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Squeri veneziani, Peota (o Bucintoro dei Savoia),
1729-1731

Courtesy Palazzo Madama - Museo Civico d’Arte Antica di Torino e Consorzio delle Residenze Reali Sabaude

Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto 

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Un progetto di arte urbana di Alessandro Bulgini

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Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto è un progetto di arte urbana che aggiunge significato al concetto di arte pubblica in virtù dell’utilizzo del preesistente nel concepire l’opera d’arte. 

 

Il progetto utilizza uno spazio comunale per le pubbliche affissioni (cimasa 50530) di 6x3m a Torino, in Piazza Bottesini, nel quartiere multietnico di Barriera di Milano, ospitando opere di artisti nazionali e internazionali durante tutto l’anno in collaborazione con istituzioni ed enti museali.

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La storia del progetto

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Nel 2013 nasce Flashback è Opera Viva dell’artista Alessandro Bulgini nella convinzione che l’arte sia immortale e che dunque l’opera sia sempre viva; l’opera viva è anche la parte sommersa dello scafo e dunque rappresenta il sommerso, tutto ciò che è invisibile, tutte le periferie, mentali e fisiche.

 

È così che il progetto nato per mettere in connessione il dentro e il fuori, il sommerso e l’emerso, il visibile e l’invisibile, il centro e le periferie, nel 2015 si trasforma in un progetto di arte urbana Opera Viva Barriera di Milano, Il Manifesto.

 

 

Arte e spazio pubblico

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Il progetto si sviluppa attorno a un’idea precisa della relazione tra arte e spazio pubblico, e della funzione di un’opera all’interno di un contesto e di una comunità urbana, nella convinzione che l’arte debba uscire dagli spazi istituzionali, scendere per strada, inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, integrarsi felicemente nella dimensione dell’esistenza quotidiana.

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Le immagini dei manifesti delle precedenti edizioni, insieme a tutti i frammenti di vita raccolti, sono riuniti in un’unica mostra all'interno del Pad. B di Flashback Habitat per raccontare questa finestra aperta sul mondo e per il mondo.​

​2026 - IN TIME

XII edizione

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L'edizione 2026, intitolata IN TIME, prosegue la ricerca di Flashback sul tempo, inteso non come successione lineare di epoche, ma come dimensione aperta, nella quale passato, presente e futuro convivono e si contaminano reciprocamente. Per Flashback, infatti, tutte le opere parlano sempre al presente nell’incontro con chi le guarda. Essere in time significa quindi essere dentro il proprio tempo, ma anche attraversare tutti i tempi, costruendo connessioni inattese tra immagini, storie ed esperienze.

 

 

Il viaggio e la vela

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Il viaggio diventa la metafora che guida l'intera edizione. Non un percorso con una meta già definita, ma un attraversamento nel quale orientarsi significa leggere il presente, accogliere l'imprevisto e modificare continuamente la propria rotta.

 

La barca a vela incarna perfettamente questa condizione: procede grazie al vento, alle correnti e alla capacità di interpretare ciò che accade, trasformando l'incertezza in possibilità. 

La navigazione accompagna da sempre l'immaginario dell'umanità.

 

È il simbolo dell'attraversamento, della conoscenza, del desiderio di libertà e della ricerca di nuovi approdi. ​​​

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Oggi in Piazza Bottesini

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Commissionato a Venezia da Vittorio Amedeo II e arrivato a Torino nel 1731, il Bucintoro dei Savoia faceva del Po il palcoscenico della magnificenza monarchica. Più che un mezzo di trasporto, era un dispositivo scenico, un vessillo identitario. Venezia e Torino, dunque, utilizzavano la navigazione per costruire immagini pubbliche del potere.

 

Lo stesso linguaggio si ritrova oggi in un’esperienza opposta nelle intenzioni: la Global Sumud Flotilla. Le sue imbarcazioni civili hanno attraversato il Mediterraneo per portare aiuti a Gaza e contestare il blocco navale. Anche in questo caso il viaggio e la sola presenza delle barche in mare sono diventati azione pubblica; questa volta, però, il mare non è espressione di un potere, ma è spazio di attraversamento in difesa della vita. È da questo accostamento che il manifesto prosegue la riflessione sulla vela come atto poetico. Un'imbarcazione a vela non è sempre il mezzo più veloce né il più efficace. Talvolta, però, la potenza del gesto sta proprio nella scelta di affidarsi al vento - all'incertezza - di esporsi e di mostrare la propria fragilità.

 

Il quinto manifesto di Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto - progetto di arte urbana ideato da Alessandro Bulgini e prodotto da Flashback - ha come protagonista un altro particolare esempio di imbarcazione a vela. Pur accostando esperienze storicamente lontane, il Bucintoro riconosce il valore di chi ha scelto di mettersi in viaggio e di vivere il mare non come confine, ma come spazio in cui rendere visibile una responsabilità collettiva. Un’immagine nata per celebrare l’autorità diventa così strumento di riflessione sul presente. Forse è proprio questa la possibilità che l’arte continua a offrire: sottrarre le immagini del passato al loro significato originario e renderle di nuovo capaci di intervenire nel presente.

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IL BUCINTORO DEI SAVOIA è conservato nella Scuderia Grande juvarriana della Reggia di Venaria (La Venaria Reale), nell’allestimento «La Regia Scuderia». Fatto costruire da Vittorio Amedeo II tra il 1729 e il 1731 sul modello veneziano della «peota», è l’unico Bucintoro originale rimasto al mondo: l’ultimo Bucintoro dei Dogi, costruito negli stessi cantieri veneziani, andò distrutto da un incendio nel 1798. Donato dal primo Re d’Italia alla Città di Torino nel 1869 e destinato al Museo Civico nel 1873, è stato restaurato dal Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale. (Fonte: Reggia di Venaria).

