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Matthew Attard
Follow the Ship(s) - Drawing Detail #2
Courtesy Galleria Michela Rizzo

Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto 

Un progetto di arte urbana di Alessandro Bulgini

Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto è un progetto di arte urbana che aggiunge significato al concetto di arte pubblica in virtù dell’utilizzo del preesistente nel concepire l’opera d’arte. 

 

Il progetto utilizza uno spazio comunale per le pubbliche affissioni (cimasa 50530) di 6x3m a Torino, in Piazza Bottesini, nel quartiere multietnico di Barriera di Milano, ospitando opere di artisti nazionali e internazionali durante tutto l’anno in collaborazione con istituzioni ed enti museali.

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La storia del progetto

Nel 2013 nasce Flashback è Opera Viva dell’artista Alessandro Bulgini nella convinzione che l’arte sia immortale e che dunque l’opera sia sempre viva; l’opera viva è anche la parte sommersa dello scafo e dunque rappresenta il sommerso, tutto ciò che è invisibile, tutte le periferie, mentali e fisiche.

 

È così che il progetto nato per mettere in connessione il dentro e il fuori, il sommerso e l’emerso, il visibile e l’invisibile, il centro e le periferie, nel 2015 si trasforma in un progetto di arte urbana Opera Viva Barriera di Milano, Il Manifesto.

 

 

Arte e spazio pubblico

Il progetto si sviluppa attorno a un’idea precisa della relazione tra arte e spazio pubblico, e della funzione di un’opera all’interno di un contesto e di una comunità urbana, nella convinzione che l’arte debba uscire dagli spazi istituzionali, scendere per strada, inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, integrarsi felicemente nella dimensione dell’esistenza quotidiana.

Le immagini dei manifesti delle precedenti edizioni, insieme a tutti i frammenti di vita raccolti, sono riuniti in un’unica mostra all'interno del Pad. B di Flashback Habitat per raccontare questa finestra aperta sul mondo e per il mondo.

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2026 - IN TIME

XII edizione

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L'edizione 2026, intitolata IN TIME, prosegue la ricerca di Flashback sul tempo, inteso non come successione lineare di epoche, ma come dimensione aperta, nella quale passato, presente e futuro convivono e si contaminano reciprocamente. Per Flashback, infatti, tutte le opere parlano sempre al presente nell’incontro con chi le guarda. Essere in time significa quindi essere dentro il proprio tempo, ma anche attraversare tutti i tempi, costruendo connessioni inattese tra immagini, storie ed esperienze.

 

 

Il viaggio e la vela

Il viaggio diventa la metafora che guida l'intera edizione. Non un percorso con una meta già definita, ma un attraversamento nel quale orientarsi significa leggere il presente, accogliere l'imprevisto e modificare continuamente la propria rotta.

 

La barca a vela incarna perfettamente questa condizione: procede grazie al vento, alle correnti e alla capacità di interpretare ciò che accade, trasformando l'incertezza in possibilità. 

La navigazione accompagna da sempre l'immaginario dell'umanità.

 

È il simbolo dell'attraversamento, della conoscenza, del desiderio di libertà e della ricerca di nuovi approdi. 

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Oggi in Piazza Bottesini

Il primo manifesto è l’opera Follow the Ship(s) – Drawing Detail #2 di Matthew Attard, parte del progetto I Will Follow the Ship presentato dall’artista al Padiglione di Malta alla 60ª Biennale di Venezia.

 

Attard si ispira ai graffiti navali incisi da marinai e pellegrini nelle chiese di Malta: ex voto, segni lasciati da chi affidava al mare le proprie speranze e richieste di protezione. Il titolo custodisce, implicito, un invito che è anche suggestione del metodo di realizzazione dell'opera: segui le barche.

 

Il disegno, infatti, non nasce dal movimento della mano, ma da un sistema di eye-tracking che registra il movimento degli occhi dell'artista mentre segue i contorni delle incisioni. A quei tracciati si intrecciano immagini digitali del mare e le rotte delle navi.

