerlo profondamente. senzazioni è una foto di gruppo – nel tempo e nello spazio – che racconta una certezza: alla base della vita e dell’arte ci sono i rapporti umani, capaci di far ammalare ma anche in grado farci guarire.”

Questa idea della relazione umana capace di curare e guarire, è il risultato di una riflessione portata avanti nel corso dell’ultimo anno, e prodotta dalla gigantesca mutazione che tutti stiamo vivendo. Proprio in un momento in cui è così difficile incontrare le persone, incontrare l’altro, questo progetto rivendica l’importanza e la necessità di questo dialogo e di questo ascolto, pur nel pieno rispetto delle regole. E rivela come un nucleo prezioso la capacità degli individui di essere se stessi una volta riuniti attorno al tavolo, di dare il meglio di sé, di trasformarsi – superando spontaneamente ogni tentazione di imporsi e ogni protagonismo.

Emanuela Barilozzi Caruso, classe 1983, è nata, vive e lavora a Roma. Fotografa e ‎performer, ha esposto durante importanti eventi e partecipato a diverse residenze: Padiglione Indiano alla ‎Biennale di Praga, 2011; Biennale di Venezia, 2013; Macro, 2014; Salon, 2015; BoCS Art, 2017.‎  Ha iniziato la sua carriera come attrice professionista e ora è un’artista visiva, attualmente residente a Palermo. Diplomata alla Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, il suo lavoro è caratterizzato dall’uso della fotografia, del disegno e della performance, un lavoro che si adatta alle situazioni in cui si trova ad agire. L’interesse di Emanuela si concentra sui processi relazionali vissuti in prima persona con un tempo sempre molto ampio e diversificato, i cui risultati si svelano con lavori su carta, stampe fotografiche e azioni performative.

Opera Viva, il Manifesto…Open call

Raffaele Fiorella, Tassoeleonora, edizione 2017, videomapping su manifesto


OPEN CALL PER ARTISTI VISIVI
Scadenza 22 Marzo 2021

Aperti i termini – fino al 22 marzo – per partecipare alla quarta edizione del bando per artisti visivi


OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, IL MANIFESTO
un progetto di Alessandro Bulgini
a cura di Christian Caliandro


>> scarica il bando

Per il quarto anno consecutivo apre il Bando dedicato agli artisti che vogliono mettersi in gioco confrontandosi con il territorio del quartiere Barriera di Milano a Torino.

Dal 2015 sono tantissimi coloro che, con le loro opere, hanno occupato lo spazio affissioni di 6 metri x 3 in piazza Bottesini a Torino. Artisti giovanissimi e artisti affermati, italiani e stranieri, tutti si sono confrontati con il territorio accogliendo la sfida di creare un’opera che fosse capace di entrare con forza e rispetto nelle vite degli abitanti del quartiere, accompagnando giorno per giorno la loro quotidianità.

Quest’anno saranno 8 gli artisti (9 in totale) che, come l’intero progetto “Flashback, l’arte è tutta contemporanea“, sono chiamati a partecipare senza limiti di età o di nazionalità, senza limiti di tempo e di spazio. La giuria incaricata di selezionare i progetti sarà composta, come negli anni precedenti, da artisti, curatori, critici d’arte, direttori di musei.

Il termine per l’invio dei materiali è fissato per il 22 marzo 2021.

Il progetto
Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto è un progetto di arte urbana che aggiunge significato al concetto di arte pubblica in virtù dell’utilizzo del preesistente nel concepire l’opera d’arte; nel caso specifico uno spazio comunale per le pubbliche affissioni (cimasa 50530) di 6x3m a Torino in Piazza Bottesini (Barriera di Milano, quartiere torinese multietnico) è interpretato da artisti nazionali e internazionali durante tutto l’anno. 

Il progetto si sviluppa attorno a un’idea precisa della relazione tra arte e spazio pubblico e della funzione di un’opera all’interno di un contesto e di una comunità urbana. 