Edizioni precedenti
 
2025 - STARGATE TO G4Z4

Progetto condiviso e prodotto dalla Striscia di Gaza.

Grazie all’Associazione Our Voice, alla Comunità Palestinese di Palermo e alla referente da Gaza Amal Khayal.
Majed Abu Shala

Randa Abu

Ramadan Haya Saqer

Ahmed Akkila

Intisar Ibrahim

Jacopo Intini (Collaboratore ONG Gaza)

Amal Khayal

Amira Khayal

 
2024 
Francesca De Angelis, "Candies do not kill children"
Marina Arienzale, "Mosca"
Charlotte Landini, "Goal 16.1"
Monica Podda e Stefano Budicin, "Roach world fest"
Cocis Ferrari, "What are those - Borders series"
Giuseppe Fittipaldi, "Il bacio in bocca"
Davide Dormino, "Far Fall"
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2023 
Gianluca e Massimiliano De Serio, "Natura Morta"
Sergio Cascavilla, "L'arte povera E' INGombraNTE OBsoleTA"
Turi Rapisarda, "Il Satiro" (1990)
Luigi Gariglio, "Cinghie"
Pierluigi Pusole, "Amico (2018)"
Alessandro Bulgini, "Produzione Cosmetici"
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2022
Hugleikur Daggson, "What just happened?"

Snorri Asmundsson, "Smartphone Sovereignty"
Libia Castro & Olafur Olaffson, "Your country doesn't exist (2003 - ongoing)"
Elsa Yeoman, "Be My Guest"
Shoplifter (Hrafnhildur Arnardóttir), "Fuzzy Smile"

Frosti Gnarr, "Hide or seek"
Jòn Gnarr, "Last Supper (2003)"


2021
Emanuela Barilozzi Caruso, "senzazioni"
Erika Nevia Cervo, "Utile (2020)"
Mariapaola Infuso, "*** topia"
Lucrezia Testa Iannilli, "Gates"
Federica Peyrolo, "Almanacco"
Federica Belli, "Imagination is an act of rebelllion"
Alessandro Bulgini, "Opera Viva - Servomuto (d'apres Fabio Mauri)"
Tatiana Villani, "EstrusioneIlaria Abbiento, Mediterraneo 2017 (2017)"


2020
Maïmouna Guerresi, "Rubber Tire, First Lesson (2014)"
Iginio De Luca, "Altro giro, altra corsa"
Serena Fineschi, "Viva questo mondo di merda"
Noura Tafeche, "il trionfo di Bacco e Arianna (2018)"
Luigi Presicce, "Arlecchini in Paradiso"
Alessandro Bulgini, "Opera Viva - 13 vertical. Che?"
Giammarco Cugusi, "Paga la mossa. Di un'integrazione precaria"
Luisa Turuani, "Ma non è questo il giorno"


2019
Rebecca Moccia, "Fuoco in tasca"
Emanuela Barilozzi Caruso, "Unknown"
Nero / Alessandro Neretti, "All the Things that We Need"
Laura Cionci, "Chiarazione"
Alessandro Bulgini, "Opera Viva - Guardiani. Sculture solari per naufrago"


2018
Lucia Veronesi, "The safe zone"
Saccardi workshop, "Dioniso in città"
Irene Pittatore, "Wire Connection"
Virginia Zanetti, "The pillars of the earth"
Francesca Sandroni, "-10° minuto"
Alessandro Bulgini, "Opera viva - Accesso libero al mare"


2017
Raffaele Fiorella, "Operette morali"
Calixto Ramirez, "Tana libera tutti!"
Cristiano De Gaetano, "Ice Age"
Fabrizio Bellomo, "Saluti da Cerignola"
Roxy in the Box, "Martiri"
Alessandro Bulgini, "Porta Fortuna"


2016
Zanbagh Lotfi, "Memory Vague 1361"
Andrea Mastrovito, "Il Secolo Bravo"
Saul Melman, "Stretched and Still Lies in the Midnight"
Aryan Ozmaei, "Unusu-Ambo: Sabalan 2"
Gian Maria Tosatti, "Histoire et Destin - New Men's Land (Star, 2016)"
Alessandro Bulgini, "Opera Viva - Corso Giulio"


2015
Alessandro Bulgini, "Antica è tua sorella"

INSTITUTIONAL REPRESENTATIVE, PROMOTER AND ORGANIZER

Associazione Flashback

Corso Alessandro Tassoni 16, 10143 Torino, Italia
Corso Giovanni Lanza 75, 10131 Torino, Italia
c.f. 97768960011

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Membro
Luoghi del Contemporaneo
TEH Trans Europe Halles

 

Nota sull'uso del linguaggio ampio

Per un progetto come Flashback — per natura e poetica attento alle marginalità e a quegli altrove, fisici e mentali, spesso tralasciati — il linguaggio è un mezzo potente per contribuire al cambiamento e uno strumento necessario di osservazione del presente.

 

Questa attenzione riguarda tutti i nostri testi: sul sito, nelle pubblicazioni, nei materiali online e offline. Vi si incontrerà un segno linguistico preciso, lo schwa (ə), con l'intento di limitare il ricorso al maschile universale a favore di un'espressione più ampia e aperta.

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