L’arte è tutta contemporanea…Episodio #13

01 Marzo 2021

L’ARTE È TUTTA CONTEMPORANEA EPISODIO #13
“Gli animali”

La fauna tra simbologie e significati nelle opere dell’ottava edizione di Flashback.

“L’uomo non sa di più degli altri animali; ne sa di meno.
Loro sanno quel che devono sapere. Noi, no.”
Fernando Pessoa


Iniziamo la nostra incursione settimanale tra le opere di Flashback individuando quelle che ci raccontano il mondo della fauna, domestica, selvatica e immaginaria. La prima è un antico e intrigante tappeto Ningxia a sfondo giallo, proveniente dalla Cina del XIX secolo, 198 x 132 cm, che rappresenta, nel suo complesso intreccio, i cani di Fo, cani della tradizione cinese chiamati anche cani guardiani. 

Focalizziamo poi la nostra attenzione su Enzo Cucchi, classe 1949. L’opera è il disegno Senza titolo del 2020 (pastelli e carbone su cartoncini bianchi assemblati a sagoma irregolare) appartenente alla serie “I Predicatori”. Il soggetto è un muso di cavallo che, attraverso il nero del carboncino, si trasforma diramandosi. L’artista con la serie “I Predicatori” fa nascere una sorta di bestiario fantastico, in cui regna l’irrazionale, la visione, il sogno.

L’incursione prosegue con la Scena pastorale di Dirck Van Den Berghen, un olio su tela del 1675. Una composizione di animali in primo piano: tre bovini, due pecore e un agnello; il sole in lontananza che emette, fra le nuvole, una luce delicata; una capanna dentro la quale scorgiamo la figura di un uomo: tutti elementi che nell’insieme rendono perfettamente la serenità della vita rurale.

Carol Rama, pittrice torinese, aggiunge un ulteriore tassello al racconto con l’opera S.T. del 1990 (pennarello e smalto su cartoncino), in cui è raffigurato un uomo con accanto un rospo color arancio; sopra, un altro rospo verde con puntini rossi, neri e gialli. Animali fantastici e totemici che l’artista era solita disegnare accanto a soggetti nudi, animali che si moltiplicano, si evolvono e che rappresentano la trasformazione.

Continuiamo con il Cavallo della Cina centrale Shaanxi, Dinastia Tang (618-907 d.C.), in terracotta grigia con policromia su ingobbio bianco, è un’opera che esprime la dinamicità di questo animale: il collo in torsione, la testa rivolta verso l’alto, le orecchie tese, la bocca aperta e la zampa destra sollevata ne fanno risaltare l’irrequietezza e la realisticità.

Infine i preziosi Orecchini in oro giallo, onice e diamanti del 1970 ca. di origine Italiana: cerchi in oro che si ispessiscono e si trasformano in teste di serpente coronate da diamanti poggiati sul fondo nero di pietra vulcanica. Sono gioielli che richiamano, per la loro forma un serpente che si morde la coda, “l’oroboro”, il simbolo dell’eterno ritorno, di tutto ciò che finisce e ricomincia in un ciclo infinito. …

Nell’immagine, in alto a sinistra: Dirck Van Den Berghen, Scena pastorale, 1675, olio su tela, cm 26,7 x 33, courtesy of Galleria Luigi Caretto (Torino, Madrid). Enzo Cucchi, Senza titolo, appartenente alla serie “I Predicatori”, 2020, pastelli e carbone su cartoncini bianchi assemblati a sagoma irregolare, cm 170 x 110, courtesy of: Aleandri Arte Moderna (Roma). Segue: Tappeto Ningxia, Cina XIX secolo, cm 198 x 132, courtesy of: Mirco Cattai Fine Art & Antique Rugs (Milano). 
In basso a sinistra: Carol Rama, S.T., 1990, pennarello e smalto su cartoncino, cm 34 x 24, courtesy of: Galleria Del Ponte (Torino). Segue: Orecchini, Italia 1970, in oro giallo onice e diamanti, courtesy of: Lorenzo e Paola Monticone Gioielli d‘Epoca (Torino). Segue: Cavallo, Cina centrale Shaanxi, Dinastia Tang 618-907 d.C., terracotta grigia con policroma su ingobbio bianco, cm 49 x 54,5, courtesy of: Schreiber Collezioni (Torino).