Attraverso questa operazione, Flashback, collega zone diverse della città di Torino e zone temporali differenti (l’antico, il moderno, il contemporaneo nel suo farsi), nella convinzione che l’arte debba uscire dagli spazi istituzionali, scendere per strada, inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, integrarsi felicemente nella dimensione dell’esistenza quotidiana.

Il Manifesto 
Un manifesto di 6x3m nella rotonda di Piazza Bottesini pulsa nel cuore di Barriera di Milano, uno dei quartieri torinesi più interessanti e ricchi di storie, di identità e di futuro grazie a numerosi artisti, diversi tra di loro per formazione e stile, ma accomunati da un approccio originale e innovativo alla pratica artistica.

La diretta streaming
Per ciascun nuovo manifesto una diretta streaming vede coinvolti l’artista protagonista, l’ideatore, il curatore e i responsabili del progetto. Tutti potranno partecipare all’incontro online con possibilità d’intervento che ha lo scopo di approfondire il significato del manifesto, la poetica dell’artista e le motivazioni che lo hanno spinto a confrontarsi con il territorio.

La mostra 
A Torino la prima settimana di Novembre, durante i cinque giorni della manifestazione Flashback,l’arte è tutta contemporanea, le immagini dei manifesti, insieme a tutti i frammenti di vita raccolti, vengono riuniti in un’unica mostra per raccontare questa finestra aperta sul mondo e per il mondo. 

Il talk 
Un appuntamento di confronto sul significato di “arte pubblica” si realizza ogni anno nell’Art Lounge della fiera che giunge nel 2021 alla sua nona edizione: un’analisi sulla funzione dell’opera d’arte come agente-reagente all’interno di una comunità partendo dall’esperienza torinese. 

I lab 
Un progetto didattico, nato con la volontà di ampliare e raccontare le riflessioni sui temi della fruizione dell’arte come esperienza culturale di consapevolezza e cittadinanza, vede il coinvolgimento delle scuole primarie e secondarie del quartiere. Gli studenti saranno protagonisti di un’esperienza in quattro appuntamenti che parte dal racconto e dalla visita ai manifesti realizzati.

>> per ulteriori informazioni: operaviva@flashback.to.it

Opera Viva, il Manifesto…Noura Tafeche

Inaugurazione > Piazza Bottesini (Torino) e in diretta Facebook (@flashbackfair)
Mercoledì 2 settembre, ore 19.00

In questa fine estate, fine di un’estate molto particolare in un anno molto particolare, in questo tempo sospeso e incerto, carico di sorprese e di attese, sul manifesto 3×6 di piazza Bottesini in Barriera di Milano appare, dal 2 settembre il quarto manifesto della sesta edizione di Opera Viva Barriera di Milano, progetto ideato da Alessandro Bulgini e curato da Christian Caliandro: Trionfo di Bacco e Arianna di Noura Tafeche

L’opera, la prima del gruppo di vincitori della call del 2020 verrà inaugurata in Piazza Bottesini a Torino e in diretta Facebook – @flashbackfair – alle ore 19.00 di mercoledì 2 settembre; lo farà parlandoci di futuro, di un futuro fatto di musica, di civiltà, di effervescenza artistica e creativa, di cultura felicemente contaminata e contaminante: è il futuro in cui vogliamo vivere e che vogliamo costruire, e questo futuro è già presente se siamo in grado di percepirlo e di aiutarlo a crescere. 

Il tema scelto quest’anno da Flashback, l’arte è tutta contemporanea è Ludens, ispirato al racconto di fantascienza La variante dell’Unicorno di Roger Zelazny e all’opera di Johan Huizinga: il gioco dunque  inteso come fondamento della vita umana e della creatività, come approccio fondamentale per la ricostruzione continua del mondo e come attività sacra, viene declinato dall’artista in un tripudio di colori, personaggi, suoni e azioni che trasfigurano completamente la fonte visiva tratta dalla storia dell’arte, un dettaglio dalla decorazione di Palazzo Farnese realizzata da Annibale Carracci (1597-1607), reinterpretandola, attualizzandola e consegnandola alla nostra contemporaneità così difficile e interessante.

