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Il Padiglione A è lo spazio dedicato alla produzione artistica.

Il progetto Stanze Viventi / Living Rooms riattiva le stanze tramite opere site-specific, stanze che, una volta terminate, sono vissute dalle Associazioni.


Gli Studi d'Artista danno la possibilità per artistə che vivono nella zona metropolitana di avere uno studio in un centro per l'arte.

 

Infine, le Residenze per artistə, dedicate a progetti specifici con ospitalità nella foresteria del centro.

Elenco residenti  

Il progetto nasce nel 2022 con l’intenzione di riattivare le stanze del Padiglione A dell’ex IPI (brefotrofio cittadino fino agli anni '80) abbandonate dal 2011 e di farlo tramite l’arte, trasformando queste stanze in ambienti di significato e relazione. 

 

​ll processo si sviluppa in due fasi:​

  • nella prima, gli artisti e le artiste sono intervenutə sulle stanze, già reinterpretandole attraverso la propria sensibilità e il proprio linguaggio espressivo;

 

  • nella seconda fase, le stanze vengono abitate, vissute e attivate da altri soggetti: associazioni, artistə, musicistə, collettivi, che le trasformano ulteriormente con la loro presenza, dando vita a un continuo scambio tra passato, presente e futuro.​

Si tratta a tutti gli effetti di un'adozione.

L’opera che rientra in una logica meramente “espositiva” accetta infatti che il pubblico resti tale, con Stanze Viventi gli elementi del progetto sono strettamente coniugati con la dimensione della vita. L’artista non si limita a esporre, ma entra in dialogo con il luogo e con chi lo attraverserà dopo.

L’opera non è pensata per un pubblico passivo, ma per essere parte attiva di un’esperienza che coinvolge corpi, gesti, storie e identità. 

 

Abitare queste stanze significa sottrarle all’oblio e all’anonimato, restituendo loro un’anima attraverso l’arte e la vita. In questo senso, il progetto si oppone alla logica dei “non-luoghi” – spazi neutri, di passaggio, privi di relazioni – per creare invece luoghi densi di senso, in cui l’arte diventa strumento di trasformazione e rigenerazione sociale.

Studi / Atelier d'artista 

Flashback Habitat nasce come ecosistema di condivisione di senso, di idee, di storie e di vita. Per questo motivo si è scelto di condividere con gli altri il luogo che ci è stato affidato, dando una possibilità agli artisti e alle artiste residenti a Torino e in cerca di uno studio di trovare accoglienza ed opportunità.

 

Il centro offre spazi di lavoro dedicati alla produzione artistica, creando un contesto in cui la pratica individuale si intreccia con il dialogo collettivo. Gli atelier d’artista diventano luoghi di scambio, sperimentazione e confronto, dove ogni artista può sviluppare il proprio linguaggio. ​

Gli Atelier sono spazi di lavoro, per qualsiasi richiesta di tipo espositivo inviare una mail a: info@flashback.to.it

Residenze per artistə

Il progetto di residenze prevede la possibilità di ospitare gli artisti e le artiste nella foresteria del centro dando loro anche uno studio per la realizzazione di un progetto specifico dedicato al luogo che lo ospita.​ Una residenza che favorisce la ricerca e la sperimentazione in un ambiente dinamico e interdisciplinare.

Gli artisti e le artiste selezionatə vengono in residenza per sviluppare progetti innovativi, partecipare a workshop e interagire con il pubblico. La residenza incentiva la contaminazione tra linguaggi, valorizzando la dimensione collettiva del processo creativo. Inoltre, offre momenti di esposizione e presentazione delle opere realizzate.

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INSTITUTIONAL REPRESENTATIVE, PROMOTER AND ORGANIZER

Associazione Flashback

Corso Alessandro Tassoni 16, 10143 Torino, Italia
Corso Giovanni Lanza 75, 10131 Torino, Italia
c.f. 97768960011

p.iva 13386010014
info@flashback.to.it

Membro
Luoghi del Contemporaneo
TEH Trans Europe Halles

 

Nota sull'uso del linguaggio ampio

Per un progetto come Flashback — per natura e poetica attento alle marginalità e a quegli altrove, fisici e mentali, spesso tralasciati — il linguaggio è un mezzo potente per contribuire al cambiamento e uno strumento necessario di osservazione del presente.

 

Questa attenzione riguarda tutti i nostri testi: sul sito, nelle pubblicazioni, nei materiali online e offline. Vi si incontrerà un segno linguistico preciso, lo schwa (ə), con l'intento di limitare il ricorso al maschile universale a favore di un'espressione più ampia e aperta.

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