 

Così, l’antico graffito e il segno digitale, passato e presente, si fondono in una nuova immagine. Cambia la tecnica, ma non la funzione: oggi come allora, quel disegno affida al mare una speranza di salvezza.

Matthew Attard (Malta, 1987) è un artista visivo e docente presso la Facoltà di Arte dell'Università di Malta. Ha rappresentato il Padiglione di Malta alla 60ª Biennale di Venezia con il progetto I WILL FOLLOW THE SHIP, commissionato dal Malta Arts Council e co-curato da Elyse Tonna e Sara Dolfi Agostini. La sua pratica artistica indaga le immagini come costrutti sociali e culturali. Il suo lavoro si colloca nell'ambito del disegno contemporaneo attraverso un approccio multimediale che ne mette in evidenza la natura versatile, performativa e temporale. Centrale nella sua ricerca è l'idea dello sguardo come forma di disegno, nelle sue dimensioni percettive, fisiologiche e culturali, tema sviluppato anche durante il dottorato basato sulla pratica presso l'Edinburgh College of Art dell'Università di Edimburgo, finanziato dal programma Malta Arts Scholarship.

La sua prima esposizione è stata una doppia mostra personale organizzata nel 2014 alla Galleria Michela Rizzo di Venezia. Da allora ha presentato il proprio lavoro a Venezia, Roma, La Valletta, Genova, Londra, Pechino e Los Angeles, tra le altre città. Nel 2018 ha ricevuto il Premio Under 30 Euromobil ad Arte Fiera di Bologna. È stato inoltre selezionato per tre edizioni di Ten Artists to Watch presso il Los Angeles Centre for Digital Arts (LACDA) e, nel 2019, invitato a partecipare ad Artissima Telephone negli spazi delle OGR di Torino. Nel 2021 è stato selezionato per il Lumen Prize e ha presentato una delle sue principali mostre personali, Rajt ma rajtx... naf li rajt, curata da Elyse Tonna al Valletta Contemporary. Nel 2022 gli è stata commissionata l'opera Here's How I Did Not See What You Wanted Me To See nell'ambito della residenza digitale OPEN al Blitz di La Valletta, curata da Sara Dolfi Agostini. Nel 2023 ha tenuto la mostra personale Ship of Fools alla Galleria Michela Rizzo di Venezia. Nel 2024 ha rappresentato il Padiglione Malta alla 60ª Biennale di Venezia.

 

Nel 2025 ha presentato Segni di rotta presso la stessa galleria e vinto il Premio Best International Achievement Award dal Malta Arts Council per I WILL FOLLOW THE SHIP; nell'ottobre dello stesso anno ha inaugurato The Ship (Unseen), curata da Elyse Tonna, al Palazzo dell'Inquisitore di Birgu, Malta.

Edizioni precedenti
 
2025 - STARGATE TO G4Z4

Progetto condiviso e prodotto dalla Striscia di Gaza.

Grazie all’Associazione Our Voice, alla Comunità Palestinese di Palermo e alla referente da Gaza Amal Khayal.
Majed Abu Shala

Randa Abu

Ramadan Haya Saqer

Ahmed Akkila

Intisar Ibrahim

Jacopo Intini (Collaboratore ONG Gaza)

Amal Khayal

Amira Khayal

 
2024 
Francesca De Angelis, "Candies do not kill children"
Marina Arienzale, "Mosca"
Charlotte Landini, "Goal 16.1"
Monica Podda e Stefano Budicin, "Roach world fest"
Cocis Ferrari, "What are those - Borders series"
Giuseppe Fittipaldi, "Il bacio in bocca"
Davide Dormino, "Far Fall"
2023 
Gianluca e Massimiliano De Serio, "Natura Morta"
Sergio Cascavilla, "L'arte povera E' INGombraNTE OBsoleTA"
Turi Rapisarda, "Il Satiro" (1990)
Luigi Gariglio, "Cinghie"
Pierluigi Pusole, "Amico (2018)"
Alessandro Bulgini, "Produzione Cosmetici"
2022
Hugleikur Daggson, "What just happened?"