Noura Tafeche – “artivista” e studiosa, cofondatrice del Centro di Cultura Araba, organizzazione no-profit con sede a Milano – concepisce la sua opera come una “fiction speculativa”. Come l’autrice stessa dichiara, “il disegno rappresenta un immaginario esteso, in cui le relazioni sono naturalmente fuse, e formano una visione complessiva disorientante o armoniosa a seconda del tempo e dell’attenzione dedicati a esplorare, identificare e sondare la storia di ogni dettaglio. Tutte le miniature raffigurate, che si contendono l’attenzione dell’osservatore, rappresentano altrettanti portali che immettono in realtà dipendenti e interdipendenti. Il Trionfo di Bacco e Arianna copre un arco eclettico di riferimenti: da sistemi di scrittura sommersi a lotte radicali, da antichi racconti a note estetiche e citazioni visive da artisti contemporanei che servono da connessioni ipertestuali per approfondire una storia.”

Opera Viva, Il Manifesto…Open call

Iginio De Luca, Altro giro, altra corsa, 9 giugno – 12 luglio 2020


Aperti i termini – fino al 15 luglio – per partecipare alla terza edizione del bando per artisti visivi del progetto OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, IL MANIFESTO.
L’argomento scelto per questa sesta edizione è, come per la fiera Flashback, Ludens. Un’edizione interessata alla dimensione ludica dell’uomo, alla quale, in ogni cultura, è stata riconosciuta una valenza sacra.

IL PROGETTO
Opera Viva Barriera di Milano “Il Manifesto”, è un progetto di arte urbana che aggiunge significato al concetto di arte pubblica in virtù dell’utilizzo del preesistente nel concepire l’opera d’arte; nel caso specifico uno spazio comunale per le pubbliche affissioni (cimasa 50530) di 6x3m a Torino in Piazza Bottesini (Barriera di Milano, quartiere torinese multietnico) è interpretato da artisti nazionali e internazionali per sei / dieci mesi l’anno. 

Nel 2013 nasce il progetto Flashback è Opera Viva con il quale l’artista Alessandro Bulgini dichiara la manifestazione Flashback, l’arte è tutta contemporanea, e tutti i capolavori presentati Opera Viva. Nel 2014 Flashback è Opera Viva lascia gli spazi dell’arte per inoltrarsi anche fisicamente in periferia con Opera Viva Barriera di Milano “il Manifesto” con la curatela di Christian Caliandrosegnando il countdown alla manifestazione di novembre.

Il progetto si sviluppa attorno a un’idea precisa della relazione tra arte e spazio pubblico e della funzione di un’opera all’interno di un contesto e di una comunità urbana. Attraverso questa operazione che dura tra i 6 e i 10 mesi, la fiera collega zone diverse della città di Torino e zone temporali differenti (l’antico, il moderno, il contemporaneo nel suo farsi), nella convinzione che l’arte debba uscire dagli spazi istituzionali, scendere per strada, inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, integrarsi felicemente nella dimensione dell’esistenza quotidiana.

Il Manifesto 
Un manifesto di 6x3m nella rotonda di Piazza Bottesini pulsa nel cuore di Barriera di Milano, uno dei quartieri torinesi più interessanti e ricchi di storie, di identità e di futuro grazie a numerosi artisti, diversi tra di loro per formazione e stile, ma accomunati da un approccio originale e innovativo alla pratica artistica. 

La mostra 
Durante i cinque giorni della fiera le immagini dei manifesti, insieme a tutti i frammenti di vita raccolti, vengono riuniti in un’unica mostra per raccontare questa finestra aperta sul mondo e per il mondo. 

Il talk 
Un appuntamento di confronto sull’edizione realizzata nell’Art Lounge di Flashback. La riflessione si svilupperà analizzando la funzione dell’opera all’interno di un contesto e di una comunità partendo dall’esperienza torinese. 

I lab 
Flashback lab è un progetto didattico nato con la volontà di ampliare e raccontare le riflessioni sui temi della fruizione dell’arte come esperienza culturale di consapevolezza e cittadinanza. Le classi coinvolte saranno protagoniste di un’esperienza in quattro appuntamenti in quattro appuntamenti che parte dal racconto e dalla visita ai manifesti realizzati dagli artisti.

>> per ulteriori informazioni: operaviva@flashback.to.it

Parole Nomadi

Flashback talk 2019

Anche in questa edizione non mancheranno gli appuntamenti di Flashback talk: lo spazio riservato all’approfondimento e all’analisi dei fenomeni artistici, un salotto dedicato alla divulgazione e alla lucida divagazione, con ospiti ed esperti che, muovendosi dal tema degli Erranti, dialogheranno e si interrogheranno sulla natura nomade dell’arte e sul suo potere di superare confini e barriere per altri versi invalicabili.

>> Venerdì 1 novembre 2019

Fabio Cammarata. Errando e Progettando > h 11.30
A cura di Iconica
Nell’arte del gioiello, “errare” attraverso la sperimentazione porta a risultati spesso inattesi e dagli effetti estetici e fisici inusuali ed eterogenei. Dice Fabio Cammarata: “ … La sperimentazione persegue, come la progettazione, un modus operandi fatto di regole ben precise ma i cui effetti finali sono spesso sorprendenti e diversi tra loro. Ecco il perché spesso i miei gioielli sembrano appartenere a mani che hanno lavorato con “occhi” differenti…”.
>> Fabio Cammarata (Designer), Monica Bruno (Iconica)

Homme canette > h 15
Il riciclaggio poetico dei materiali abbandonati dal consumo contemporaneo.
>> Cristina Pistoletto (artista), Eddy Ekete (artista), Simona Amelotti (MetaCritikVision). Modera: Fabio Vito Lacertosa (musicista e critico)

“GIACOMO BALLA. Nato Torino. Pittore futurista (La magia caleidoscopica di Casa Balla)” > h 17
Giacomo Balla, futurismo futuribile: vagabondaggi tra reale e virtuale.
La casa di Balla – ai Parioli fino al 1926, poi al quartiere Delle Vittorie – si presenta sempre come una fucina dove inventare, progettare e realizzare oggetti utili al lavoro ma anche belli e magici.
>> Patrizia Balla (erede Giacomo Balla), Vittorio Balla (erede Giacomo Balla), Elena Gigli (Responsabile dell’Archivio Gigli per l’opera di Giacomo Balla), Edoardo Bosi (responsabile Art Advisor di Azimut Capital Management),Alessandro Guerrini (amministratore delegato di Art Defender)

>> Sabato 2 novembre 2019

Mario Davico 1920-2010 > h 11.30
A cura di Pino Mantovani
Testi di Flaminio Gualdoni, Cristina Valota, Franco Fanelli, Riccardo Cavallo
Nella zona franca intellettuale ed esistenziale dello studio, la pittura sola conta, oltre ogni circostanza, ogni nominalismo possibile, ogni accidente mondano. Tutta la vita di Davico si concentra sulla pittura, che l’artista vorrebbe “assoluta”, una pittura che non ammette limitazioni, restrizioni o condizioni, la cui esistenza non dipende da nient’altro, neanche dal tempo, ma sussiste di per sè ‘perfetta’. 
Presentazione della monografia edita da Umberto Allemandi 
>> Pino Mantovani, Franco Fanelli e Andrea Balzola

Arti decorative e Art Design. Passi nel tempo tra Unicità e Serialità > h 15
Arte o design? Arte e design. Un duplice ribaltamento prospettico: all’origine le arti decorative nella loro unicità poi il design novecentesco dove la questione centrale era la riproducibilità, la serialità per l’industria, oggi si verifica il ritorno alla ricerca del “fuori serie”, si marca sempre di più l’ibridazione con l’Arte. Il risultato è una nuova pratica in cui si assiste, per riprendere Coles, a una “rinegoziazione” dei tradizionali confini disciplinari. 
>> Davide e Gabriele Adriano (Adriano Design) > Vanessa Carioggia (Casa d’Aste Sant’Agostino) > Roberta Verteramo (Art designer). Modera: Davide Alaimo (architetto, critico e storico del design dell’architettura) 