Snorri Asmundsson, "Smartphone Sovereignty"
Libia Castro & Olafur Olaffson, "Your country doesn't exist (2003 - ongoing)"
Elsa Yeoman, "Be My Guest"
Shoplifter (Hrafnhildur Arnardóttir), "Fuzzy Smile"

Frosti Gnarr, "Hide or seek"
Jòn Gnarr, "Last Supper (2003)"


2021
Emanuela Barilozzi Caruso, "senzazioni"
Erika Nevia Cervo, "Utile (2020)"
Mariapaola Infuso, "*** topia"
Lucrezia Testa Iannilli, "Gates"
Federica Peyrolo, "Almanacco"
Federica Belli, "Imagination is an act of rebelllion"
Alessandro Bulgini, "Opera Viva - Servomuto (d'apres Fabio Mauri)"
Tatiana Villani, "EstrusioneIlaria Abbiento, Mediterraneo 2017 (2017)"


2020
Maïmouna Guerresi, "Rubber Tire, First Lesson (2014)"
Iginio De Luca, "Altro giro, altra corsa"
Serena Fineschi, "Viva questo mondo di merda"
Noura Tafeche, "il trionfo di Bacco e Arianna (2018)"
Luigi Presicce, "Arlecchini in Paradiso"
Alessandro Bulgini, "Opera Viva - 13 vertical. Che?"
Giammarco Cugusi, "Paga la mossa. Di un'integrazione precaria"
Luisa Turuani, "Ma non è questo il giorno"


2019
Rebecca Moccia, "Fuoco in tasca"
Emanuela Barilozzi Caruso, "Unknown"
Nero / Alessandro Neretti, "All the Things that We Need"
Laura Cionci, "Chiarazione"
Alessandro Bulgini, "Opera Viva - Guardiani. Sculture solari per naufrago"


2018
Lucia Veronesi, "The safe zone"
Saccardi workshop, "Dioniso in città"
Irene Pittatore, "Wire Connection"
Virginia Zanetti, "The pillars of the earth"
Francesca Sandroni, "-10° minuto"
Alessandro Bulgini, "Opera viva - Accesso libero al mare"


2017
Raffaele Fiorella, "Operette morali"
Calixto Ramirez, "Tana libera tutti!"
Cristiano De Gaetano, "Ice Age"
Fabrizio Bellomo, "Saluti da Cerignola"
Roxy in the Box, "Martiri"
Alessandro Bulgini, "Porta Fortuna"


2016
Zanbagh Lotfi, "Memory Vague 1361"
Andrea Mastrovito, "Il Secolo Bravo"
Saul Melman, "Stretched and Still Lies in the Midnight"
Aryan Ozmaei, "Unusu-Ambo: Sabalan 2"
Gian Maria Tosatti, "Histoire et Destin - New Men's Land (Star, 2016)"
Alessandro Bulgini, "Opera Viva - Corso Giulio"


2015
Alessandro Bulgini, "Antica è tua sorella"

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Associazione Flashback

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Corso Giovanni Lanza 75, 10131 Torino, Italia
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Nota sull'uso del linguaggio ampio

Per un progetto come Flashback — per natura e poetica attento alle marginalità e a quegli altrove, fisici e mentali, spesso tralasciati — il linguaggio è un mezzo potente per contribuire al cambiamento e uno strumento necessario di osservazione del presente.

 

Questa attenzione riguarda tutti i nostri testi: sul sito, nelle pubblicazioni, nei materiali online e offline. Vi si incontrerà un segno linguistico preciso, lo schwa (ə), con l'intento di limitare il ricorso al maschile universale a favore di un'espressione più ampia e aperta.

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