Fake, plagi e falsi d’autore > h 15
Conseguenze e curiosità di fingere il vero.
>> Luca Ferrua (La Stampa), Gipo Di Napoli (Bandakadabra), Roberto Mastroianni (filosofo e Presidente Museo Diffuso della Resistenza)

>> Domenica 3 novembre 2019

Esercizi di sguardo. Cultura e percezione del quotidiano > h 11.30
Lo sguardo si modella su costrutti culturali e storici che plasmano la percezione del paesaggio, della quotidianità, dello spazio e dell’arte. E gli artisti hanno un importante ruolo nel disvelare, in ogni epoca, un orizzonte ancora invisibile ai più, ma indispensabile per immaginare le dimensioni del futuro.
>> Luca Dal Pozzolo (Direttore Osservatorio Culturale del Piemonte), Michela Casavola (Critico d’arte) 

Opera Viva Barriera di Milano & Gli Erranti > h 15
Dai fuochi d’artificio disegnati a una suora e un diavoletto in pullman, dai cani a spasso tra le rovine di un castello turco alla dichiarazione di un amore precario e immortale, fino “sculture solari per naufraghi”: quest’anno i cinque manifesti di Opera Viva Barriera di Milano allestiti nella rotonda di piazza Bottesini si sono confrontati con gli Erranti di Flashback, con il vagabondaggio nel tempo, nello spazio e nei sentimenti. Ne parleranno, con l’ideatore del progetto Alessandro Bulgini e con il curatore Christian Caliandro, due protagoniste di questa edizione: Emanuela Barilozzi Caruso e Laura Cionci.
>> Alessandro Bulgini, Christian Caliandro, Emanuela Barilozzi Caruso, Laura Cionci 

Hommes canette Eddy Ekete > h 16
Con la partecipazione di Vincent Lebubura Nzau
Presentato da CasaBottega
Un Golem generato da una volontà di potenza, deambula, balla e si muove in un clangore di suoni metallici con un ritmo gioioso e festivo. “L’Homme canette” è il riciclaggio poetico dei materiali abbandonati dal consumo contemporaneo con un riferimento alla cultura ancestrale africana.

Nomadic sounds

a cura di Mauro Battisti e Ivan Bert

Flashback sound, lo spazio della fiera dedicato alla musica, quest’anno gioca sulla polisemia dei termini ‘errare’ – nel senso di ‘viaggiare’ ma anche ‘sbagliare’ – e ‘tempo’ – inteso come intervallo e ritmo. La scelta dei progetti sonori di Flashback sound si concentra su quella terra di confine tra improvvisazione e musica scritta, nelle più diverse declinazioni, con una propensione verso il jazz e il cross-over che ben si sposano con lo spirito di questa edizione. 

30 ottobre > h 18.30 (solo su invito) >> Nina Simmons
Davide Vizio > Live electronics
Jacopo Albini > Sax tenore, clarinetto
Dal jazz alla nu-black, dalla dub music alla musica etnica di tutti i continenti, le linee tematiche e le improvvisazioni di Jacopo Albini danzano calde sulle produzioni elettroniche groovy, ambient e ipnotiche di Davide Vizio.

Nina Simmons

31 ottobre > h 18.30 >> Onda Próxima
Gilson Silveira > Percuteria, voce
Nico Di Battista > Basso a 7 corde, voce
Due artisti eclettici e di grande sensibilità per un magico incontro tra Mediterraneo e Brasile: tropicalismo partenopeo, questo è il termine coniato appositamente da Silveira e Di Battista per una musica che mescola il lirismo mediterraneo ai vivaci colori ritmici sudamericani e il pathos, tutto napoletano, al mondo leggero e contagioso della musica brasiliana.

Onda Próxima

1 novembre > h 18.30 >> KALA
Gianni Denitto > sax alto, live electronics
Ricky Akasha > visual design
A conclusione del suo ultimo tour che ha toccato i quattro angoli del mondo, il sassofonista Gianni Denitto presenta “KALA”: uno spettacolare diario di bordo in cui i suoni della world music s’intrecciano con l’elettronica a formare un’accurata e seducente trama musicale che racconta di luoghi e di storie personali.

KALA

2 novembre > h 18.30 >> X-Moon
Ivan Bert > Tromba, tromba preparata, live electronics
Mauro Battisti > Basso, live electronics
Ricky Akasha > visual design
Cosa accade quando una spedizione diretta sulla luna si ritrova per errore tra panorami cosmici inattesi? Questo il viaggio immersivo di X-Moon: un messaggio nella bottiglia lanciato, tra space-rhythms e soundscapes psichedelici, da due speciali e involontari wanderers del tempo. 

X-Moon

Alessandro Bulgini “Accesso Libero al Mare”

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2018

presenta

Alessandro Bulgini
 ACCESSO LIBERO AL MARE (2018) 

Inaugurazione 17 ottobre ore 18,30

Piazza Bottesini, Torino

Con il sesto e ultimo manifesto si completa l’edizione 2018 di Opera Viva Barriera di Milano, progetto ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e dedicato quest’anno – come Flashback che lo sostiene – al tema della diversità, della mixité sociale, culturale e temporale.

“L’immagine di Bulgini inquadra un angolo urbano di Barriera di Milano, e una serie di ante di armadio piuttosto malridotte, appoggiate al muro di mattoni: su tre di queste, una scena marina d’antan, con velieri, onde e marinai sulla costa, seduti a chiacchierare e a raccontarsi storie. A tagliare orizzontalmente il manifesto, un nastro rosso (posizionato sulla linea di demarcazione dell’opera viva che caratterizza la ricerca dell’artista, e che dà il titolo all’intero progetto) indica l’accesso libero al mare come diritto fondamentale e inalienabile. Che senso ha segnalarlo proprio in Barriera di Milano a Torino, in un luogo molto molto lontano (fisicamente e spiritualmente) dal mare e dai mari italiani? In questo risiede la diversità che dà il senso a tutta la sequenza di opere e manifesti che ci hanno accompagnato da maggio fin qui. In questo caso, il mare e l’accesso libero a esso diventano una possibilità estrema, la capacità di capovolgere il punto di vista e di ricreare una realtà laddove esistono solo indicazioni, semi, potenzialità, immaginazioni: che è poi il significato dell’arte di ogni epoca. Così un’anta, una semplice anta può diventare in un istante una finestra aperta su un altro mondo, su un’altra dimensione.” C. Caliandro

Bulgini ci regala una porta di accesso al mare e dal mare, un mare liberato, un passaggio verso l’altrove. L’Opera Viva, la linea di galleggiamento delle barche, il nastro rosso, è la demarcazione, il confine che ci divide da ciò che vive in un altro luogo e in altro tempo. Il passaggio verso la libertà implica il superamento della barriera per conquistare il nostro accesso al mare.

L’opera è viva dunque nella sua parte meno accessibile, una parte che va indagata volontariamente lanciando lo sguardo oltre l’orizzonte. E’ lì che vive l’opera e che la vita si dispiega, lì dove si mescolano le carte, sulle rive di un altro mare, dove i marinai raccontano e le storie si confondono, dove il tempo e le differenze sono sospese ma l’accesso al mare sa di libertà.

 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
Rotatoria di piazza Bottesini – Torino
6° artista – Alessandro Bulgini – 17 ottobre – 11 novembre 2018
Inaugurazione 17 ottobre ore 18,30

Flashback, l’arte è tutta contemporanea
1 / 4 novembre 2018 h. 11/20
Pala Alpitour, Torino

Ufficio Stampa Emanuela Bernascone
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